25 Luglio, 2024
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    Errori da evitare e le regole da seguire per fare trading con successo

    La che si affaccia sul mondo dei mercati finanziari e in particolare nel trading online va considerato al pari di una persona che vuole imparare un nuovo mestiere. È necessario che conosca le regole, che si doti degli strumenti necessari e che impari al meglio la materia, frequentando corsi, leggendo libri, o seguire delle lezioni di maestri/insegnanti che gli dicano cosa deve e cosa non deve fare.

    Questo post non ha il compito di insegnarti su come fare trading casa, questo lo puoi apprendere leggendo gli ebook sul trading disponibili sul sito, qui parliamo errori più comuni che i trader commettono, in modo da prendere insegnamento da questi e non commettere gli stessi sbagli.

    I principali errori che si commettono nel trading online

    Non accettare le perdite

    Uno dei problemi più grandi che affliggono il trader senza esperienza è quello di non chiudere le operazioni in perdita che si dimostrano errate. È una difficoltà legata sia all’aspetto economico sia a quello psicologico, molte persone trovano difficile ammettere di aver sbagliato.

    Molti trader costruiscono strategie di trading con stop-loss solo “teorici”: individuano cioè un livello di supporto e, mentalmente, pensano di chiudere la posizione se i prezzi dovessero scendere sotto quella soglia. In realtà, poi, quando i prezzi rompono effettivamente il supporto e occorre subire effettivamente la perdita, preferiscono aspettare e attendere che qualcosa cambi. Qualcuno pensa che il mercato stia sbagliando, altri cercano qualche motivazione tecnica per ipotizzare che sia solo un falso segnale. Altri ancora incrementano le posizioni per mediare il prezzo di acquisto. Nulla di più sbagliato. La verità è che, nella maggior parte dei casi, la strategia di trading che è stata costruita si è rivelata sbagliata e occorre uscire da quella posizione, prima che la situazione peggiori ulteriormente.

    Non seguire regole prestabilite

    La mancanza di un piano di trading costruito a tavolino, in cui si definisce dove viene determinato quanto investire nella singola operazione; qual è il rischio massimo che si è disposti a correre; quali sono i livelli operativi che si intende utilizzare nella propria operatività (entry level, stop-loss, take-profit), porta il trader a commettere errori dettati dall’emotività e dallo stress di dover poi gestire la posizione in tempo reale.

    Con questo tipo di operatività sorgono dubbi, perplessità, incertezze che nulla hanno a che fare con l’analisi che è stata effettuata precedentemente e che aveva portato a giudicare come interessante una certa situazione tecnica.

    Non imparare dagli errori

    Spesso gli operatori commettono lo stesso tipo di errore, per esempio entrano sul mercato prima del dovuto o in ritardo, chiudono anticipatamente la posizione o non rispettano gli stop-loss. Errori molto comuni, ma lo sbaglio più grande è quello di non riuscire a trarre il dovuto insegnamento.

    Per poter analizzare nel dettaglio la propria operatività è opportuno tenere la contabilità delle varie operazioni tenendo un diario di trading e segnando il livello di entrata, lo stop-loss, l’eventuale take-profit e la motivazione per la quale è stata fatta l’operazione. Solo la corretta registrazione di tutti i trade può consentire di valutare in modo oggettivo i risultati ottenuti, individuando le situazioni sulle quali si è profittevoli e quelle invece su cui si commettono errori e si subiscono delle perdite.

    Non sapere aspettare

    Una delle difficoltà che spesso il trader incontra è quella di non aver pazienza che si creino le situazioni necessarie per operare. Il fatto di rimanere in stand-by per un po’ di tempo può risultare snervante da un punto di vista mentale. Ciò porta il trader a operare anche quando non ci sono le giuste condizioni, solo per il fatto di dover fare qualcosa. In alcuni casi si rischia addirittura di andare in overtrading, ossia di operare in modo frenetico senza una logica di fondo, per la voglia di recuperare perdite precedenti o per voler proseguire un’eventuale striscia positiva di operazioni.

    Non lasciare correre i profitti

    Una delle regole di base del trading sostiene di “tagliare le perdite e lasciare correre i profitti”. Quando il mercato va nella direzione ipotizzata, è opportuno sfruttare la situazione, seguendo tuttavia delle regole precostituite.

    Una delle tecniche che si può utilizzare è quella di simulare la propria operatività a tavolino, quello che in gergo tecnico viene chiamato paper trading, per poter valutare effettivamente se i target/take-profit che vengono utilizzati nella propria operatività sono troppo ricini o troppo lontani rispetto al movimento effettivamente compiuto dal mercato. In alcuni casi ci si accorgerà di aver chiuso le posizioni troppo presto, mentre in altri, invece, di aver fissato degli obiettivi troppo ambiziosi.

    Non seguire le regole di money management

    Soltanto un’attenta gestione del denaro può consentire di sopravvivere a lungo sui mercati. Il trader che si assume rischi troppo elevati, che non rapporta in modo corretto la dimensione delle singole posizioni al capitale totale di cui dispone, che non rispetta gli stop-loss prefissati, è destinato inevitabilmente a subire delle perdite.

    Per poter ottenere rendimenti in modo costante, è necessario essere estremamente disciplinati e rigidi nella propria operatività. Se non si rispettano queste regole, è inevitabile che la nostra equity-line sarà molto volatile: ci saranno periodi in cui si ottengono buoni risultati (a fronte tuttavia di rischio elevato), ma anche periodi in cui si subiscono perdite consistenti.

    Seguire le notizie anziché le proprie analisi

    Molti trader sono spesso distratti dal fiume di notizie che giungono continuamente sul mercato e tendono a farsi influenzare dai giudizi espressi da altri analisti. Non bisogna mai dimenticare che fare trading significa lavorare sui prezzi: questi ultimi vanno pertanto seguiti da vicino, analizzati, studiati. Bisogna capire come si sono formati e quale potrebbe essere il loro comportamento futuro. Tutto il resto è solo “rumore di fondo”, che può sicuramente generare volatilità, ma non è quasi mai in grado di modificare la struttura tecnica del mercato. Se quest’ultimo è impostato per salire, troverà il modo di salire anche in presenza di un ambiente negativo; se invece il mercato è impostato per scendere, troverà il modo di scendere anche in presenza di un ambiente positivo.

    Utilizzare analisi complesse

    I trader alle prime armi sono spesso alla ricerca del Sacro Graal, riempiono i loro schermi di indicatori/oscillatori tecnici, di numerose trendline che si intersecano con i prezzi, di complessi metodi grafici di difficile decifrazione. Niente di più sbagliato. Il grafico deve essere il più pulito possibile, con i prezzi che devono avere la maggiore visibilità possibile, con alcune linee di tendenza che aiutano a individuare il trend principale e identificare i principali livelli di supporto o di resistenza, e pochi, pochissimi indicatori che possono fornire utili informazioni operative. L’obiettivo è ottenere un grafico che sia il più chiaro e il più semplice possibile, dove devono essere evidenti i livelli chiave che si sono formati e sui quali si intende operare.

    Non avere le idee chiare

    Quando si decide di aprire una nuova posizione è necessario avere un quadro chiaro e preciso della situazione. Se si hanno dubbi, incertezze, indecisioni è meglio rinunciare. Se il quadro tecnico risulta contrastato, significa che il mercato stesso è indeciso sul da farsi. In queste condizioni è preferibile stare fermi, in attesa che lo scenario si chiarisca o si sblocchi.

    La regola di base è che si entra sul mercato solo quando le probabilità di successo sono a nostro favore, ossia quando le analisi condotte sono tutte concordi nell’evidenziare che i prezzi siano destinati a salire (per un’operatività long) o a scendere (per un’operatività short). In generale, è preferibile perdere un’occasione, piuttosto che assumersi un rischio scommettendo sul fatto che i prezzi prendano la direzione sperata. D trading consente di ottenere risultati positivi solo se si sfruttano le situazioni favorevoli e si riduce il più possibile il proprio livello di rischio.

    Passare da una strategia all’altra

    Il trader deve costruirsi una solida metodologia di analisi e una valida strategia di trading. Quest’ultima richiede di operare solo quando si presentano situazioni tecniche che l’operatore ha imparato sia a riconoscere, sia a sfruttare. Questo significa che, di fronte a situazioni simili, si dovrà operare in modo simile, utilizzando sempre gli stessi tool (grafici/quantitativi/volumetrici), assumendo lo stesso livello di rischio e gestendo la posizione nello stesso modo. Non si deve pertanto cambiare il proprio modo di operare solo perché gli ultimi risultati sono stati negativi. Le perdite vanno gestite e analizzate, ma non devono farci abbandonare una metodologia che nel corso del tempo ha dimostrato di funzionare.

    Altri errori da evitare durante l’attività di trading

    Spesso i trader subiscono perdite consistenti durante l’attività di trading, non tanto per la scarsa conoscenza delle analisi di mercato, quanto per un’errata gestione del denaro, ovvero il money management.

    I due errori più gravi legati al money management che vengono solitamente commessi sono:

    • Investire in una singola operazione una quantità di denaro troppo alta rispetto al capitale totale che si ha a disposizione
    • Perdere il controllo della posizione, lasciando che una piccola perdita si trasformi in una più grande

    Nel primo caso se la posizione non dovesse andare subito nella direzione sperata, si potrebbe generare forte apprensione e tensione, annebbiando in questo modo le scelte operative del trader. Nel secondo caso invece il pericolo è quello di subire perdite significative, tali da incidere in modo consistente sul capitale disponibile.

    Per questi motivi diventa fondamentale seguire una strategia prestabilita, a cui attenersi in modo rigoroso. Il pericolo è che le emozioni prendano il sopravvento e generino scelte poco razionali e quasi sempre sbagliate (leggi anche Psicologia di trading. Consigli per superare le emozioni durante l’attività di trading). Se i prezzi dovessero scendere sotto il livello di stop-loss, per esempio, la prima reazione emotiva sarebbe spesso di incredulità. In alcuni casi si rimane immobili, quasi paralizzati, con la perdita che nel frattempo assume dimensioni sempre più consistenti. Il problema è che, se la posizione non è stata chiusa con una perdita del 2%, difficilmente si avrà la forza di chiuderla quando la perdita è molto più grande. Con il passare del tempo subentra la rassegnazione e l’unica speranza diventa quella di poter recuperare in futuro. In questo frangente, tuttavia, il trader non ha più il controllo della situazione ed è in balìa del mercato e sarà quest’ultimo che deciderà se il trader recupererà in tutto o in parte il suo denaro o se invece la perdita continuerà ad aumentare. Per questo motivo è assolutamente necessario dotarsi di un valido modello di money management.

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    L’importanza della gestione del rischio

    La gestione del rischio, in gergo tecnico risk management, è un’altro aspetto importante nella costruzione di strategie di trading che possano durare nel corso del tempo. La sua funzione principale è quella di evitare che una o più posizioni possano sfuggire al controllo del trader e generare una perdita la cui entità potrebbe incidere in modo significativo sul capitale a sua disposizione. Chi opera sui mercati finanziari deve sapere che le perdite sono inevitabili e fanno parte del “gioco”.

    I risultati di un bravo trader sono spesso caratterizzati da:

    • Diverse operazioni chiuse con delle piccole perdite
    • Un numero simile di operazioni che generano piccoli utili
    • Alcune operazioni che producono un utile consistente

    Questa analisi conferma la validità del detto “taglia le perdite e lascia correre i profitti”.

    Per quanto riguarda la parte “taglia le perdite”, occorre prestabilire e rispettare, in modo rigoroso e disciplinato, gli stop-loss che vengono fissati. Gli stop-loss costituiscono infatti una parte fondamentale di ogni strategia operativa: a ogni ingresso sul mercato deve essere sempre associato uno stop-loss iniziale, che va pertanto inserito all’interno della piattaforma di trading simultaneamente al prezzo d’entrata. Lo stop deve essere fissato in modo oggettivo e non può più essere spostato. In questo modo si evita che l’emotività legata all’andamento del trade possa indurre il trader a modificare in modo soggettivo la propria operatività.

    Quando si costruisce un piano di trading a tavolino si ha molto più tempo a disposizione per analizzare la situazione, rispetto a quando si opera in reai time; si è quindi in grado di individuare con maggiore calma, precisione e oggettività i livelli operativi sui quali intervenire. L’andamento del mercato in tempo reale introduce spesso diverse tensioni emotive e può indurre il trader a modificare la sua operatività, con effetti spesso negativi (per esempio allontanando il livello di stop-loss, assumendo quindi un livello di rischio maggiore rispetto a quello che si era prestabilito, piuttosto che un’uscita anticipata dalla posizione per la voglia di monetizzare il guadagno fin lì ottenuto). Un eventuale spostamento dello stop-loss o del prezzo di ingresso modifica in modo sostanziale la strategia operativa e impedisce ex post di poter giudicare in modo oggettivo il risultato ottenuto.

    Per quanto riguarda la parte “lascia correre i profitti”, il principio stabilisce che le posizioni che producono degli utili vanno conservate fino a quando non viene fornito un segnale di uscita. In particolare, le strategie tipo trend-following cercano di eliminare il rumore di fondo (noise) presente sul mercato e si focalizzano sulla tendenza primaria che i prezzi stanno esprimendo. Una tecnica operativa che può essere utilizzata per gestire la posizione prende il nome di “50/50” (fifty/fifty). Quest’ultima prevede di liquidare metà posizione quando si ottiene un profitto pari al doppio del rischio iniziale. Sull’altra metà posizione si deve alzare lo stop a pareggio (ossia al livello al quale è stata aperta la posizione) e si segue poi lo sviluppo successivo dei prezzi tramite adeguati livelli di trailing-stop (posizionati su base grafica o tramite opportuni indicatori tecnici). L’obiettivo è di far correre il più possibile questa metà posizione, sulla quale non si corre ormai più alcun rischio. In questo modo anche una strategia operativa che genera il 50% di trade in utile e il 50% in perdita, riesce comunque ad avere un saldo finale positivo visto che le perdite subite vengono compensate dagli utili prodotti dalla metà posizione che si chiude in guadagno e il profitto finale è generato dalla metà posizione che si lascia correre in direzione del trend primario e sulla quale non si corre più alcun rischio.

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    Il mercato ha sempre ragione

    Uno dei detti spesso richiamati da trader e gestori finanziari è che “il mercato ha sempre ragione”. Con questa frase si intende sottolineare come runico interlocutore con il quale gli investitori si devono confrontare sia il mercato.

    I giudizi di sovra/sottovalutazione, le stime fomite dalle varie società di consulenza e le congetture/ipotesi espresse dai diversi analisti, devono essere valutati con estrema attenzione e utilizzati con la massima cautela. Aprire una posizione al rialzo su una certa attività finanziaria (per esempio un titolo azionario), solo per il giudizio positivo espresso da una banca d’affari o perché si ipotizza una salita futura dei prezzi in virtù di ipotetici risultati positivi, conduce molto spesso l’investitore in errore (e a subire perdite considerevoli).

    Occorre ricordare che i mercati finanziari non guardano al passato, ma in avanti, ossia cercano, per quanto possibile, di anticipare/scontare l’andamento futuro delle variabili macroeconomiche che possono condizionarne l’andamento. Questo significa che, in occasione della diffusione di dati macro o di singoli risultati societari, è necessario valutare non tanto il risultato storico, quanto il risultato previsto per il futuro e confrontarlo con quello che il mercato si attendeva.

    Il trader non si deve far condizionare dal fatto che il mercato venga valutato come sopra o sottovalutato. In un mercato giudicato come sopravvalutato, per esempio, i prezzi possono continuare a salire per molto tempo, nonostante la presenza di elevate valutazioni di tipo fondamentale. Allo stesso modo, i prezzi di un mercato sottovalutato possono continuare a scendere anche in presenza di valutazioni che possono apparire sacrificate. Ciò che conta (e che produce utili e/o perdite) sono solo i prezzi e l’obiettivo primario di ogni trader/operatore deve essere quello di entrare a un certo prezzo e di uscire della posizione a un prezzo più alto (per le posizioni long). Per poter ottenere risultati positivi con il trading non sempre è necessario prevedere correttamente l’andamento dei mercati.

    Alcuni trader riescono a generare degli utili nonostante sbaglino una buona parte delle loro previsioni. Com’è possibile? Lasciano correre i profitti e tagliano le perdite. In questo modo i guadagni ottenuti con le operazioni che vanno in positivo riescono ad assorbire e superare le perdite generate dalle operazioni sbagliate. È altrettanto vero che non sempre i trader che fanno buone previsioni riescono poi a ottenere risultati positivi. In molti casi, infatti, la componente psicologica gioca un ruolo fondamentale. Molti trader sono incapaci di ammettere i loro errori di valutazione. Questo atteggiamento, in ambito finanziario, conduce quasi sempre a risultati negativi. Spesso il trader rimane ancorato alle proprie convinzioni e non si accorge che sul mercato si è verificata un’inversione di tendenza. Questo può essere dovuto a un’analisi errata della situazione tecnica, ma può anche essere provocato dal fatto che il mercato stesso abbia cambiato opinione/direzione. In questi casi il trader pensa di essere un “gradino sopra il mercato” e di saperne di più. Ritiene infatti di essere nel giusto e che, prima o poi, il mercato gli darà ragione.
    Questo atteggiamento di superbia/arroganza nei confronti del mercato si verifica solitamente dopo che si sono ottenuti una serie di risultati positivi: l’entusiasmo e la presunzione portano infatti ad abbassare le proprie difese e spingono il trader ad assumere rischi sempre più alti. Rischi che, presto o tardi, portano a perdite consistenti, che vanno spesso ad azzerare gli utili faticosamente ottenuti con le operazioni precedenti.

    Il trader non deve mai dimenticarsi che lavora con i prezzi ed è su questi ultimi che calcola le sue plusvalenze o le minusvalenze. Il suo operato non viene giudicato dalle sue valutazioni o dalle sue analisi ma solo e soltanto dal saldo finale del suo conto.

    Il suo lavoro del trader/investitore è quello di:

    • Studiare la situazione tecnica del mercato
    • Comprendere che cosa è successo nel recente passato
    • Conoscere come si è arrivati ai prezzi più recenti
    • Capire qual è la cosa più probabile che il mercato potrà fare nel prossimo futuro

    In pratica, si deve rispondere a questa “semplice” domanda: “è più probabile che i prezzi salgano o che scendano?”.
    Questo modo di procedere fa sì che il trader non venga influenzato da fattori esterni e, nella sua operatività, si concentri esclusivamente sui prezzi. Come corollario a questa regola fondamentale ci sono poi alcuni principi di base legati al money management.

    Linee guida nella gestione dell’operatività di trading

    Compra quando i prezzi salgono, vendi quando i prezzi scendono. È la regola fondamentale delle strategie che vengono chiamate di trend-following e sancisce che il trader debba sempre seguire il trend primario nel quale il mercato si trova inserito. Se il trend è rialzista, occorre pertanto ricercare opportunità long (in vista di un’ulteriore salita dei prezzi), mentre se è ribassista, si deve privilegiare un’operatività short/ribassista.

    Proteggi il tuo capitale. Questo principio richiama l’utilizzo degli stop-loss iniziali. Questi ultimi costituiscono l’unica polizza assicurativa in grado di impedire che una o più operazioni sbagliate possano produrre una perdita significativa, tale da incidere in modo sostanziale sulla consistenza del capitale che il trader ha a sua disposizione. È opportuno evidenziare che le perdite devono essere sopportabili sia da un punto di vista finanziario, ossia devono essere sempre rapportate al capitale totale del trader, sia da un punto di vista psicologico, ossia non devono minare la fiducia del trader nella sua metodologia operativa.

    Proteggi i profitti. Quando una posizione va nella direzione sperata, è opportuno gestirla con adeguati trailing-stop, la cui finalità principale è impedire che una posizione in utile si possa trasformare in una perdita. Alcune tecniche operative, per esempio, liquidano metà posizione al raggiungimento di target prestabiliti e alzano lo stop-loss iniziale a pareggio (quindi al prezzo di ingresso) sull’altra metà posizione.

    Le emozioni nel trading online

    Molti trader ritengono che i risultati (positivi o negativi) che si ottengono operando sui mercati finanziari, dipendano soprattutto dall’aspetto psicologico. I trader che operano in modo discrezionale, in particolare, è difficile che riescano a guadagnare in modo costante senza saper controllare i loro stati emozionali. Conoscerli e analizzarli può essere pertanto di aiuto per evitare di incorrere in errori che potrebbero produrre perdite particolarmente gravose.

    Gli errori che vengono commessi sono sostanzialmente di due tipi: errori cognitivi ed errori emozionali.

    I primi riguardano una certa predisposizione a commettere errori, per ria di alcuni pregiudizi che si formano nella testa del trader. I più diffusi sono iper-ottimismo, l’over-confidence e la conferma. Tutti e tre si commettono prima di entrare in posizione. L’iper-ottimismo sovrastima le possibilità di successo, portando il trader a sottovalutare i rischi. L’over-confìdence, invece, ci porta a ritenere di sapere/conoscere più di quanto in realtà si conosca, pensando di poter controllare fenomeni complessi come i mercati finanziari. Si commette invece un errore di conferma quando si prendono in considerazione solo le informazioni che supportano il proprio punto di rista personale, scartando quelle che lo contraddicono.

    Ci sono poi errori cognitivi che si commettono ex post, ossia dopo che viene chiusa una posizione. Il primo è l’errore di attribuzione, che attribuisce la colpa degli errori ad altri e mai a sé stessi; il secondo è l’errore del senno di poi e consiste nel giudicare facilmente prevedibile, a posteriori, il movimento dei prezzi. Entrambi questi errori non consentono di fare la necessaria esperienza e di evitare di commetterli ancora in futuro.

    Per quanto riguarda gli errori emozionali, può essere utile analizzare le varie situazioni psicologiche in cui il trader si può trovare come ad esempio la paura.
    La paura è l’emozione più frequente ed è legata al rischio di subire delle perdite.

    La paura può nascere:

    • Prima di entrare in posizione. La paura di perdere del denaro può indurre il trader a essere titubante nell’entrare in posizione, nonostante tutte le analisi indichino la presenza di una situazione interessante. In questi casi spesso si cercano ulteriori conferme da parte di altri indicatori e il pericolo è di perdere del tempo prezioso e di essere poi costretti a rincorrere il mercato entrando quindi su un livello più alto rispetto a quello preventivato, con il concreto pericolo di assumersi un rischio più elevato rispetto a quello stabilito in sede di costruzione della strategia.
    • Quando la posizione è già in essere. In questo caso si ha il timore di perdere ciò che si sta guadagnando, temendo un’improvvisa inversione di tendenza. Basta per esempio una semplice pausa per renderci nervosi e indurci a chiudere preventivamente una posizione, senza che dal mercato e dagli indicatori arrivino segnali di allerta. Un’eventuale uscita anticipata, se poi il mercato dovesse proseguire nella direzione ipotizzata, porta a successive recriminazioni legate al fatto di avere ottenuto solo un utile di piccole dimensioni, rispetto a un movimento ben più ampio compiuto dal mercato) Entrambi questi errori nascono dalla mancanza di fiducia nella propria metodologia che, dopo essere stata valutata e testata, dovrebbe invece essere seguita in modo costante e rigoroso.

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    Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario, trader con oltre 20 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.
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