Come InvestireDiventare un trader di successo grazie al trading Management

Diventare un trader di successo grazie al trading Management

Negli ultimi anni il numero delle persone che si avvicinano al trading è in costante aumento, ma, sono pochi quelli che cercano di implementare una strategia di money management disciplinata e professionale.

La gestione del denaro è l'elemento fondamentale per fare trading con successo. Si sente parlare molto spesso di “Money Management” e per quanto sia importante non è l'unica tecnica per diventare un trader vincete.

Vi sono tre elementi chiave che contribuiscono a rendere un trader di successo:

  • Il Risk & Money Management
  • Il Personal Management (Auto-controllo e Disciplina)
  • Il Trade Management (Analisi del Mercato e un buon metodo o sistema di trading)

Ciascuno di questi tre elementi chiave è ugualmente importante, e senza uno di essi non si avrà successo. Sono tre elementi essenziali per avviare una attività di trading anche se molti trader (perdenti) pensano che focalizzando la loro attenzione esclusivamente sul sistema di trading e un buon money management possano guadagnare soldi. In realtà non è cosi, lo dimostra il fatto che i trader di successo sono una piccola parte.

Indice dei contenuti

Risk & Money Management

Fare trading senza un appropriato Money management è lo sbaglio più grande che i trader principianti commettono. Il “vero” trader deve avere come primo obiettivo quello di sopravvivere e come secondo obiettivo quello di generare un ritorno costante. Senza regole la perdita di denaro è assicurata.

Non rischiare tutto il capitale in una sola operazione

E' la prima regola di trading, quelli che perdono denaro frequentemente non seguono questa regola rischiando troppo del loro capitale su una singola operazione.

In questo modo i trader commettono l'errore di esporsi troppo e continuano ad operare con la stessa quantità o con una quantità sempre più grossa durante una serie negativa con l'obbiettivo di recuperare le perdite in fretta. Un errore veramente grande, e purtroppo molto comune, ma per fortuna un buon money management può tenerci lontano da questo.

È importante sapere che più denaro si perde, più difficoltoso diventa il tentativo di recuperare.

Se si hanno 10.000 euro nel conto e si perde il 10%, (1000 euro di capitale), si deve fare l’11% del capitale rimasto (9000 euro) per recuperare quella perdita. Se si perde il 20% (2000 euro) si deve fare il 25% di ciò che ora sono 8000 euro per recuperare. Se si perde il 40% (4000 euro), occorre che si faccia un enorme 67% di ciò che ora sono 6000 euro, e se si perde il 50% del capitale occorre fare il 100% giusto per recuperare solo il nostro denaro. Mentre le perdite crescono matematicamente, i profitti che sono necessari per recuperarle aumentano quasi esponenzialmente.

Questa è la ragione per la quale è assolutamente cruciale che questo tipo di perdite non avvenga, e il solo modo per fare ciò è di utilizzare le regole di money management.

I trader principianti spesso chiedono che percentuale di profitti si possono fare ogni settimana, mese, o anno con il trading. La risposta a questa domanda dipende della loro abilità come trader, dal capitale a disposizione, dalla qualità del loro sistema o metodo, e dalle condizioni del mercato.
I principianti non fanno mai la domanda più importante:

“Che cosa posso fare per assicurarmi di non perdere il mio denaro?”

Si deve essere sicuri di non perdere i propri soldi prima di preoccuparsi di quanto si riuscirà a fare. Un appropriato money management è la nostra migliore assicurazione sul nostro capitale per il trading.

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Quanto denaro rischiare nel trading online

Ignoranza o emotività, sono questi gli elementi che causano la perdita di denaro per la maggior parte dei trader.

Il trader principiante agisce sulle impressioni e sulla spontanea urgenza di inciampare nell’operazione che non avrebbe dovuto prendere a causa delle non favorevoli condizioni del mercato.
Quelli che sopravvivono, a questa fase d’ingenuità, imparano a disegnare un modo migliore di fare trading.
Quando prendono confidenza, il secondo nemico si affaccia alla loro porta. La confidenza li fa diventare avidi, rischiano troppo in una sola volta, e una breve serie di perdite consecutive è in grado di azzerare completamente il conto di trading.

Se si fa trading con metà del capitale a disposizione su ogni operazione, la rovina è garantita. Se si rischia un quarto del capitale, molto probabilmente non si sopravvivrà a lungo nel mercato. Una breve serie negativa ci spazzerà via. Anche rischiando un decimo del nostro capitale su ogni operazione si prende un rischio molto maggiore rispetto a quando si vuol stare nel mercato per lungo tempo.

L’attitudine di un trader principiante è generalmente simile a quella di un giocatore d’azzardo; più soldi scommette, più vuole vincere. E' assolutamente sbagliato, e anche i più bravi trader al mondo fanno operazioni in perdita, si devono assicurare che il minor ammontare possibile del loro capitale sia messo a rischio ogni volta. I trader professionisti hanno come regola principale di operare con una piccola parte del loro capitale di trading su una singola operazione, e dovrai seguire anche tu questa regola se vorrai diventare un trader di successo.

Regole di Money Management

La regola generale da seguire è di non rischiare mai più del 3% del capitale in qualsiasi data operazione o in multi-operazioni. Il consiglio è di utilizzare l’1% o massimo 2%. Questo significa che se si dispone di un capitale di 10.000 euro e si accetta un rischio massimo del 2% potremo rischiare 200 euro complessivamente.

Facendo trading in questo modo si avrà la certezza che una breve serie di operazioni negative (che può sempre verificarsi anche con il migliore dei sistemi e anche al migliore dei traders) non potrà mai azzerare il proprio capitale. Come spesso abbiamo ricordato, non esiste un sistema di trading che riesce a vincere il 100% delle volte.

La maggior parte dei trader principianti non utilizza alcuna regola di money management nella propria strategia di trading, ma rischiano più capitale sulle operazioni che sembrano loro migliori e rischiano meno capitale sulle operazioni in cui hanno meno fiducia. Questo non funziona, anzi il fallimento è assicurato.

Utilizzo del Money Management

Un appropriato money management prende in considerazione sia il rischio, sia il rendimento mentre un money management inappropriato tiene conto solo di uno dei due fattori.

Il trader che usa il money management guarda alle posizioni come un insieme. Non bisogna confondere il money management col “piramidare” inteso come l’incremento di posizioni in un’operazione che si muove in profitto, occorre prendere in considerazione l’intero valore del capitale disponibile.

A prescindere dal mercato o dalla strategie di trading utilizzata un trader deve necessariamente prendere una decisione di money management prima dell’ingresso nel mercato. Per prendere questa decisione occorre avere un metodo sperimentato di cui si conoscono le performance in modo da calibrare su di esso un appropriato money management.

Il money management abbraccia diverse cose, e si intreccia con il trade e risk management. Molti trader pensano che il money management è semplicemente dove si piazza lo stop loss. In realtà lo stop loss da solo è una parte del management, ma non ha niente a che vedere con il money management.

Il punto chiave del money management si focalizza sul “quanto”, non sul “timing” su quando entrare o uscire. Principalmente, il money management ci dice la quantità di azioni o il numero di contratti con cui operare ad un dato punto.

Il money management è un concetto difensivo. Ci dice, ad esempio, se abbiamo guadagni sufficienti per incrementare altre posizioni. Non dobbiamo confondere il money management con il piazzamento dello stop loss.

Una volta che si ha un appropriato money management, il successo dipende totalmente solo dalla nostra disciplina e dall’aspetto psicologico.

Il money management in linea di massima ci dice:

  • Quanto capitale investire in ciascuna operazione;
  • Come preservare e apprezzare il capitale;
  • Quando si può presumere una aspettativa di successo;
  • Quando prendere un stop loss per evitarne uno maggiore;
  • Se s’incappa in una striscia negativa come comportarsi;
  • Come regolare il nostro trading con l’accumulo di nuovi profitti;
  • Come gestire la volatilità;
  • Come prepararsi psicologicamente.

Il money management non ci dice:

  • Quanto perderemo in una singola operazione;
  • Come si fa ad uscire da una operazione profittevole;
  • Come diversificare;
    Non controlla il rischio;
  • Non massimizza il rendimento;
  • Non ci dice quanto investire.

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Esempi pratici di money management

Supponiamo di possedere un capitale di 1000 euro e di puntare su un sistema che ha la possibilità di vincere il 60% delle volte con un rapporto medio di win/loss di 1.
Supponiamo di investire rischiando 100 euro. Ci sono abbastanza probabilità di perdere 3 volte di fila. Ora siamo arrivati a 700 euro del nostro capitale e pensiamo che sia la volta buona, così, investiamo 300 euro. Ma, perdiamo ancora e scendiamo a 400 euro di capitale. Le probabilità di guadagnare soldi ora sono veramente poche perché a fronte di una perdita del 60% dovremmo avere una vincita del 150% per pareggiare solo i conti.

Per avere un’idea, ogni 1024 lanci di una moneta si ha una serie successiva di dieci “testa” di fila, quindi le probabilità di perdere tutto in 10 lanci, persi consecutivamente, esiste ed è statisticamente accertata.

Le probabilità di perdere tutto in soli pochi colpi dipendono esclusivamente dal position sizing, poiché il sistema che abbiamo considerato ha di per sé un 60% di probabilità di vincere ed una media win/loss di 1 per cui se avessimo suddiviso il nostro capitale in 100 parti puntando solo 10 euro a colpo avremmo vinto 600 euro e perso 400 euro con un profitto di 200 euro. Pertanto il nostro capitale sarebbe ora di 1.200 euro.

Sotto il profilo tecnico possiamo dire che il rischio è dato dalla differenza tra prezzo d’ingresso e stop loss iniziale. Se il rischio eccede una certa percentuale il trade non si dovrebbe considerare.

Nella nostra operatività il position sizing deve controllare il numero di contratti in base alla percentuale massima di rischio.

Ad esempio se in base al nostro sistema o metodo il prezzo di acquisto dell’EUR/USD è di 1,0610 e lo stop loss lo poniamo a 1,0580, il rischio è pari a 30 punti moltiplicato per il valore del punto che in questo caso è di 10 dollari. Quindi, il rischio per contratto sul EUR/USD è di 300 dollari. Se abbiamo un conto di 10.000 dollari e vogliamo limitare il rischio al 3% di quel conto per operazione, avremo 10.000 x 0.030 = 300 dollari ovvero potremo comprare un solo contratto.

Abbiamo così determinato quanti contratti possiamo acquistare in base all’ammontare massimo di rischio che siamo disposti ad assumerci in relazione al nostro capitale.

Risk e Money Management in una singola operazione

La gestione del rischio di una singola operazione si può ricapitolare con i seguenti principi fondamentali:

  • Sapere quanto si è disposti a perdere prima di eseguire l’operazione;
  • Non rischiare più del 2% del capitale per ogni singola operazione;
  • Determinare il livello del taglio delle perdite (stop-loss) prima dell’operazione;
  • Comprare o vendere una coppia solo ad un prezzo accettabile e con una esposizione al rischio e un potenziale profitto accettabile;
  • Contestualmente all’immissione dell’ordine, inserire l’ordine per lo stop-loss al livello predeterminato;
  • Se il trade inizia a vincere significativamente, muovere lo stop-loss al punto di pareggio (il livello d’ingresso) in modo tale da eliminare parte del rischio;
  • Prendere prontamente profitto non appena il trade raggiunge l’obiettivo previsto;
  • Se si fa trading di posizione, occasionalmente aggiustare il trailing stop in modo da seguire di 15-25 pips la trend line di lungo-termine o la trend line accelerata.

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Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario e trader con oltre 25 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, con particolare attenzione agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie al confronto diretto con professionisti del settore. Animato da una solida passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica applicata ai mercati finanziari, da diversi anni è attivo nel giornalismo finanziario su numerosi portali specializzati, dove opera come analista tecnico e trading advisor.
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