19 Luglio, 2024
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    Prestiti personali, vademecum per comprendere se verrà accettato

    Il passaggio da una società particolarmente parsimoniosa, più votato al risparmio, ad una decisamente più consumistica, ha letteralmente cambiato le abitudini dei cittadini italiani. Un passaggio, però, dovuto anche a fattori meramente oggettivi, al di là delle attitudini di ciascun singolo individuo.

    Rispetto a qualche anno fa, infatti, il potere d’acquisto degli italiani è calato drasticamente, divenendo uno dei più bassi dell’intero Vecchio Continente. Inoltre, il mercato del lavoro è divenuto decisamente più flessibile, fornendo meno garanzie rispetto ad un tempo: lavorare nello stesso ruolo e nella medesima azienda, infatti, è divenuto un caso assai sporadico nell’attuale contesto, a differenza di solo qualche decennio fa.

    Prestiti personali, mai così convenienti

    Minori risparmi e garanzie lavorative, accompagnate da un indubbio aumento delle necessità di spesa, hanno comportato ad un maggior ricorso all’accensione di prestiti e finanziamenti.

    Un fenomeno che è in aumento grazie anche ad un costo del denaro particolarmente conveniente. Ed il recente taglio dei tassi attuato dalla Banca Centrale Europea, sancito per dare respiro alla zoppicante economia europea dell’area €uro, potrebbe favorire l’aumento delle richieste da parte dei privati cittadini, stuzzicati dall’idea di indebitarsi a delle condizioni particolarmente favorevoli.

    Per ottenere un prestito, però, bisogna indispensabilmente passare dal vaglio del soggetto erogante, banche o finanziarie che siano, che devono dare il loro placet in base ad alcuni parametri oggettivi e soggettivi. Sia chiaro: non esiste una regola aurea per far sì che il proprio finanziamento venga accettato. Ogni istituto di credito, infatti, ha delle regole a sé stanti: non ci si dovrebbe stupire, quindi, se una banca accetti una richiesta dopo che la stessa sia stata rifiutata da un altro istituto. Esistono, tuttavia, degli elementi abbastanza comuni, che consentono di carpire quanto sia probabile, o meno, che la domanda venga accolta.

    Innanzitutto, il contratto di lavoro: un dipendente a tempo indeterminato, ad esempio, ha decisamente maggiori chance rispetto ad un soggetto con un contratto precario, il quale potrebbe ricevere risposta affermativa solo nel caso in cui la richiesta fosse supportata da valide e congrue garanzie, reali (beni mobili o immobili) o di firma (fideiussione di un soggetto affidabile).

    Richiesta di un prestito: quali sono gli elementi tenuti in considerazione dai soggetti eroganti?

    Oltre alla tipologia di contratto lavorativo, un elemento assai importante è il reddito, del richiedente e quello degli altri soggetti facenti parte del nucleo famigliare. In base a modelli di calcolo di “sostenibilità della rata“, molte banche o finanziarie decidono se concedere un finanziamento. Nella maggior parte dei casi, viene tenuta in considerazione una somma ritenuta basilare per il mantenimento di un normale tenore di vita, che varia da zona a zona: per l‘Italia settentrionale, mediamente la somma è quantificato ad €750,00, contro €.550,00 dell’Italia meridionale.

    Variabili che tengono conto del differente costo della vita, che mutua sensibilmente nel nostro paese. A questa cifra, poi, vanno aggiunti €.250,00 per ogni soggetto da mantenere. Oltre alle soglie indispensabili per garantire un tenore di vita adeguato alla propria famiglia, i soggetti finanziari tengono conto di eventuali finanziamenti in corso, che, per quanto ovvio, vanno a togliere disponibilità per ottenere un nuovo prestito.

    In base a quanto descritto, supponiamo che un soggetto residente a Como (Nord Italia) percepisca €.1750,00 con moglie e figlio carico, nonché già titolare di un prestito che comporta il pagamento di una rata mensile di €.300, avanzi richiesta per un nuovo finanziamento che comporti anch’esso un impegno di €.300,00. Il calcolo da eseguire sarà il seguente: 1750- 750 (reddito “di sopravvivenza”) – 250 (moglie a carico) – 250 (figlio a carico) – 300 (rata del finanziamento in corso) – 300 (rata del prestito in richiesta) = – 100. Il prestito, salvo non venga assistito da congrue garanzie, con ogni probabilità non verrebbe concesso, in quanto non risulterebbe sostenibile in base ai redditi percepiti ed agli impegni già in essere del richiedente.

    Doveinvestire
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    Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario, trader con oltre 20 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.
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