29 Maggio, 2024
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    Come InvestireLa strada giusta per guadagnare soldi con il Trading e quella sbagliata

    La strada giusta per guadagnare soldi con il Trading e quella sbagliata

    Il successo nel trading non si limita alla propria preparazione tecnica e pratica, ma bisogna mettere in conto anche la psicologia. La nostra mente condiziona tutto e, a maggior ragione, anche l’attività di trading.

    L’importanza del lato psicologico nel trading è, come può confermarci qualsiasi trader con esperienza, assolutamente decisivo. Quando facciamo trading spesso siamo presi da fattori emotivi che condizionano le nostre decisioni, a tal punto da farci sbagliare nella scelta dei momenti di entrata e uscita dal mercato.

    Qui di seguito vedremo quale è la strada giusta per guadagnare soldi con il trading e quella sbagliata, riportando alcuni esempi e le regole vincenti che tutti i trader dovrebbero almeno conoscere.

    Indice dei contenuti

    L’esempio concreto per perdere soldi

    Se per esempio il nostro trade ci sta portando verso un profitto, attenderemo di uscire dalla posizione quando avremo ottenuto il nostro guadagno. Ma qual è il nostro guadagno? Se al momento di impostare il nostro trade non abbiamo definito un target, rimarremo nel trade e attenderemo senza portare a casa il profitto; poi subentrerà la fase dell’incertezza quando vedremo che il profitto accumulato si andrà riducendo, ma ancora non usciremo dal trade confidando in una ripresa. A quel punto, invece che risalire la nostro posizione potrà scendere repentinamente portandoci in area di perdita. Cosa fare? Se non avevamo prefissato una perdita (stop loss), osserveremo i monitor sperando che un intervento provvidenziale riporti la nostra operazione in guadagno. Se anche dovesse accadere, dopo tutto lo stress che avremo vissuto non ci accontenteremo più di un piccolo guadagno: tutta questa fatica deve essere ricompensata e finiremo con l’uscire dal trade quando ormai sarà troppo tardi.

    La strada giusta per guadagnare soldi

    L’unica via per governare le nostre decisioni è eliminare le emozioni o ridurne l’impatto per quanto è possibile. Dobbiamo allora formarci una disciplina ovvero la capacità di rispettare le regole, quelle regole di trading dal cui rispetto dipendono appunto le nostre performance.

    Prima di prendere posizione sul mercato è indispensabile stabilire con precisione a che prezzo vogliamo comprare, a che prezzo vogliamo vendere, e quindi quanto vogliamo guadagnare, e quanto siamo disposti a perdere se abbiamo preso la decisione sbagliata.

    Sul mercato vincono coloro che hanno una valida strategia e una ferma disciplina, e perdono quelli che si lasciano prendere dall’euforia nei momenti di guadagno, o dal panico nei momenti di perdita.

    I più importanti elementi su cui fondare la nostra disciplina sono:

    • Stop loss, che è un limite massimo di perdita oltre il quale non siamo disposti a restare in posizione
    • Take profit, e cioè il nostro obiettivo di guadagno raggiunto il quale chiuderemo la posizione

    È evidente che è lo stop alle perdite il primo elemento fondamentale del trading. Lo stop loss può essere quindi definito come la massima perdita che il trader decide, a priori, di subire qualora l’operazione che si accinge a eseguire non vada nella direzione voluta. Definire l’ampiezza dello stop loss è importante per valutare il profilo di rischio dell’operazione, rapportando la massima perdita al potenziale profitto del trade che ci si accinge a iniziare.

    Nel posizionare lo stop occorre tenere conto di alcuni elementi.

    • Lo stop loss deve essere sostenibile, ovvero il profilo di rischio definito comporta che l’eventuale perdita non intacchi in modo significativo il capitale a disposizione per il trading
    • Lo stop loss deve essere ben posizionato ovvero, va posizionato sotto, in caso di acquisto, o sopra, in caso di vendita, i supporti o resistenze che l’analisi grafica evidenzia

    Un consiglio operativo è quello di non posizionare lo stop loss esattamente sotto o sopra supporti e resistenze, ma di lasciare un po’ di spazio tra il massimo o il minimo precedente e il proprio livello di stop loss perché spesso questi livelli vengono superati momentaneamente dai prezzi compiendo le cosiddette false rotture.

    Ricordiamo per l’ennesima volta uno degli errori più grandi di chi fa trading: una volta impostato lo stop loss non c’è errore più grande che quello di spostarlo, per qualunque ragione, o peggio ancora, di toglierlo. Sarebbe il miglior modo per vedere esaurito in poco tempo il proprio capitale di trading. Quindi fissate lo stop e rispettatelo.

    Esempi pratici di utilizzo di stop loss e take profit

    Immaginiamo un trade sulle valute. Se ho aperto una posizione in acquisto, posso utilizzare l’ordine limite di vendita a un determinato livello di prezzo, x pips sopra quello attuale. Raggiunto quel livello limite uscirò automaticamente dalla posizione monetizzando quindi un profitto pari a x pips. Viceversa, se ho aperto una posizione in vendita su un determinato cross, posso utilizzare l’ordine limite di acquisto fissando un livello x pips sotto il prezzo di mercato, raggiunto il quale uscirò dalla posizione acquistando 10 stesso cross valutario.

    Il trader senza esperienza potrebbe pensare che impostare lo stop loss per la propria operazione sia questione molto semplice, ma non è così. Sono diverse, infatti, le verifiche che il trader deve effettuare prima di concludere che lo stop loss è idoneo all’operazione che si accinge ad effettuare. Anzitutto, come detto in precedenza, lo stop loss deve essere sostenibile, il che equivale a dire che il profilo di rischio definito dallo stop loss deve rispettare certe caratteristiche. Per semplificare possiamo dire che il rischio è sostenibile se la perdita non intacca in modo significativo il capitale a disposizione per il trading.

    Generalmente può dirsi accettabile uno stop loss sulla singola operazione che non ecceda il 2% o al massimo 5% del proprio capitale; a condizione, ovviamente, di avere una strategia di trading di una certa efficacia.

    Allo stesso tempo, però, lo stop loss deve essere posizionato in punti strategici del grafico che stiamo osservando. A grandi linee possiamo affermare che lo stop loss va posizionato sotto i punti importanti di swing del mercato per operazioni long e sopra per operazioni short. Tali punti, visibili sul grafico, si definiscono supporti e resistenze. Un consiglio operativo è quello di non posizionare lo stop esattamente sotto o sopra gli swing, ma lasciare un po’ di respiro ai prezzi, cioè detto in termini più semplici, lasciare un po’ di spazio tra il massimo o il minimo precedente e il proprio livello di stop loss perché spesso questi livelli vengono “sporcati” dai prezzi.

    Per esempio, se vendete l’EUR/USD prevedendo un ribasso del cambio, bisognerebbe impostare un ordine “limite” di acquisto inferiore al cambio al quale l’avete venduto. Non appena il cambio spot avrà raggiunto il livello stabilito dal vostro ordine limite, la posizione sarà chiusa, e i vostri profitti realizzati. Utilizziamo dei numeri per essere più chiari. Se vendete EUR/USD a 1.14311 dovete impostare in piattaforma un ordine “limite” che acquisti automaticamente il cross quando tocca, ad esempio, 1.14161. L’ordine sarà eseguito in automatico e avrete guadagnato 15 pips.

    Gli ordini “stop” correlati, hanno la funzione di limitare o bloccare le vostre perdite. Come gli ordini “limite”, si può trattare sia di ordine di acquisto che di vendita. Per esempio, se comprate l’EUR/USD anticipandone un rialzo, potrete sistemare un ordine “stop” di vendita a un prezzo inferiore al cambio al quale l’avete comprato, in modo da permettervi di limitare o bloccare le vostre perdite in caso di ribasso del cambio.

    Gli ordini “limite” e “stop” possono essere usati in modo simultaneo al fine di inquadrare la vostra posizione aperta. Parliamo allora di O.C.O. (One Cancel thè Other): quando uno dei due ordini viene eseguito, l’altro viene automaticamente annullato.

    Regole vincenti

    Cercare di seguire il mercato in una fase di marcate oscillazioni senza inquadrare il proprio trade posizionando stop e limite sarebbe pericoloso. Le emozioni legate a tali oscillazioni porterebbero con sé errori e perdite.

    Come avete visto dagli esempi invece, fissare dei livelli di entrata e uscita dal trade non è altro che la via per ridurre al minimo la componente emotiva nelle decisioni di trading. Giunti a questo punto, spero di avervi convinto dell’importanza di queste tre semplici regole:

    1. Quando si apre un trade fissate sempre uno stop alle perdite; se volete gestire dinamicamente il rischio potete usare un trailing stop ma in ogni caso mettete sempre un limite alle perdite
    2. Definite a priori qual è l’obiettivo del vostro trade, fissate un limite al profitto: raggiunto il limite, chiudete il trade e incassate i guadagni
    3. Stabilite e rispettate le regole per gestire il rischio, fatelo partendo dai due punti precedenti.

    Abbiamo parlato di trailing stop come strumento di gestione del rischio. Ricordiamo brevemente di cosa si tratta. Quest’ordine ha la particolarità di spostarsi quando il cambio si muove a favore e di bloccarsi quando si muove contro. Il trailing stop protegge il tuo ordine con una metodologia diversa dallo stop loss. Infatti, a differenza di questo che è, solitamente, calcolato come livello di prezzo fisso o come valore percentuale, il trailing stop prende in considerazione l’ultimo massimo o minimo relativo raggiunto dalla coppia e si sposta per mantenere un range di scostamento detto distanza. Il trailing stop è, di fatto, un ordine dinamico che segue il trend.

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    Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario, trader con oltre 20 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.
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