
Per chi svolge l'attività di trading deve assolutamente conoscere le basi dell'analisi tecnica. Per prima cosa è necessario dire che l'analisi tecnica è lo studio movimenti dei prezzi dei mercati finanziari affidandosi sia ai grafici storici. Questo tipo di analisi svolge lo scopo principale di identificare le tendenze dei prezzi ed individuare i momenti migliori per aprire o chiudere operazioni di trading.
In questa pagina parliamo di figure grafiche in analisi tecnica, quelle “forme grafiche” cui indicano una continuazione o un cambio di tendenza dei prezzi, dando quindi l'opportunità di eseguire operazioni di trading in profitto.
Figure di continuazione in analisi tecnica
Le figure di continuazione costituiscono una semplice “pausa” del trend dominante, dove il mercato prende fiato per poi continuare la sua corsa con nuovo slancio. In genere tali formazioni grafiche sono accompagnate da volumi bassi e livelli di volatilità inferiori a quelli tipici delle fasi trending.
Quando una figura di continuazione viene rotta, nella direzione del trend generalmente, è necessario che i volumi siano crescenti, in modo da confermare la bontà del segnale.
Le principali figure di continuazione sono le seguenti:
- Rettangoli;
- Triangoli (sia triangoli isosceli, ovvero “simmetrici”, che triangoli rettangoli “ascendenti” e “discendenti”);
- Wedges o “cunei”;
- Flags o “bandiere” ed i Pennants o “gagliardetti”.
Rettangoli
Come dice il nome, la formazione a rettangolo si verifica quando i prezzi risultano “ingabbiati” tra due rette parallele, di cui quella superiore individua un livello di resistenza statica, e quella inferiore un livello di supporto statico.
I volumi sono più bassi che durante le fasi trending (sono però superiori che nelle altre figure di continuazione, soprattutto quando il “rettangolo” è abbastanza “spesso”) confermando che il mercato sta semplicemente facendo una sosta. In altre parole, si tratta di un’area di congestione, di trading range, in cui il mercato sta accumulando potenziale per poi riprendere, una volta uscito dalla congestione, nella direzione precedente.
Talvolta le formazioni a rettangolo durano anche alcuni mesi, a differenza delle altre figure di continuazione che si risolvono in tempi più brevi.
Finché dura la fase di congestione si potrebbe cercare di acquistare nella parte bassa e rivendere nella parte alta, con stop loss molto stretto (ovvero appena fuori dal rettangolo). La rottura, confermata da volumi sostenuti, è un segnale operativo molto importante: bisogna perciò prendere posizione nella direzione della rottura stessa.
I rettangoli vengono anche detti “zone di accumulazione” o “zone di distribuzione”, a seconda che preludano ad una ripresa del trend rialzista o ribassista. Al crescere della lunghezza del rettangolo (ovvero del tempo che dura la congestione) e della sua larghezza (ovvero dello “spessore” dell’attività nella fase di congestione) tanto più forte dovrebbe essere il movimento che ne consegue: un primo obiettivo di prezzo si può ottenere proiettando l’altezza del rettangolo dal punto di rottura.

Triangoli
Esistono tre tipologie di triangoli in analisi tecnica:
- triangolo isoscele, o “simmetrico”;
- triangolo rettangolo “ascendente”;
- triangolo rettangolo “discendente”.
Il triangolo “simmetrico” è costituito da due trendline – i lati del triangolo – convergenti. In altre parole, esso delimita una formazione grafica caratterizzata da minimi crescenti e da massimi decrescenti. Tale situazione conferma l’assenza di direzionalità precisa, in quanto mancano le condizioni proprie delle fasi trending, ovvero minimi e massimi crescenti (up-trend) oppure minimi e massimi decrescenti (down-trend).
Il triangolo rappresenta perciò una pausa nel trend, caratterizzata da volumi decisamente bassi – molto inferiori a quelli della formazione a rettangolo – e da volatilità decisamente limitata.
Le “onde” che si formano all’interno del triangolo sono di ampiezza via via inferiore. Perché tale figura conservi una validità pre-visiva è necessario che la rottura del triangolo avvenga tra la metà ed i tre quarti del triangolo stesso. Una rottura in prossimità dell’apice non ha alcuna validità: è ovvio, infatti, che prima o poi il grafico uscirà – per motivi geometrici – da una formazione a triangolo!
La formazione a triangolo consente anche di individuare un obiettivo di prezzo. Nel caso in cui la rottura avvenga nella zona significativa, con volumi sostenuti, il trend di fondo dovrebbe riprendere, con un primo obiettivo di prezzo individuato proiettando dal punto di rottura la lunghezza della “base” del triangolo. Quindi, quanto più esteso era il movimento quando la figura ha iniziato a formarsi, tanto più ambizioso sarà l’obiettivo.
Una seconda tecnica consiste nel tracciare una retta parallela al lato inferiore del triangolo a partire dal vertice superiore della base del triangolo stesso: il livello di tale retta, al di sopra del punto di rottura costituisce un primo obiettivo di prezzo. Nel caso in cui la rottura avvenga al ribasso, bisognerà tracciare una retta parallela al lato superiore del triangolo a partire dal vertice inferiore della base del triangolo stesso.
Alcune volte, dopo la rottura avviene un pull back, ovvero un movimento di ritorno, verso il triangolo: è necessario che i volumi siano molto bassi in tale fase, e che risalgano quando il movimento riprende nella direzione della rottura, cioè del trend dominante. La formazione a triangolo è molto frequente e si risolve in tempi più brevi della formazione a rettangolo.
Il triangolo rettangolo ascendente è caratterizzato da minimi crescenti e da massimi allo stesso livello, indicando perciò una maggiore forza dei compratori. E’ una figura di continuazione rialzista, perciò la si incontra generalmente negli up-trend. L’interpretazione di tale figura e il calcolo degli obiettivi di prezzo è identica a quanto detto circa il triangolo simmetrico.
Il triangolo rettangolo discendente è caratterizzato da massimi decrescenti e da minimi allo stesso livello, indicando perciò una maggiore forza dei venditori. E’ una figura di continuazione ribassista, perciò la si incontra generalmente nei down-trend. L’interpretazione di tale figura e il calcolo degli obiettivi di prezzo è identica a quanto detto circa il triangolo simmetrico.

Wedge
Il wedge, o “cuneo”, è un triangolo irregolare, i cui due lati (le trendlines) convergono con pendenze differenti, assumendo perciò la forma di un cuneo. Come la formazione a triangolo è caratterizzato da una diminuzione dei volumi che segnala una sosta del trend.
La sua inclinazione è generalmente opposta alla direzione del trend stesso: quindi una formazione a cuneo discendente (è detto falling wedge) in un trend positivo ha implicazioni rialziste, mentre un cuneo ascendente (è detto rising wedge) in un trend negativo ha implicazioni ribassiste.
L’inclinazione opposta al trend accomuna i wedges ad un’altra figura di continuazione, le “bandiere” o “ flags”, e costituisce un’importante differenza rispetto ai triangoli ascendenti e discendenti. Per il resto le caratteristiche delle formazioni a cuneo sono simili ai triangoli simmetrici, con un’importante differenza: in genere, i cunei ritracciano una percentuale più ampia del movimento precedente (almeno i due terzi) rispetto ai triangoli simmetrici.

Flags e Pennants
Sia le formazioni “a bandiera” (flag) che le formazioni “a gagliardetto” (pennant) sono abbastanza frequenti sui grafici. Entrambe si presentano verso la fine, almeno temporanea, di un trend, e sono quindi molto utili per ipotizzarne l’esaurimento.
Come tutte le figure di continuazione, rappresentano delle semplici “soste” del mercato, accompagnate da bassi volumi. In genere queste figure si esauriscono in un tempo inferiore ai triangoli, specialmente in un downtrend. In genere sono precedute da un forte movimento, pressoché verticale, che disegna come un’asta (di qui l’analogia con le bandiere ed i gagliardetti). Dopo questo scatto, il mercato deve riprendere fiato per alcune sedute, per poi riprendere nella stessa direzione. E’ essenziale che la rottura della formazione avvenga con volumi sostenuti, soprattutto in un up-trend.
Le formazioni a bandiera hanno la forma di un parallelogramma, con inclinazione opposta alla direzione del trend ). Si tratta perciò di una breve correzione, cioè di un trend di ordine inferiore (più breve) opposto al trend principale. Che sia un trend vero e proprio è confermato dal fatto che i massimi ed i minimi sono entrambi crescenti o decrescenti. (esattamente come i wedges).
I pennants sono di forma triangolare (come il triangolo simmetrico), di dimensione piccola rispetto alla lunghezza dell’asta.
I volumi sono in genere molto bassi. Sia le flags che i pennants forniscono degli obiettivi di prezzo. Entrambe appaiono, in genere, verso la metà di un movimento, perciò si può individuare agevolmente un target di prezzo. Sono figure molto frequenti sul mercato dei futures.

Figure di inversione in analisi tecnica
Dopo aver individuato il trend principale all’interno del quale il titolo si sta muovendo e tenendo sempre a mente che non bisogna mai operare contro il trend principale se non in un’ottica fortemente speculativa e di breve periodo, si può cercare di individuare se sul grafico si stanno creando delle figure tali da far presagire un’inversione del trend. Per potere parlare di figure
di inversione è quindi necessario che esista un trend da invertire, e bisogna aspettare il loro completamento per avere un segnale affidabile. Nel caso una figura di inversione venga negata, in genere il mercato interpreta tale segnale come una forte conferma della continuazione del trend in essere. Esistono due figure di inversione particolarmente importanti e conosciute: il “testa e
spalle” ed il doppio o triplo massimo/minimo.
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Testa e spalle
Una tra le più importanti figure d'inversione è il cosiddetto “testa e spalle” (head and shoulders). E’ caratterizzata da una prima fase di rialzo con forti volumi seguita da una correzione al ribasso accompagnata da bassi volumi, a costituire la “spalla sinistra”.
La seconda fase è un nuovo rialzo superiore al precedente come prezzi, ma accompagnato da volumi inferiori. A questo nuovo rialzo segue ancora una correzione che va a terminare all’incirca in corrispondenza della base della spalla sinistra: si è creata, ora, la “testa”.
La terza fase è un ultimo rialzo, più basso del precedente sia in termini di prezzi che di volumi cui segue una nuova correzione: questa è la “spalla destra”.
Tracciando una linea che unisce il punto da cui la spalla sinistra inizia a formare la testa con il punto in cui si inizia a formare la spalla destra si ottiene la cosiddetta neckline (linea del collo). Questa diventa molto importante nel momento in cui avviene la correzione ribassista della spalla destra. Se, infatti, la correzione non si arresta sulla necklin e, ma la rompe e con volumi in aumento la figura del “testa e spalle” è completata ed il titolo (o indice, valuta, ecc.) comincerà a muoversi al ribasso.
Generalmente prima di iniziare il ribasso vero e proprio i prezzi subiscono una piccola reazione rialzista che può portarli nuovamente alla necklin e: è il cosiddetto pull back, il movimento di ritorno alla neckline , che dovrebbe avvenire con volumi bassi. Questo pull back rappresenta l’ultima possibilità per uscire dal mercato e, quando si verifica, non va assolutamente persa, perché difficilmente il mercato concederà una seconda possibilità. La neckline , trasformata in resistenza, respingerà il rialzo dando origine al vero e proprio movimento ribassista accompagnato da volumi forti.

Una peculiarità molto importante del “testa e spalle” è la possibilità di determinare il prezzo obiettivo del movimento ribassista. Un primo obiettivo è la distanza tra il punto più alto della testa e la neckline, tracciato dal punto dirottura della neckline stessa: questo è un obiettivo “minimo”. Spesso il movimento continua percorrendo ancora una distanza uguale alla distanza
tra il punto massimo della spalla destra e la neckline.
Se ci si trova in presenza di una figura come quella sopra descritta, ma speculare, si ha un “testa e spalle rovesciato” (reverse head-and-shoulders), che costituisce un segnale fortemente rialzista. Il testa e spalle è una figura di inversione di medio-lungo periodo, che impiega numerosi mesi (talvolta anni!) per completarsi.
Doppio o triplo massimo/minimo
Altre figure d'inversione primaria sono rappresentate dal “doppio o triplo massimo” e dal “doppio o triplo minimo”. Queste rappresentano rispettivamente delle figure ribassiste e rialziste.
Per doppio o triplo massimo s'intende quella condizione in cui il titolo raggiunge un determinato prezzo per due o tre volte senza però riuscire a superarlo, per poi ridiscendere verso la base del movimento, rompendola al ribasso con volumi forti. Si determina come un tetto rappresentato da una resistenza statica caratterizzato dall’indebolimento della forza rialzista che porta ad un ripiegamento verso il basso dei prezzi. Nel tentare di rompere questa resistenza il titolo subirà delle reazioni ribassiste che porteranno alla determinazione, nel caso della figura del doppio massimo, di una configurazione a M, nel caso di un triplo massimo ad una specie di zig-zag laterale. Naturalmente non è necessario che il titolo si fermi proprio sul prezzo del primo massimo, può superarlo leggermente o fermarsi leggermente al di sotto. Come per il “testa e spalle” vanno tenuti presenti i volumi che in genere in corrispondenza del secondo o terzo massimo sono
inferiori rispetto al raggiungimento del primo.
Bisogna sottolineare come sia prematuro ed erroneo parlare di “doppio o triplo massimo” ogni qualvolta il prezzo si fermi in corrispondenza di un massimo precedente, perché questo fenomeno si ripete spesso in un trend rialzista. E’ invece necessaria la rottura della base della figura (la base della “M”) per potere parlare correttamente di formazione di doppio – o triplo – massimo.
Anche per questa figura è possibile determinare l’obiettivo calcolabile come distanza tra i massimi e i ripiegamenti. Stesso discorso, ma con obiettivo rialzista, vale per la figura di Doppio – o Triplo – Minimo.

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