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I dazi di Trump all’Europa: un’opportunità per fare trading?

In ambito economico e finanziario, uno dei temi più caldi degli ultimi dodici mesi è, senza alcun dubbio, la guerra dei dazi commerciali. E l’assoluta protagonista, in tal senso, è l’amministrazione Trump. Dopo aver colpito i prodotti cinesi, seppur con un vigore inferiore rispetto a quanto paventato dagli ormai temutissimi “tweet” scritti personalmente sul proprio profilo, Donald Trump ha deciso di colpire il Vecchio Continente. Ed il conto, per gli europei, è stato assai salato: 7,5 miliardi. I prodotti colpiti dai dazi a stelle e strisce sono i più svariati: dai formaggi italiani al whisky scozzese, passando dai vini francesi fino al mondo aeroportuale.

I dazi di Trump all’Europa: quali sono le reali motivazioni?

Quasi nessuno, di fatto, è stato risparmiato. A scatenare il presidente americano sarebbe stata l’impasse nella diatriba commerciale con la Cina, che stenta a giungere ad un accordo anche, se non principalmente, per motivi elettorali: il prossimo anno si svolgeranno le elezioni presidenziali e Trump non vuol perdere quella fetta di consenso ultra-nazionalista che si è conquistato con alcune misure “protezionistiche“. Ufficialmente, però, Trump ha dichiarato di voler imporre i dazi ai cugini d’oltreoceano come ritorsione per le sovvenzioni concesse dall’UE al costruttore europeo degli Airbus, che, a suo dire, penalizzerebbero eccessivamente gli omologhi produttori statunitensi: da qualche giorno, importare questi prototipi negli States costa un 10% in più.

La guerra di Trump all‘Europa, però, si protrae ormai da tempo. Di fatto, da quando il magnate americano è riuscito ad insediarsi alla Casa Bianca. I primi dazi, infatti, riguardarono l’importazione di acciaio ed alluminio verso gli States, che Trump decise di attuare come prima mossa per riequilibrare la bilancia commerciale del proprio paese, effettivamente più incline all‘import che all’export. Una battaglia alla quale, la scorsa estate, era stata posta una tregua, sancita in un incontro avvenuto fra lo stesso Trump e il presidente della commissione europea, Juncker. Oggi, però, il conflitto sugli Airbus ha riaperto le crepe di un rapporto, quello fra Washington e Bruxelles, mai troppo idilliaco dopo l’addio di Obama. E che rischia di aver pesanti ripercussioni in termini politici, come dichiarato dalle maggiori istituzioni dei singoli paesi europei, francesi – per via dell’aumento del 25% sull’esportazione di prodotti vinicoli – in primis.

Dazi commerciali: un problema o un’opportunità per i trader?

Tensioni politiche che, inevitabilmente, si possono significativamente ripercuotere sull’andamento economico del Vecchio Continente. A confermare queste ipotesi, sono state due autorevolissime fonti: Pol Thomsen, membro del dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale, e Mario Draghi, presidente – ancora per qualche settimana – della Banca Centrale Europea. L’economista danese ha dichiarato che “il costante aumento della spirale dei dazi commerciali, potrebbe compromettere gli sforzi compiuti dalle istituzioni europee per frenare il rallentamento economico in atto nella zona“. Di questi sforzi, tramutati nel taglio dei tassi e dalla ripresa del Quantitative Easing, Mario Draghi è stato l’assoluto protagonista. E non nasconde la propria preoccupazione per quanto sta accadendo, ammettendo che “l’economia europea dell’area euro è cresciuta ad una velocità più lenta dall’inizio dell’anno per la debolezze negli scambi commerciali internazionali“. Anche Bankitalia, in un bollettino ufficiale, ipotizza pesanti ripercussioni per l’economia del Belpaese a causa dei dazi imposti da Donald Trump.

Una situazione economica che potrebbe riflettersi sui mercati finanziari, dove si potrebbe assistere a qualche storno e, più in generale, ad un periodo contraddistinto da forte volatilità. Un elemento, quest’ultimo, che se ben governato può portare grosse soddisfazioni agli investitori, specie per coloro che operano mediante il trading online. Affidarsi ad una piattaforma in grado di fornire utili consigli, come guide e strategie da adottare, è un elemento imprescindibile per ottenere preziosi guadagni. Fra queste, è indubbiamente molto interessante la piattaforma tedesca di Deutsche Bank: come aprire il conto e fare trading è ben spiegato su Trading Veloce.it, uno dei portali più affidabili ed esperti in materia finanziaria presenti nella grande rete telematica.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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