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Il mercato finanziario ha paura del coronavirus

Rispetto alle cifre ufficiali riportate ieri, relative al contagio e diffusione del coronavirus, emergono chiaramente dei cambiamenti in positivo. Ieri i contagiati erano aumentati di circa 1.800 unità, oggi si parla di 1.600 nuovi contagi. Siamo arrivati a circa 75.000 dall’inizio, mentre i decessi sono 2.000 rispetto ai 1873 di ieri, un aumento quindi di 127, ancora in linea con quelli degli ultimi giorni. I guariti invece aumentano di 1.700 unità, pertanto hanno raggiunto il numero dei contagiati giornalieri e aumentano, così sembra, in misura superiore, essendo ormai a 15.000. Il trend quindi appare in miglioramento e ciò dovrebbe far ben sperare. Secondo quanto viene riferito, la produzione di favipiravir, il primo farmaco antivirale approvato dalle autorità cinesi per il trattamento del nCov è ben avviata e dovrebbe entrare sul mercato alla fine di Febbraio.

Il mercato finanziario invece, nelle ultime ore, comincia ad avere paura. Wall Street ieri ha chiuso in ribasso, sui timori di riduzione dei profitti aziendali, tra cui Apple che ha già comunicato che non raggiungerà l’obiettivo di fatturato di 65 miliardi di dollari preventivato per il primo trimestre del 2020. La ragione è legata non solo alla contrazione legata al rallentamento delle forniture provenienti dalla Cina, ma anche dal calo della domanda relativa al calo dei viaggi di turisti, che porta, inevitabilmente, ad un calo dei consumi e degli acquisti. L’oro ha violato quota 1.600 e sembra avviato al test del doppio massimo a 1.612 già visto a gennaio, e sul fronte cambi le oceaniche restano sotto pressione, anche se per ora hanno tenuto i supporti chiave. L’Euro pare in svalutazione competitiva, resasi necessaria dopo la pubblicazione di dati che evidenziano una possibile recessione nel vecchio continente e in assenza di dichiarazioni di una banca centrale, che priva di Draghi pare onestamente spaesata o perlomeno poco incisiva e con un approccio tipico di un benign neglect nei confronti del calo della moneta unica. Si parla insistentemente della possibilità di scendere lentamente alla parità e onestamente, considerata l’enorme differenza nei numeri tra le due aree, non ce ne meraviglieremmo.

La sterlina regge meglio, ma bisogna vedere per quanto tempo, perchè la tendenza naturale dei tassi di cambio, in questa fase, è inequivocabilmente chiara, ovvero va nella direzione dei tassi, che sono a favore del biglietto verde. Ogni tentativo di ribasso del dollaro e di rialzo delle valute concorrenti viene immediatamente frustrato dal fatto che mantenere posizioni overnight contro biglietto verde costa (e su alcuni tassi di cambio non poco) per cui appena il mercato vede una correzione al ribasso del dollaro ci si butta dentro a capofitto, rendendo le correzioni contro dollaro poco significative, inconsistenti e soprattutto temporanee. Andremo avanti ancora? E’ probabile, almeno fino a quando Trump e la Fed non cominceranno a preoccuparsi dell’eccessivo livello raggiunto dal biglietto verde. E una delle situazioni più strane, da questo punto di vista, è rappresentata dal UsdJpy che in presenza di un aumento dell’avversione al rischio, con l’oro che sale, dovrebbe scendere e consolidare al ribasso. Invece, sale ed è tornato sopra 110,00, il che è veramente emblematico di cosa rappresenti oggi il delta tasso. Sulle oceaniche segnaliamo le dichiarazioni di Orr che ha dichiarato che l’economia e la politica monetaria sono un una soddisfacente posizione, a dispetto di tutte le tensioni presenti sul mercato. In Australia sono usciti i dati sul #eading index in crescita, come da consensus, dello 0.1%, mentre l’indice dei prezzi è salito del 2.2& così come i salari dello 0.5% nel quarto trimestre del 2020, entrambi in linea con le attese. UsdYuan intanto è tornato sopra 7.00 a dimostrazione che c’è tensione e che nelle prossime settimane potrebbe anche aumentare. Quindi si assiste ad una situazione contraria rispetto a qualche settimana orsono, ovvero il Coronavirus sembra ridimensionarsi ma i mercati non si rasserenano. Ma ciò è logico, almeno fino a quando gli effetti negativi non si faranno sentire sugli aggregati macroeconomici. Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani per ActivTrades.

ActivTrades

Profilo dell’analista

Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano. Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e franco francese. Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME. Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.

In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker, ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).

Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e Patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex. Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide quotidianamente in tempo reale la sua operatività forex attraverso una chat e un webinar live.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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