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Il governo Cinese potrebbe sconvolgere la situazione sui mercati finanziari

Riportiamo il commento generale dei mercati finanziari di Saverio Berlinzani per il Broker Londinese ActivTrades.

Avevamo ieri, accennato al discorso relativo al mercato obbligazionario, e in particolar modo al rendimento dei treasuries e del decennale, salito sopra al 2.5%, fatto che aveva causato la discesa dei prezzi sul mercato stesso. Ebbene, durante la giornata, è uscito un comunicato del Governo Cinese, che richiamava l’attenzione proprio sull’eventualità da parte del Governo di uscire dagli investimenti nel debito americano. La dichiarazione ovviamente ha fatto il giro del mondo e in men che non si dica il mercato ha cominciato a vendere dollari, e in particolar modo il UsdJpy, arrivato quasi a 111.00, per pi leggermente ritracciare. Poi in serata qualcuno ha ipotizzato che la notizia fosse anche una fake news, ma non si hanno avuto conferme in tal senso.

Ovviamente, se la notizia venisse confermata, si tratterebbe di una novità importante, che potrebbe, se il mercato azionario cominciasse a risentirne ugualmente, causare un cambiamento radicale delle prospettive del mercato valutario. Ma per ora, nonostante un tentativo mal riuscito degli indici Usa di correggere al ribasso, anche la giornata di ieri ha evidenziato come l’equity Usa sia ancora l’unico a fornire rendimenti stabili nel medio e lungo termine. E pensare che anche alcune banche d’affari hanno richiamato l’attenzione verso uno swap di posizioni dal mercato Usa a quello Europeo, e lo stesso Bill Gross, famoso investitore ha dichiarato di cominciare a vendere bonds sui mercati.

Insomma, le cose stanno cambiando, almeno sulle dichiarazioni di alcuni importanti investitori, ma per ora gli effetti sui mercati sono irrilevanti, praticamente nulli. E’ chiaro che gli effetti si vedranno in un tempo più lungo, anche alla luce di quel che vedremo fare alle altre banche centrali.

Oggi alle 13.30 le minute dell’ultimo meeting della Bce, un documento di una importanza fondamentale, perché dalle ultime parole di Draghi sembrano convivere due tipologie di soluzioni, all’interno del board, la prima delle quali sarebbe la chiusura definitiva del Qe a fine settembre 2018, mentre la seconda potrebbe lasciare invece aperta l’opzione di acquisti di Abs a livello indefinito.

Oggi la Bce compra 30 miliardi al mese di titoli, e questi acquisti dovrebbero esaurirsi definitivamente nel mese di settembre. Weidmann ha più volte richiamato, nelle sue interviste, la necessità, da parte della Bce, di decidere un momento ben definito per chiudere il Qe, per dare un preciso segnale al mercato, ma Draghi, che fino ad oggi ha pilotato questo difficile periodo con grande capacità ed equilibrio, potrebbe estenderlo fino ad una graduale riduzione fino a metà del 2019, anno della scadenza del suo mandato (in autunno).
Questa seconda opzione è più che plausibile. E tutto questo, se fosse vero, potrebbe rimandare ulteriormente la salita della moneta unica, e anzi, spingerla ulteriormente al ribasso, verso livelli anche intorno a 1.1300 1.1500.

Anche la Bank of England si trova di fronte al dilemma se rimuove la politica accomodante degli acquisti di asset in concomitanza con il rialzo del costo del denaro, oppure alzare i tassi, mantenendo l’asset purchase operativo, il che sembrerebbe forse una contraddizione, perché da un lato alzo il costo del denaro che è come chiudere il rubinetto della liquidità e dall’altro però lo mantengo aperto con gli acquisti di titoli e bonds, ma evidentemente la necessità di consolidare i bilanci degli istitutionals rende il tutto ancora plausibile, anche se eticamente forse sconveniente.

La sterlina tiene i livelli di 1.3500 e piano piano sembra accumulare nel medio e lungo termine. Al di là di storni, la sensazione è che la strada sia sempre quella del recupero nel medio termine.

Venendo alle altre valute, segnaliamo un altro dato importante uscito stanotte sulle vendite al dettaglio in Australia, uscite decisamente superiori alle attese, fatto che ha spinto al rialzo Aud e si suoi cross.

Per oggi occhio ai dati sul Pil tedesco alle 10.00 seguite dal dato inglese sul bilancio della Boe e quindi dalle minute della Bce. Nel pomeriggio dati canadesi dopo che il UsdCad è salito in seguito alla dichiarazione del Governo relativa al fatto che gli Usa sarebbero pronti ad uscire dal trattato Nafta con Messico e Canada. Un duro colpo per il dollaro canadese.

Saverio Berlinzani per ActivTrades.

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