Il Dollaro frena. Correzione temporanea o inversione di tendenza?

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Viviamo uno dei periodi sicuramente più difficili degli ultimi 40 anni, sia sui mercati finanziari, sia a livello macro e geopolitico. Ma sono anche tempi estremamente interessanti e intriganti con potenziali opportunità che non si devono sottovalutare. E’ in atto un persistente martellamento mediatico da parte dei banchieri centrali di mezzo mondo, che ogni giorno insistono nel voler spiegare ai mercati perché è necessario alzare continuamente i tassi, a costo di provocare la recessione del secolo, che comincia a manifestarsi in modo chiaro un po’ dappertutto tra Europa, e Uk, mentre negli Stati Uniti, la congiuntura sembra ancora regalare qualche sprazzo di dati positivi in un crescendo di probabilità però, che la recessione non tarderà ad arrivare neanche oltreoceano.

La narrativa, fino ad ora, è stata chiaramente pro dollaro, il re incontrastato degli ultimi 18 mesi, con una salita impetuosa contro tutto e tutti e che si riassume in un solo grafico, quello del dollar index, che a Maggio 2021, quindi quando Powell ancora parlava di inflazione non strutturale (ed era già il 5%), quotava 89.70 ed ora ha raggiunto 114.65, un rialzo che partendo dai minimi di allora è stato quasi del 30% in 16 mesi, un 2% al mese che sulle valute è “tanta roba”.

La sterlina, tra le majors, è quella che ha ceduto di più, considerando che 16 mesi fa, sempre nel maggio 2021, quotava 1.4300 e da allora ha perso 40 figure che dal massimi è una percentuale intorno al 30%. Sulla valuta britannica hanno pesato sia la Brexit, o meglio forse dire gli strascichi della Brexit e le trattative di Theresa May prima e Boris Johnson poi con l’Europa, per la questione irlandese, sia la perdita di credibilità di un Governo che non è riuscito a realizzare gli obiettivi che si era dato, con le dimissioni dello stesso Johnson che questa estate hanno appesantito e velocizzato il crollo del pound. Nelle ultime settimane la scelta di Liz Truss al vertice dell’esecutivo sembrava poter cambiare lo scenario con la presentazione di un progetto ambizioso da 40 miliardi di sterline, che però è stato giudicato negativamente da analisti e investitori, in ragione delle possibili mancate coperture del budget, che aumenterebbe il debito pubblico a livelli insostenibili. Ieri il cancelliere Kwarteng era negli Usa a spiegare il programma a investitori istituzionali, mentre la Bank of England, preoccupata dalla caduta dei gilts, i titoli di stato decennali, che stavano provocando dei margin call ad alcuni fondi pensione, è intervenuta a sostegno. I rendimenti del decennale sono scesi con il prezzo del Gilt salito a 97.20 in serata, dai minimi di 91.16.

Poi non possiamo dimenticare i movimenti dello Jpy, che è sceso quasi del 40% rispetto al dollaro dall’inizio del 2021, alimentato da una Boj che ha lasciato deprezzare volontariamente la valuta, sia per importare inflazione, ma anche per guadagnare quote di mercato (specie nel 2021) sull’export. Ora però, giunti in area 145 e con una inflazione che comincia a salire anche nel paese del sol levante, la Boj è intervenuta sul mercato, vendendo dollari e acquistando Jpy e mettendo in tale area una line in the sand, ovvero un livello che non vuol veder oltrepassare su UsdJpy.

Sulle altre valute, con riferimento a quelle principali, non c’è molto da dire se non che il mercato dollaro centrico ha portato il biglietto verde a salire contro tutte le principali divise concorrenti. E ora ? Cominciamo con il dire che l’intervento della Boj di dieci giorni orsono e quello di oggi sui titoli di stato da parte della Boe, stanno cominciando a dirci che stiamo arrivando alla fine dei grandi movimenti forse, e potremmo finalmente assistere ad una fase perlomeno di consolidamento. Ma per ora, sembra chiaro che si tratti esclusivamente di una correzione temporanea e nulla più, in ragione del fatto che non ci sono le condizioni macro per svoltare, cioè manca la conferma che gli Usa sono in recessione e soprattutto sono attesi ancora almeno due rialzi dei tassi, uno da 75 basis points per portare i tassi al 4% e successivamente un altro da 0.50% per concludere il ciclo di rialzo del costo del denaro.

Però quello visto ieri in serata, pare essere perlomeno l’inizio di un qualcosa di diverso, e per avere ulteriori conferme occorrerà, a nostro avviso, osservare lo Jpy dopo il prossimo rialzo che però sarà a Novembre, il 2 per la precisione. Il UsdJpy potrebbe essere uno dei primi ad invertire la rotta, specie perché con un delta tasso del 4 per cento, la valuta giapponese, nel caso di un aumento dell’avversione al rischio legata ad una eventuale recessione negli Usa, tornerebbe prepotentemente in azione come valuta rifugio. Quindi UsdJpy è, secondo noi, la coppia da osservare per confermare un eventuale inversione. E considerando che la Boj a questi livelli pare essere molto vicino a interventi, il rischio opportunità di una operazione del genere non pare essere male.

Sul fronte dati, oggi i market movers più significativi sono i numeri sul business sentiment ed economic sentiment in Europa, l’inflazione in Germania, e l’ultima rilevazione del Pil Usa del secondo trimestre, oltre ai sussidi di disoccupazione e al Price consumer expenditure che offre la vera misura dell’inflazione americana. Manteniamo le cinture allacciate perché la volatilità resta altissima e le price action sono instabili.

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Saverio Berlinzani per ActivTrades.

Profilo dell’analista

Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano. Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e franco francese. Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME. Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.

In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker, ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).

Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e Patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex. Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide quotidianamente in tempo reale la sua operatività forex attraverso una chat e un webinar live.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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