Il rialzo dei tassi da parte delle Banche centrali potrebbe deprimere la ripresa economica

Prosegue la fase di incertezza sui mercati, in un complicato contesto macroeconomico e geopolitico. Nelle ultime settimane i dati macroeconomici delle principali aree del primo mondo, hanno cominciato a fornire segnali contraddittori, non più caratterizzati da rialzi persistenti, ma numeri che fanno pensare ad un prossimo rallentamento della congiuntura che in una buona parte di paesi, potrebbe diventare recessione. Ma le banche centrali, in questo momento, non possono cambiare strategia, e devono perseguire ad ogni costo un rialzo del costo del denaro che sembra una mossa preventiva per evitare di non avere più strumenti qualora dovesse esserci un hard landing dell’economia.

In buona sostanza, le banche centrali sanno che alzando i tassi, andranno a deprimere la ripresa economica, ma non possono fare altro, in ragione del fatto che il rallentamento economico è evidente e dipende dagli effetti della guerra in corso e da tutte le questioni legate alle strozzature di offerta che in qualche modo, sono il preludio ad un deciso calo della domanda. Quindi le banche centrali sanno che il prossimo step sarà recessione, ma si devono tutelare per poter riabbassare i tassi in seguito.

Sul fronte dei mercati azionari, dopo la discesa iniziata ad inizio di aprile, e i minimi fatti registrare giovedì scorso, sembra partita una fase correttiva che potrebbe riportare un po’ di serenità sui mercati. Sugli altri mercati, in primis quello dei cambi, invece, il caos regna sovrano per molteplici ragioni. Se da un lato a nessuno conviene deprezzare la propria valuta, dall’altro, per il momento sembra che sia alla Bce che alla Boe, non importi nulla di vedere crollare la propria moneta, e anzi, almeno da parte inglese, sembra quasi una volontà di cui non capiamo le motivazioni, dato che la Gran Bretagna non è paese esportatore e in questo momento ha bisogno di combattere una inflazione, che a livello di consumi, supera il 9% e proprio a causa del deprezzamento del cambio, potrebbe salire ulteriormente. Tra l’altro, questa settimana, sono attesi i dati su inflazione, occupazione, vendite la dettaglio e fiducia dei consumatori, ovvero una settimana impegnativa sotto tutti i fronti. Ascolteremo anche Bailey e vedremo se sarà ancora pessimista come lo è stato la scorsa settimana nella precedente audizione.

Cable che tecnicamente resta in deciso trend ribassista anche se la chiusura daily di venerdì appare come una bullish engulfing che fa pensare a qualche correzione. Considerando le posizioni sui futures a Chicago, gli Istituzionali sono pesantemente short sterline, quasi 10 miliardi di Pounds, in costante incremento da inizio di Marzo quando il cambio era 1.3400. Quindi, per ora, bei guadagni dei grossi players che però non sembrano avere altrettanti risultati su EurUsd visto che sui futures le posizioni degli Istituzionali, da fine Febbraio erano long di 7 miliardi di Eur e sono rimasti long, anche se diminuendo le posizioni, per tutta la discesa dei prezzi. Nelle ultime rilevazioni, le posizioni long sono diminuite, fino a 3 a fine aprile per poi diventare negativi solo due settimane orsono. Ma la scorsa settimana, nonostante la discesa di Euro, gli Istituzionali sono passati da -800 milioni di euro short a +2.1 miliardi long. Qualcuno sta forse ricomprando a questo livelli, anche se il mercato, anche quello dei big, pare oggettivamente confuso, osservando questi numeri. Sempre sui futures segnaliamo le posizioni short Nzd e Aud da parte dei grandi investitori, in aumento, nonostante la correzione rialzista dei prezzi di questa settimana. Ricordiamo poi che questi dati hanno sempre una settimana di ritardo quindi vanno presi per quel che sono.

Sulle altre coppie, segnaliamo il UsdJpy che dopo il 127.50 di minimo di giovedì è ritornato prepotentemente al rialzo con 129.40 di fine giornata venerdì. Siamo ancora in pieno trend rialzista per il biglietto verde e pertanto non possiamo escludere che si possano rivedere i massimi contro Jpy , parità contro Euro e 1.2000 sulla sterlina. Quali sono del resto i motivi per vendere dollari? Non ce ne sono, e solo un cessate il fuoco, o un crollo delle materie prime dovuto alla discesa della domanda, potrebbero scatenare movimenti contrapposti, con una discesa della divisa americana.

Il petrolio è tornato a 108 e per ora quindi il dollaro canadese resta forte con UsdCad tornato a 1.2910 dopo il test dei massimi settimana scorsa 1.3085. Questo dimostra che sulle valute i movimenti dipendono dallo status che ognuna di queste ha assunto sul mercato, o come valuta rifugio, o come divisa legata alle materie prime o ancora come vittima sacrificale perché appartenente ad un’area molto vicina al conflitto e che è quella che più ne paga le conseguenze, come Europa e Uk, le cui divise sembrano in caduta libera.

Sul fronte dati la settimana entrante è estremamente impegnativa e tatticamente, a noi pare che vi siano super eccessi interessanti in molti cross contro la sterlina come GbpAud, GbpNzd e GbpCad, anche se necessitano conferme. Idem per alcuni cross della moneta unica. Jpy che dopo una settimana di correzione e gloria, potrebbe tornare a scendere strutturalmente, ma molto dipenderà dalle borse.

Saverio Berlinzani per ActivTrades.

Profilo dell’analista

Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano. Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e franco francese. Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME. Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.

In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker, ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).

Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e Patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex. Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide quotidianamente in tempo reale la sua operatività forex attraverso una chat e un webinar live.

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