
Negli ultimi anni, il mondo della finanza si è fatto decisamente più accessibile, ma anche più rumoroso. Se è vero che gli investimenti non sono più ormai una cosa riservata solo ai guru di Wall Street, è vero anche che, tra app di investimento, conti digitali, broker online, e piattaforme fintech, l’utente si trova sommerso da informazioni. Informazioni spesso anche discordanti e dunque ancora più confusionarie, specie per chi è alle prime armi.
Per questo, il nostro breve articolo mira a fornire un minimo di chiarezza. Dopo averlo letto, saprai come meglio orientarti tra incentivi, bonus, e opportunità di ogni tipo online.
Perché così tanti incentivi?
Conosciuto sia come tecnofinanza che come fintech, il settore finanziario è molto vasto e variegato. Qui, però, gli incentivi non nascono per generosità, ma per strategia. Banche digitali, broker e piattaforme di investimento competono in un mercato affollato, dove attirare nuovi utenti è sempre più costoso. Offrire bonus, cashback o vantaggi iniziali serve a ridurre la diffidenza e ad abbassare la soglia d’ingresso, soprattutto per chi investe per la prima volta.
Tipi di incentivi disponibili
Se ti sei appena affacciato su questo mondo affascinante quanto talvolta caotico e pericoloso, potresti pensare che il modo migliore di agire sia approfittare di tutti i codici promo consigliati. In realtà, sarebbe una delle scelte peggiori che potresti fare. Sì perché, per quanto un incentivo possa sembrare allettante, buttarsi a capofitto potrebbe rivelarsi controproducente.
Non tutte le promozioni sono uguali o funzionano allo stesso modo. Capirne le differenze è fondamentale per evitare di confondere un vantaggio reale con una semplice leva di marketing.
Questi sono i principali tipi di incentivi che puoi trovare nel mondo del fintech:
- Contributi a fondo perduto
- Finanziamenti agevolati
- Voucher
- Crediti d’imposta
- Misure ibride
Contributi a fondo perduto
Si chiamano contributi a fondo perduto perché sono fondi che non devi restituire. Lo Stato, le Regioni o l’Unione Europea eroga una somma a fronte di determinati requisiti (settore, dimensione dell’impresa, area geografica, progetto). Questi contributi sono rivolti soprattutto alle startup e coprono una percentuale delle spese iniziali sostenute. Ciò include non solo i macchinari, ma anche la formazione del personale, la digitalizzazione, e, nel caso, la transizione ecologica.
Sembra un sogno, vero? Lo è … ma è un sogno molto competitivo. Puoi accedere a questi fondi solo tramite bandi con numerosi candidati, quindi i controlli sono molto severi. Se l’ente che ha erogato il fondo trova delle incongruenze nel mondo in disponi del credito assegnato, questo viene revocato.
Finanziamente agevolati
Questi sono prestiti erogati da enti regionali o privati. A differenza dei contributi a fondo perduto, i finanziamenti agevolati vanno restituiti, ma hanno condizioni meno rigide o in ogni caso più favorevoli rispetto ai prestiti bancari. Vengono erogati per consentire all’intestatario di coprire spese strutturali, ovvero avvio d’impresa, espansione e innovazione.
Voucher
I voucher sono incentivi a consumo, cioè hanno un importo fisso e sono pensati per spese ben precise. Questo significa che non possono essere usati per investimenti che non siano inclusi nei termini del prestito. Generalmente, i voucher sono utili per cose come la digitalizzazione, la formazione del personale, e l’internazionalizzazione dell’azienda. Sono più facili da ottenere e vengono erogati più rapidamente, ma l’importo è solitamente basso.
Crediti d’imposta
Detto in parole semplici, il credito d’imposta è uno sconto sulle tasse future. Dopo aver sostenuto una spesa considerata agevolabile dallo Stato, maturi un credito che puoi usare per pagare meno imposte in futuro. Questo significa che non ricevi denaro sul conto, ma recuperi parte dei costi sostenuti quando versi IVA, IRPEF, IRES, o contributi. Si tratta di uno strumento molto utile anche perché non dipende da bandi o graduatorie: per avere un credito d’imposta è sufficiente rispettare i requisiti necessari. Niente di più.
Misure ibride
Le misure ibride sono incentivi che combinano più strumenti insieme, ad esempio una parte a fondo perduto e una parte sotto forma di finanziamento agevolato o credito d’imposta. L’obiettivo è rendere il sostegno più flessibile e adattabile a situazioni diverse. In altre parole, la richiesta è una sola, ma mentre una parte del progetto viene finanziata da un prestito agevolato e, dunque, da restituire, l’altra viene coperta senza obbligo di restituzione. Scelgono le misure ibride soprattutto le startup, per coprire i costi iniziali o sostenere investimenti di medio-lungo periodo.
Consigli pratici per scegliere l’incentivo giusto per te
Il segreto per scegliere l’incentivo più adatto alle tue esigenze è partire dall’obiettivo, non dallo strumento. Chiediti prima cosa vuoi fare: investire, crescere, innovare o semplicemente ridurre i costi? Solo dopo potrai decidere quale misura più si addice al tuo progetto. Perché non tutti gli incentivi sono utili a tutti gli scopi. Ad esempio, un voucher non servirebbe a nulla per un investimento a medio-lungo termine, mentre un finanziamento agevolato sarebbe sprecato su una spesa una tantum di poche migliaia di euro. Valuta bene le tempistiche di erogazione: un finanziamento che arriva troppo tardi è inutile.


















