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Cosa aspettarci dal mercato valutario in questo inizio di settembre

Comincia oggi un mese di settembre che sarà assai interessante, sia per i dati macro, che potranno dirci qualcosa di più sulle diverse congiunture dei diversi paesi, sia per i livelli sui cambi, che mostrano ancora un dollaro senza freni, con le altre valute in persistente consolidamento sui minimi.

La guerra commerciale è ancora ben lontano dall’aver trovato una soluzione e, anche se sotto traccia americani e cinesi stanno trattando, a livello di dichiarazioni Trump persiste nella sua dialettica aggressiva, incurante anche dei segnali distensivi che da Pechino sono stati inviati nelle ultime ore. Ciò non aiuta e il termometro dell’andamento di questa crisi ormai, non è neppure il UsdJpy che solitamente veniva considerato l’indicatore risk on risk off, ma in questa fase il livello di tensione sembrerebbe rappresentato dall’andamento delle oceaniche.

Questa settimana è cominciata con la pubblicazione dell’Indice di performance del settore manifatturiero australiano, uscito a 53.1 contro un dato precedente di 51.3 mentre il pmi manifatturiero è uscito a 50.9 rispetto ad un 51.6 del dato precedente. La Rba deciderà questa notte sui tassi e mentre è probabile che i tassi rimangano ancorati allo 0.75%, qualcuno pensa ad un commento dovish che possa nuovamente colpire la valuta. Certo è che graficamente siamo su livelli molto tirati e le condizioni di una correzione ci potrebbero essere, anche se la tensione macro persiste e fa emergere continuamente venditori. Mettiamoci anche il fatto che il mercato retail apparirebbe long mentre quello delle cosiddette mani forti (che nei cambi a noi è un concetto che fa abbastanza sorridere) sembra mantenere posizioni short, e tutto ciò genera questa difficoltà a recuperare nonostante l’estrema condizione di ipervenduto, presenza di divergenza rialziste (per quel che valgono), e anche, perché no, un leggero miglioramento della congiuntura. Mettiamoci anche il fatto che per ogni discesa di un 10% della valuta, l’export dovrebbe riprendersi di un 3% circa mentre l’import dovrebbe diminuire di un 4% secondo l’analisi della Rba, e l’inflazione dovrebbe aumentare di uno 0.5%, beh a questo punto i prossimi dati (quelli riferiti ad agosto e settembre), dovrebbero mostrare un recupero del Pil dato da un miglioramento della bilancia commerciale, ovvero dato dalla domanda estera. Se il Pil, previsto in crescita dell’1.5% nella prossima rilevazione, dovesse non migliorare, la ragione sarebbe da ricercare in una pari contrazione della domanda interna, data da consumi, investimenti e ovviamente la spesa pubblica. Stesso discorso potremmo farlo per Nzd, che però rispetto ad Aud, ha una bilancia commerciale in passivo, con una Rbnz che per ora ha lasciato deprezzare il tasso di cambio di quasi l’8% nell’ultimo mese e mezzo. Fino a dove lo lascerà andare?

Per quanto riguarda le altre valute, non c’è molto da dire, con l’EurUsd che finalmente ha violato il livello fatidico di 1.1000 e potrebbe scivolare lentamente verso 1.0850, prossimo supporto chiave e livello del famoso gap creatosi nei grafici con l’elezione di Macron nell’aprile del 2017, da 1.0780 a 1.0830 e mai chiuso. Il Cable è fermo a 1.2150 ma in questo caso rimane in bilico, in attesa della scadenza del 31 ottobre, in cui si decideranno, finalmente diciamo noi, le sorti della Brexit. La tensione resta alta e 1.2000 resta il supporto psicologico. Sul UsdJpy, vecchio indicatore di risk on risk off non accade molto, rimanendo in area 106.00 mentre il Dow jones resta non lontano dai massimi insieme agli altri indici Usa. UsdYuan a 7.1650, in consolidamento sui massimi. Non ci resta che attendere ulteriori evoluzioni del mercato.

Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani per ActivTrades.

ActivTrades

Profilo dell’analista

Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano. Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e franco francese. Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME. Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.

In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker, ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).

Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e Patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex. Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide quotidianamente in tempo reale la sua operatività forex attraverso una chat e un webinar live.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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