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La situazione in Germania potrebbe intaccare la forza della moneta unica

Ancora una volta, a spostare i prezzi di mercato e a muoverli, o sono dichiarazioni dei banchieri centrali, oppure notizie politiche che vanno a modificare repentinamente gli scenari in atto. L’ultima novità arriva dalla Germania dove, a un mese dalle elezioni ormai, non si è ancora creato il governo. I negoziati per la creazione di una coalizione di Governo sono improvvisamente saltati, e i 4 partiti facenti parte di questa coalizione, in gergo chiamata “Giamaica” proprio per la diversità (non solo cromatica) dei partiti coinvolti, si dividono, guarda caso, sul tema più scottante possibile, ovvero quello relativo all’immigrazione.
Il leader dei liberali, ovvero della Fdp, Christian Lindner ha dichiarato ieri che se entro le 18 di stasera non si troverà un accordo, sarà tutto finito. I quattro partiti, ovvero la Cdu della Cancelliera Merkel, i suoi alleati cristiano sociali della Baviera della Csu, i Liberali della Fdp e i Verdi, sanno molto bene che, se non si dovesse arrivare ad un accordo, si dovrebbe tornare ad elezioni.
Il Presidente della Repubblica Steinmeier ha richiamato alla responsabilità, ma è chiaro che i liberali non molleranno l’osso proprio sul tema che li ha portati a poter formare un Governo, quello della limitazione dei flussi migratori. Di fatto, comunque, è in gioco la credibilità della Merkel, che si trova a dover creare un compromesso tra tutti, anche con i verdi, che intanto chiedono i divieti per i motori diesel, e limitazioni per l’uso delle centrali a carbone, misure che per la cancelliera sarebbero un boomerang perché significherebbero un danno all’economia. Insomma un bel pasticcio che potrebbe intaccare la forza della moneta unica, che sembrava pronta ad un retest dell’area di 1.2000. Ora, misureremo, alla prova dei fatti, la capacità tedesca di creare un Governo credibile.

L’Eur/Usd, che aveva aperto vicino a 1.1800, è sceso nuovamente fino a 1.1720 – 30 e al di là del fatto che forse prevarrà il compromesso e la moneta unica riproverà a salire, ciò che è accaduto, potrebbe strutturalmente indebolire per esempio, anche i colloqui con la Gran Bretagna in sede Ue, relativi alla Brexit, oppure al peso che la stessa Germania avrà in Europa sulla spinosa questione dell’immigrazione. Staremo a vedere.

Nel frattempo, poche le altre novità sul fronte valutario, con le restanti coppie sui prezzi di venerdì sera. Scendono solo tutti i cross dell’Euro, mentre la sterlina rimane stabile in area 1.3200, così come Aud e Nzd sembrano correggere dai ribassi della scorsa settimana. UsdJpy appena sopra 112.00, mentre l’equity tende ad essere distributivo, almeno per la parte concernente gli indici. Niente di che ma la presenza di massimi inferiori e pure minimi inferiori, parrebbe creare la condizioni per un aumento generale dell’avversione al rischio che peraltro si percepisce anche sull’oro, ripresosi quota 1290 dai livelli di 1260 della settimana scorsa. Da un punto di vista tecnico, sembra importante la tenuta della sterlina sopra certi livelli e sui grafici di medio lungo termine, la tenuta di tutta l’area sopra 1.3000 30 sembrerebbe dare lo slancio alla valuta britannica, per tornare sopra verso 1.3350 e 1.3550 1.3600 nel medio termine, anche se solo una violazione di quel livello, aprirebbe la strada a target ben superiori, che nel medio periodo, dovrebbero essere intorno all’area di 1.4700.

La settimana ci riserva dati abbastanza importanti, come quelli inglesi sul Pil del terzo trimestre giovedì prossimo (seconda revisione), l’ifo tedesco venerdì, le minute della Fed, mercoledì in tarda serata, e soprattutto, una serie lunghissima di interventi verbali da parte dei banchieri centrali, nessuno escluso, che rilasceranno interviste o commenti sulle condizioni dei tassi nei diversi paesi.

Buona giornata e buon trading

Saverio Berlinzani per ActivTrades.

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Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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