21 Luglio, 2024
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    Mercati finanziariChi guadagna con l'accordo commerciale tra Usa e Cina?

    Chi guadagna con l’accordo commerciale tra Usa e Cina?

    La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è stato un tema dominante nel 2018. Ora ad un mese dalla fine dell’anno l’accordo concluso a Buenos Aires tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader cinese, Xi Jinping, che prevede la sospensione delle imposizioni di nuove tariffe doganali finché le parti continueranno a negoziare un accordo commerciale, sembra aver posto una parola fine a questo rumore di fondo che aveva disturbato finora i mercati.

    I primi a reagire alla notizia sono stati i mercati valutari, con il Dollaro USA che ha perso smalto rispetto alle altre valute. Ma anche le azioni di borsa, che dopo una performance deludente fino a questo punto dell’anno, potrebbero approfittare di questa buona notizia per concedersi un rally di Natale dopo un ottobre e un novembre neri. Ma ecco nel dettaglio chi guadagna (e chi no) con l’accordo.

    Dollaro giù, valute emergenti in rialzo

    Lo yuan è in netto rafforzamento nei confronti del dollaro. Lo strategist di Cba Jo Capurso crede che il Dollaro USA possa globalmente continuare a indebolirsi, ma che la soluzione definitiva del conflitto sia ancora lontana.

    Un allentamento delle tensioni Usa-Cina potrebbe anche aiutare le valute emergenti. Queste valute sono enormemente sottovalutate, afferma Petr Krpata, chief Emea forex e fixed-income strategist di Ing. L’esperto sottolinea che le divise nei Paesi in via di sviluppo si sono apprezzate rispetto ai minimi dell’anno, ma i livelli sono ancora molto di appeal.

    Entrando nel dettaglio dei principali cross, l’euro/dollaro viaggia a 1,1353, il dollaro/yen tratta sopra 113 a 113,494. Nel rapporto tra biglietto verde ed euro entrano in gioco anche altri fattori, come l’incertezza politica dell’eurozona e la questione Brexit che ancora non permettono all’euro di rafforzarsi troppo.

    Il rally di Natale

    Dopo la buona notizia di una Fed più colomba emersa dal discorso tenuto da Jerome Powell settimana scorsa, e l’annuncio dell’accordo sulla Cina, può dare il via libera al rally di Natale a Wall Street.

    Le borse europee beneficeranno del sentiment più ottimista, ma avranno bisogno di good news sul fronte italiano e quello della Brexit per stappare davvero lo spumante.

    Descrive questo momento come “Caos con speranza” lo strategist di Unicredit  Erik Nielsen. Che paragona le mosse dell’amministrazione Usa a quelle di chi conduce un reality show televisivo: far alzare la tensione ai massimi in modo che il telespettatore resti all’ascolto e poi dare un colpo di scena.

    Questa la dinamica con cui si è svolta fin qui la tensione commerciale tra Usa e Cina. “Non sorprende il fatto che dopo la cena di Buenos Aires Donald Trump con il presidente cinese Xi ha dichiarato che non imporrà nuovi dazi nel prossimi 90 giorni in modo da consentire passi avanti nell’accordo. Tuttavia nella dichiarazione si sottolinea che se l’accordo non sarà raggiunto gli Stati Uniti metteranno dazi del 25% su nuovi beni cinesi già indentificati. Inoltre per essere sicuro di risultare vincitore di ogni singola puntata dello show ha dichiarato che la Cina ha promesso di comprare ammontari notevoli (ma non quantificati) di beni agricoli, dell’energia e dell’industria Usa”, dice Nielsen. Che ricorda come la narrativa sui media cinesi sia ben diversa con il comunicato che sottolinea come il Paese continuerà a fare riforme e aprire l’economia, in linea con i piani del partito, e questo risolverà i problemi che preoccupano gli Usa.

    I nodi europei

    Se Wall Street e anche l’economia globale possono tirare un sospiro di sollievo l’Europa ha ancora altri nodi da sciogliere. ”

    Mentre l’approccio di Trump al commercio ha creato un’incertezza distruttiva per chi fa business, l’annuncio di Buenos Aires dà un po’ di speranza che vengano evitate le implicazioni peggiori”, dice Nielsen che ricorda come l’Oecd abbia stimato che i dazi imposti fin qui costeranno alla Cina lo 0,3% del pil 2021 e lo 0,2% degli Stati Uniti, un taglio che raddoppierebbe se venissero imposti i nuovi dazi minacciati al 25%.

    Per quanto riguarda la Brexit, dai media inglesi emerge che la premier Theresa May ha poche speranze di veder approvato dal parlamento il deal al primo tentativo, ma è incerto cosa accadrà dopo. Secondo Nielsen anche i toni più distensivi tra Italia e Commissione Europea possono essere interpretati come un messaggio di speranza. Sul piatto ci sarà anche il voto di venerdì 7 dicembre in Germania per decidere chi succederà a Angela Merkel come leader della Cdu. Se tutte queste fonti di incertezza trovassero una tregua come quella tra Trump e Xi, anche per l’euro e le azioni europei ci potrà essere spazio per un rimbalzo consistente.

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    Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario, trader con oltre 20 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.
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