Come sarebbe la tua vita se potessi vivere di trading evitando di andare in ufficio ogni giorno?
È davvero possibile guadagnare denaro con il trading evitando di rimetterci il capitale?
Nel mondo del trading circola la convinzione che solo il 10% di chi lo pratica ne trarrebbe profitto, contro un 90% che perderebbe denaro. Cosa fa di diverso quel 10% rispetto a tutti gli altri?

Con un linguaggio semplice, adatto a tutti, l’autore guida il lettore verso la costruzione di una carriera di trader sul mercato delle materie prime, mediante la tecnica dello spread trading. Richiedendo solo pochi minuti al giorno, questo metodo concilia le normali esigenze lavorative e familiari di ognuno, senza stravolgerle e senza imporre orari prestabiliti.

Perché leggere questo libro?

  • Per iniziare a costruire la propria libertà finanziaria
  • Per comprendere quali sono gli errori più comuni che occorre assolutamente evitare
  • Per capire quali sono i mercati più promettenti a cui puntare
  • Per iniziare a far lavorare al meglio il proprio denaro, poco o tanto che sia, senza affidarlo ad altri

Senza promesse aleatorie, RELAX TRADING è una guida per imparare in 8 passi a far lavorare il proprio denaro in prima persona, andando a colmare quella carenza formativa che costringe la maggior parte della gente ad affidare i propri risparmi a terzi, quasi sempre in cambio di interessi irrisori, se non addirittura rimettendoci.

In una realtà dove le banche non sono più sinonimo di sicurezza del capitale, bensì soggetti a rischio, come i recenti fatti di cronaca hanno drammaticamente posto in evidenza, RELAX TRADING costituisce una valida guida per iniziare a costruire, passo dopo passo, la propria libertà finanziaria.

PREMESSA

H titolo che avete letto in copertina non è quello originale. Inizialmente avrebbe dovuto essere Spread trading e materie prime. Tuttavia, un simile titolo avrebbe fornito l’impressione di un manuale tecnico, di quelli difficili da leggere, figurarsi da apprendere. Cosi è stato cambiato.

La scelta di Relax Trading per certi versi è piuttosto estrema. A molti, specie ai trader esperti, potrebbe apparire un azzardo, una trovata commerciale. Quante volte mi sono sentito dire “nel trading non si può essere rilassati, occorre essere aggressivi”. 0, ancora, “non può esistere un trading rilassante, perché per sua natura questa attività è stressante”. Del resto, lo stereotipo di colui o colei che fa trading è proprio quello di una persona che passa le giornate davanti a un monitor, spesso più di uno, alla ricerca del momento giusto per aprire o chiudere una posizione.

Vedremo più avanti cosa vuol dire Relax Trading, e come sia tutt’altro che una boutade. Per il momento, anche ai più scettici, chiedo di sospendere il giudizio.

Prima di partire, vediamo di porre al centro dell’attenzione una questione che ricorre spesso: è possibile vivere di trading?

Se provassimo a digitare questa domanda su un qualsiasi social, magari in uno dei gruppi dedicati al trading, verremmo sepolti da risposte affermative e negative in egual misura, spesso farcite di insulti e maledizioni da parte dei soliti haters.

Il trading è un campo variegato, dove occorre muoversi con circospezione, è affascinante, per certi versi anche troppo. Le scuole, i consulenti, i formatori, o più genericamente i personaggi che si vendono per esperti nascono con frequenza giornaliera, e con altrettanta velocità spariscono dalla scena, spesso dopo aver procurato danni ingenti agli sventurati da cui hanno ricevuto credito.

Il trading è anche il regno dei luoghi comuni. Una volta qualcuno se ne uscì con la frase “chi safa, chi non sa insegna”, e da allora pare diventato un assioma, una specie di totem da tirar fuori ogni volta che c’è da denigrare chiunque si azzardi a proporre qualcosa a riguardo. Con buona pace dei vari Larry Williams, George Kleinman, Joe Ross e altri, che a un’inconfutabile esperienza di trading, e pur potendosi permettere di vivere di quello, hanno scelto di fare della formazione il loro mestiere.

Altro luogo comune: “per quale motivo uno che è in grado di guadagnare con il trading dovrebbe insegnarlo? Se insegna vuol dire che con il trading non ci campa, quindi è un millantatore”.

Senza tornare a scomodare i tre personaggi menzionati poco sopra, che campano di trading e lo insegnano pure, secondo questa teoria qualsiasi imprenditore affermato, anziché cercare nuove fonti di business, dovrebbe trascorrere le giornate sul divano di casa, per il semplice fatto che possa permettersi di non lavorare.
Ma questa non è la mentalità di un imprenditore. Si pensi a Richard Rranson, giusto per fare un nome, che si ostina a lavorare e addirittura a progettare voli intergalattici quando potrebbe starsene tranquillamente a pescare aragoste nelle acque di Necker Island. La stessa cosa vale per Elon Musk, Jeff Bezos, Jack Ma (il fondatore di Alibaba) e più in generale per qualsiasi multimilionario del pianeta. Queste persone non lavorano per il solo profitto, ma per il gusto di intraprendere continuamente nuove strade e nuove sfide.
Evidentemente, per coloro che amano il proprio lavoro, ambire a nuovi progetti e fissare nuovi obiettivi rappresenta il sale della vita, e non esiste traguardo economico che potrebbe farli desistere dal scendere in campo ogni volta che se ne presenti l’occasione.

Una cosa è certa. Il trading è un grande business. Lo hanno capito in tanti, diciamo pure in troppi, è legittimo il sospetto che chi trae profitto dal vendere piattaforme di trading, corsi, consulenze e altro (pure i libri, perché no?), sia in numero maggiore rispetto a chi vive dei proventi delle operazioni di trading vere e proprie.

Ma la vera insidia del trading è quella di apparire come un mondo di soldi facili, che possano piovere dal cielo digitando su una tastiera, magari dalle spiagge della Polinesia o da qualche angolo esotico di mondo. Come vedremo, le cose non stanno in questi termini. Da questo punto di vista, per tornare agli aforismi, il detto “non esistono pasti gratis” trova sicuramente applicazione.

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