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Come costruire un sistema di gestione del denaro nel Forex trading

Se non sei nuovo nel mondo del Forex trading, saprai di certo che per ottenere un profitto da questo mercato dovrai identificare la corretta direzione del mercato. Per quanto sia semplice la spiegazione del concetto, trovare la giusta direzione del mercato non è un gioco da ragazzi.

I trader usano principalmente due tipologie di analisi per prevedere la direzione dei prezzi, l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale. Inoltre, in alcuni casi, vengono prese in considerazione come l’astrologia e il modo in cui le stelle o i pianeti si allineano e influenzano il comportamento delle persone. Può sembrare pazzesco, ma è pura verità.

Indipendentemente dal metodo di analisi e previsioni, deve prevalere una cosa importante, gestire un conto di trading. L’ego e la personalità dei trader influenzano un account più del metodo usato per trovare le opportunità di trading. Quindi, la gestione del rischio è la chiave del successo del trader.

E’ bene capire con attenzione che i trader dovrebbero concentrarsi prima su come NON perdere denaro, e poi su come crearne.

Qualsiasi sistema di gestione del denaro deve avere le giuste aspettative. Mentre il mercato Forex dà l’impressione che i prezzi siano sempre in trend, questo non è assolutamente vero. Il mercato Forex con il suo enorme volume giornaliero di 5 trilioni di dollari trascorre la maggior parte del tempo in consolidamento. In quanto tale, le mosse “finte” si verificano sempre.

Il problema con il trading sul Forex deriva dal modo in cui i trader lo percepiscono. Più delle volte i trader iniziano questa attività con false aspettative, sottovalutano i pericoli che i mercati nascondono. Il motivo di questo sono le pubblicitarie aggressive utilizzate dai Broker per far sembrare il Forex un attività per tutti e che sia facile guadagnare.
Statisticamente oltre il 90% dei trader privati azzera completamente il proprio conto di trading nei primi sei mesi. Una percentuale terribile e quando ciò accade, il passo successivo è il cosiddetto “trading di vendetta”. I trader depositano più soldi in una mossa disperata per recuperare ciò che hanno perso, il risultato? Dovresti conoscere già la risposta.

La tabella seguente descrive il ciclo psicologico  che attraversa il trader/investitore medio

Comprendere chi sono i partecipanti al mercato

Fin dall’inizio i trader retail iniziano con un enorme svantaggio: sono una minoranza. Per mettere questo in prospettiva, su quei cinque trilioni di dollari che si scambiano i mercati ogni giorno, solo il 6% rappresenta il volume dei trader retail.

Quando i trader chiudono un operazione in perdita a causa di un’oscillazione del mercato, di solito danno la colpa a qualcun altro: il broker, il “mercato”… è sempre colpa di qualcun altro! Questo non è assolutamente vero, le persone reali che commerciano con denaro reale fanno il mercato.

Il trading Forex non è un videogioco e come tale, il punto di partenza di qualsiasi sistema di gestione del denaro è capire le forze dietro i numeri che cambiano sullo schermo di trading. Se i trader retail rappresentano una percentuale così piccola, chi sta spostando il mercato? O perché il mercato si muove?

Curiosità: non tutti sono sul mercato per realizzare un profitto. I trader retail comprano e vendono esclusivamente per speculare, gli altri no.

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Ad esempio, le banche commerciali hanno un dipartimento del tesoro. Mentre alcune parti di esso si occupano di investire il denaro in un sistema di gestione del denaro che può avere una banca, la sua missione principale è quella di chiarire le transazioni dei clienti. Questo significa acquistare o vendere valute secondo le istruzioni del cliente in ogni conto bancario. Che ci crediate o no, le banche centrali hanno anche un reparto commerciale. Quando una banca centrale imposta la politica monetaria per il periodo successivo, qualcuno deve attuarla. Se la banca centrale compra delle obbligazioni, qualcuno deve effettivamente andare sul mercato e da quelle obbligazioni. E così via.

Poiché i mercati finanziari sono interconnessi, ciò che sta accadendo in un mercato potrebbe spingere i prezzi in modo diametralmente su un altro. Se, per esempio, il prezzo dell’oro cala del 2%, in teoria il Dollaro USD aumenterà di valore. Broker Forex, fornitori di liquidità, sistemi di trading ad alta frequenza, hedge fund, ecc. sono questi che vanno a completare la lista. Non c’è da meravigliarsi se il 90% degli operatori perde il primo deposito.

Rischio solo una percentuale del tuo conto di trading

La prossima cosa da sperare è gestire il rischio. Ricorda di rischiare solo una piccola percentuale del tuo conto di trading. Se non ci credi, questo è un semplice esercizio di matematica.

Se rischierai solo l’1% del denaro presente sul tuo conto per ogni trade, avrai bisogno di settantadue operazioni in perdita consecutive per portare il tuo conto alla metà di quanto hai depositato. Immagina! Settantadue trade perdenti consecutivi… se ciò accade vuol dier che non sei pronto per operare.
Anche in questo scenario sfavorevole, questa semplice regola di gestione del denaro ti tiene a galla: finirai col perdere solo la metà del tuo account. Non lo farai “saltare” come il 90% dei tarder retail.

I trader aggressivi rischiano il 2% per ogni operazione (o anche più). Direi che un approccio normale è tra l’uno e il due percento. I trader conservatori si sposteranno verso la soglia dell’uno per cento, mentre quelli più aggressivi verso il due percento o in alcuni casi ancora di più.

Usa un giusto rapporto tra profitto e perdita

Un trader Forex non dovrebbe mai rischiare più di quanto si aspetta di guadagnare. Il rapporto rischio/rendimento deve avere una risultato maggiore rispetto al rischio.

Certo, potresti cercare 1:10 o 1:30 (cioè rischiare un pip per ottenere dieci o trenta pips). Ma questi non sono ritorni facilmente raggiungibili e anche se fossero raggiungibili, sarebbero molto rari.

E’ bene sapere che il mercato Forex si muove prevalentemente laterale; le statistiche indicano che oltre il 60% del tempo in cui il mercato viene scambiato in un intervallo di prezzi. Si tratta di un movimento principalmente laterale dove con una percentuale minore i prezzi formano una tendenza.

Un realistico rapporto rischio/rendimento è qualsiasi tra 1: 2 o 1: 2,5. Ciò significa che per ogni pip rischiato, l’aspettativa è di due pips o due pips e mezzo pip.

Conclusioni

Per riassumere, il trading Forex è rischioso e in quanto tale, è necessario affrontare il trading in modo prudente.

Mentre la potenziale ricompensa attira i trader verso rendimenti non realistici, le statistiche stanno raccontando un’altra storia. Un trader deve prima occuparsi di affrontare il potenziale per una perdita, e solo dopo aver iniziato a guardare ai possibili guadagni. Inoltre, la pazienza e la disciplina devono regnare sulle decisioni di un trader. Il mercato non salirà solo perché sei lungo.

C’è un detto tra i trader Forex che dice: “non forzare un trade”. E’ un semplice consiglio ma è sicuramente la verità. Anche se ne hai chiuso una o più operazioni in perdita, c’è sempre un modo di recuperare, l’importante è non dimenticare di gestire il rischio per ogni singola operazione.

Non cercare di raddoppiare il tuo account ogni due mesi. Invece, cerca di farlo per crescere in modo naturale grazie ad un sistema di gestione del denaro corretto e applicato correttamente. Ricorda di non rischiare più dell’1-2% del tuo capitale per operazione. Questo è essenziale se vuoi sopravvivere a lungo termine.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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