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Tassazione rendite finanziarie per il 2017

Gli interessi maturati dagli investimenti sono soggetti ad una tassazione statale in misura differente in base alla tipologia dell’investimento stesso: pagano una tassa più bassa i rendimenti dei Titoli di Stato e dei buoni fruttiferi postali, più alta i rendimenti dei conti deposito e conti correnti, delle azioni in Borsa, delle obbligazioni bancarie, gli Etf, le assicurazioni sulla vita e le polizze di investimento, dei vari trading, del forex, opzioni binarie.

Non ci sono stati aumenti nell’ultimo anno, le ultime modifiche sono state fatte dal governo Renzi nella primavera 2014, quando ha alzato la tassazione sulle rendite finanziarie di diversi investimenti, facendola passare dal 20% al 26% a partire dal 1 luglio 2014. Invariati invece gli investimenti fatti da questa data ma anche i rendimenti maturati in seguito, lasciandola al 12.50% per altri strumenti finanziari.

Indice dei contenuti

Per azioni e il trading online la stangata è pesante

Da quando nel 2014 è stata appartata la modifica sulla tassazione delle rendite finanziarie, tutti i guadagni effettuati da compravendita di azioni o tutto quello che include il trading online, la tassazione è passata dal 20 al 26%, una vera stangata per gli investitori che già faticano ad ottenere profitti.

Con l’ultima normativa che ha alzato di 6 punti percentuali l’imposizione fiscale un trader o investitore che ha una plusvalenza per esempio di 1000 euro, 260 euro dovrà cederli allo stato per un guadagno finale di 740 euro.

Un chiarimento: I profitti maturati nel trading tradizionale (forex, materie prime, indici di borsa, azioni, CFD) e Opzioni Binarie sono soggetti ad una tassazione del 26%

Tassazione rendite finanziarie 2017 in dettaglio

La tassazione rendite finanziarie al 26% vale per: degli interessi per conti correnti, conti deposito, fondi comuni, gestioni patrimoniali, obbligazioni e bond bancari e societari, Etf, polizze vita e polizze di investimento, azioni e investimenti in Borsa in genere, trading (commodities, oro, forex…), opzioni… ovvero tutti i redditi da capitale con esclusione delle plusvalenze relative a partecipazioni qualificate.

La tassazione rendite finanziarie al 12.50% vale per: buoni fruttiferi postali della CDP, Titoli di Stato(Btp, Bot, Cct) e titoli equiparati emessi da organismi internazionali e obbligazioni emesse da Stati esteri white list e da loro enti territoriali (per i Titoli di Stato venduti prima della scadenza con realizzo di capital gain si paga il 26%).

Tassazione profitti sul trading online 2017

Come dichiarare redditi nel 2017 sulle plusvalenze forex e opzioni binarie è necessaria la compilazione modello Unico e pagamento imposta f24 con la nuova aliquota pari al 26%.

Innanzitutto va specificato che dal punto di vista fiscale il trading online può rientrare in due tipi di regime fiscale che prevedono modalità diverse per la dichiarazione dei redditi e della liquidazione dell’imposta: regime sostitutivo e regime dichiarativo.

Regime sostitutivo

Il regime sostitutivo per il trading online prevede che vi sia una società o un professionista come intermediario chiamato broker, che ha il compito di calcolare e pagare l’imposta in base al guadagno ottenuto dalla negoziazione. Tale guadagno, è chiamato plusvalenza e su questa viene calcolata l’imposta che il broker deve versare allo Stato, sostituendosi nella liquidazione al contribuente, trader che per questo non ha adempimenti fiscali da dover svolgere.

Regime dichiarativo

Il regime dichiarativo prevede invece l’obbligo del contribuente di dichiarare le plusvalenze e quindi i redditi percepiti dalle negoziazioni attraverso la dichiarazione dei redditi nell’anno successivo. Il calcolo dei profitti e perdite viene calcolato dall’1 gennaio al 31 dicembre. La dichiarazione redditi per il regime dichiarativo si fa compilando il modello Unico.

Compilazione modello Unico sui profitti dell’attività di trading

Nell’Unico, va indicato il totale dei corrispettivi nella sezione II-B al rigo RT41, sotto la voce altri redditi diversi di natura finanziaria di cui all’articolo 67 comma 1 lett. da c-bis a c-quinques del TIUR. In questo caso,

  • vanno calcolate tutte le plusvalenze percepite nell’anno precedente (2016) e calcolate le eventuali perdite;
  • vanno dichiarate con il Modello Unico 2017;
  • va pagata la relativa imposta con modello f24.

Redditi su forex o opzioni binarie ottenuti da società o banche estere è invece dovuta l’IVAFE. In quest’ultimo caso, se il trader si avvale di intermediari stranieri riconosciuti, quindi banche o società di broker specializzate residenti all’estero, deve compilare la sezione RW Unico 2017 perché tali operazioni, rientrano nelle attività finanziarie detenute all’estero IVAFE.

Tassazione rendite finanziarie 2017, come pagare e quando?

Il pagamento dell’imposta 2017 sulle plusvalenze ottenuti nell’anno 2016 vanno dichiarati tramite modello Unico 2017, deve essere effettuato attraverso il modello F24.

Sul modello f24 dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve indicare i dati personali, il codice fiscale, cognome e nome, data e luogo di nascita, le somme relative all’imposta e la causale del versamento, ossia, indicando il codice tributo 1100.

Il pagamento delle plusvalenze derivate dal trading online coincide con la scadenza del pagamento delle tasse, cioè entro il 16 giugno 2017.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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