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TeleTrade: Il Boom dell’e-Commerce durante la crisi sanitaria e le prospettive future

La pandemia e la successiva crisi economica che ne è derivata hanno rimodellato in modo consistente molti contesti societari su scala globale e locale. Dalla ristorazione al turismo, dalla grande distribuzione fino al trasporto e alla logistica, sono numerosi le aziende che stanno attraversando un profondo mutamento a livello di organizzazione interna, sviluppando in alcuni casi investimenti in nuovi contesti di mercato in ottica di ampliamento della domanda e di diversificazione dell’utenza.
In particolare, l’emergenza sanitaria ha comportato una rilevante crescita degli acquisti effettuati sul web, soprattutto in ragione dei vari lockdown che hanno comportato l’obbligo di restare a casa. Di riflesso, il mondo del digitale e il world wide web sono diventati ancora più determinanti nella nostra quotidianità e ciò vale per qualsiasi tipologia di acquisto. Si sono verificati picchi di richieste per una serie eterogenea di prodotti che, se da un lato hanno rivelato l’incapacità di soddisfare la domanda da parte di molti operatori del settore, dall’altro lato hanno evidenziato l’opportunità di ricostruire e sviluppare da zero diversi comparti strategici, che in alcuni casi hanno indirizzato il loro core business nell’e-commerce; molti hanno subito riscontrato un notevole successo approdando online, spopolando tra diverse fasce di utenti giovani e meno giovani. A fronte di ciò, ora verrebbe da chiedersi quali saranno le prospettive future per il commercio online in rapporto ad un progressivo riavvicinamento alla normalità pre-pandemica.

A livello europeo sono state effettuate diverse analisi sul futuro del commercio elettronico, analisi che possono valide anche per l’Italia, in quanto la casistica degli acquisti in questo caso è molto simile.

Secondo Giancarlo Della Pietà, Analista Finanziario di TeleTrade, un primo elemento da considerare ha riguardato, soprattutto durante la pandemia, l’ingresso nel mondo del commercio elettronico anche di piccole realtà. Prima in questo settore, si era abituati a vedere le grandi multinazionali, da Amazon a Ebay, ma col passare del tempo anche i mercati più settoriali e di nicchia hanno iniziato ad avere la loro quota di mercato. In questo modo, i classici negozi di un tempo cosiddetti “fisici”, ora stanno proiettandosi nel mondo digitale per la vendita online e lo stesso accade anche per chi fino a poco tempo fa vantava solo una quota marginale di investimenti nel campo dell’e-commerce.

Da diversi sondaggi e analisi effettuati nel mondo, si è arrivati alla conclusione che ci sono diverse nicchie di mercato che hanno un maggiore appeal nello sviluppo dello shopping online. Sembra infatti che, ad esempio, ci sia una preferenza crescente per l’acquisto online nel settore della moda; qui ogni acquirente ha la possibilità di visionare con facilità i vari capi di abbigliamento e accessori, per poi comprare online scegliendo quello più idoneo sia ai propri gusti, sia in base al prezzo. Occorre sempre poi valutare il costo di spedizione, perché spesso caratterizza il 20% del costo sull’acquisto. Ad incidere sullo sviluppo del commercio on-line nel settore fashion sono alcuni fattori, come l’espansione dei mercati globali al di fuori dell’Occidente, il maggiore accesso online anche grazie agli smartphone, l’aumento delle classi medie emergenti mondiali con reddito disponibile, le tecnologie innovative per creare degli e-commerce esperienziali, la possibilità di farsi condizionare dalle celebrità e dagli influencer. Infine, ma non meno importante dei precedenti punti, a garantire un futuro roseo al settore fashion è anche il meccanismo di restituzione di un articolo in caso di taglia sbagliata o ripensamento.

Il 2020, insieme all’emergenza sanitaria, ha portato una rilevante crescita anche nel commercio online del comparto Food con picchi di richieste che, se da un lato hanno rivelato l’incapacità di soddisfarle da parte di molti operatori del settore, dall’altro hanno evidenziato l’opportunità di ricostruire – o sviluppare da zero – una strategia per il commercio elettronico nel Food. Nonostante i problemi iniziali di diversi fornitori che offrivano prodotti “Food” utilizzando svariate piattaforme di e-commerce, il settore solo nel 2020 è risultato tra i comparti più emergenti tra quelli che popolano gli acquisti on-line, raggiungendo un fatturato di 2,7 miliardi di euro in Italia, con una crescita pari al 70% rispetto al 2019. In Italia, per quanto riguarda il settore Food, la spesa on-line include diverse tipologie di prodotti, alimentari e non. La componente principale, con un peso dell’87% sul comparto, è l’Alimentare, che a sua volta comprende diverse categorie di prodotto: il Fresco, il Secco, gli Alcolici, le Bevande e i Surgelati. L’Alimentare, a sua volta, è suddivisibile in tre principali segmenti: Grocery Alimentare (spesa da supermercato online) che solo nel 2020 ha avuto una crescita dell’85% rispetto al 2019, raggiungendo quota 854 milioni di euro rappresentando il 40% del valore dell’intero comparto alimentare; Enogastronomia (vino e prodotti tipici di qualità) questo segmento racchiude tutti gli acquisti on-line di prodotti alimentari e alcolici di nicchia, solo nel 2020 ha avuto una crescita del 63% rispetto al 2019, raggiungendo quota 589 milioni di euro rappresentando il 27% sul totale degli acquisti nell’alimentare. Infine l’ultima categoria è rappresentata dalla ristorazione on-line con la consegna dei piatti pronti a domicilio; questo è un comparto particolarmente promettente che gradualmente si sta diffondendo non solo nelle città più densamente popolate ma anche nei centri più piccoli al fine di raggiungere un numero sempre maggiore di clienti potenziali. Ampiezza del menù (facilmente consultabile online), qualità del prodotto, buona conservazione del cibo e rapidità di consegna sono i motivi che spingono molti consumatori a ordinare il proprio pasto su sito o tramite app. Solo nel 2020 gli acquisti di questo segmento sono stati pari a 706 milioni di euro con una crescita del 19% rispetto al 2019 rappresentando il 33% sul totale degli acquisti nell’alimentare.

Tra i vari settori presenti nel panorama dell’e-commerce, un’analisi a parte dovrà essere fatta per la cura della persona, che include le vendite di medicinali, prodotti farmaceutici e cosmetici. Questo settore merceologico resta tuttora fortemente ancorato ai canali di vendita tradizionali, con meno della metà degli acquisti effettuati online. Nonostante un 2020 che ha comportato una crescita per il e-commerce, emerge che l’interazione con un professionista e il passaparola sono momenti “fisici” fondamentali per l’utente che deve acquistare un prodotto di personal care; la ricerca si sposta on-line soprattutto quando gli acquirenti vogliono valutare altre alternative più economiche o più vicine alle proprie necessità. Si tratta di un percorso spesso time-sensitive, legato a una esigenza da soddisfare in modo rapido: per questo nasce offline, si sviluppa online e spesso si conclude in uno store fisico.

Se fino a un anno fa la maggior parte degli acquisti mediante app e piattaforme online venivano effettuati da una fascia di popolazione più giovane e avvezza alle nuove tecnologie, oggi la situazione è cambiata in seguito alla necessità di restare a casa per la pandemia, e anche le generazioni che hanno vissuto l’era dei media analogici imparano gradualmente a impiegare gli store online per i loro acquisti, anche quelli di uso quotidiano.
In sintesi, l’e-commerce è diventato un tassello importante per molti business. Allora cosa fare per non rimanere indietro? Sicuramente il primo passo da fare è cercare di espandersi sul versante della multicanalità estendendo il proprio target potenziale a gruppi di persone che non visiterebbero il negozio fisico a causa di una maggiore propensione all’acquisto online. Ciò soprattutto in vista del fatto che allo stato dell’arte l’e-commerce, coadiuvato anche dalla spinta pandemica, abbraccerà un bacino di utenti sempre più ampio, transgenerazionale, multiculturale e generalista.

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Report di Giancarlo Della Pietà per TeleTrade

Laureato in economia del commercio internazionale e dei mercati valutari presso l’università “Parthenope” di Napoli. Nel 2010, ha deciso di mettere nero su bianco le sue esperienze di trading, redigendo il libro dal titolo: “Trading nel mercato forex – Come operare con l’analisi tecnica nel mercato internazionale delle valute”. Dal 2012, ha intrapreso il cammino professionale in TeleTrade-Dj International Consulting Ltd, ricoprendo il ruolo di chief technical analyst & currency strategist, dove redige ogni giorno l’analisi giornaliera, con relativi video-analisi, “Daily Market Briefing” e “Weekly Market Outlook”, sia dal punto di vista tecnico che macroeconomico; inoltre dal primo ottobre del 2016 è il responsabile della “Diretta Live” in programmazione ogni mattina dalle ore 08.30 alle ore 10.00 dal lunedì al venerdì.

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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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