Focus sul Forex. Delusione per le elezioni tedesche e rendimenti USA in primo piano

Le elezioni tedesche si sono concluse senza un risultato netto e ci troviamo ora di fronte ad una prospettiva di un lungo periodo di costruzione di una coalizione di governo e di un mandato politico incerto. Inoltre, la questione che catturerà sempre più l’attenzione del mercato questa settimana è il recente aumento dei rendimenti statunitensi e quanto il Congresso degli Stati Uniti sia disposto a tergiversare prima di prendere una decisione chiara rispetto al debito relativamente alla questione dell’innalzamento del tetto del debito, senza contare le altre tensioni di voto rispetto agli stimoli fiscali

Focus sul trading Forex: delusione per le elezioni tedesche, rendimenti USA in primo piano

Il risultato delle elezioni tedesche lascia tutto in sospeso, con lo scenario più concreto rappresentato dalla formazione di una coalizione di sinistra, in cui l’SPD e i Verdi uniscono le forze la sinistra più radicale del partito Die Linke, quasi matematicamente impossibile. In tanti credono ad una coalizione “a semaforo” in cui i rossi e i verdi uniscono le forze con la liberale FDP, ma a mio avviso meglio attendere perchè c’è una netta incompatibilità sull’attenzione agli aspetti climatici e sulle politiche fiscali e tra la R/G e la FDP con quest’ultima che risulta meno vicina alle posizioni dell’UE. Alcuni, infine, sostengono che una coalizione “Giamaica” è possibile, dato che la CDU/CSU ha superato i sondaggi di qualche punto percentuale, anche se ha comunque subito un calo storico dei consensi. Per ora, l’incertezza non fa bene all’euro che resterà probabilmente più debole rispetto al dollaro se l’aumento dei rendimenti USA non si arresta.

L’attenzione negli Stati Uniti è concentrata sull’aumento dei rendimenti dopo la rottura decisiva sopra il 1.4% della scorsa settimana. Il modo in cui il mercato ha trattato i titoli di stato questa settimana merita gran parte della nostra attenzione, dato che l’anno fiscale statunitense è arrivato alla fine e non c’è ancora una proposta di stop-gap sul tavolo per evitare una resa dei conti immediata sul tetto del debito.

Questo è un tema che sarà certamente dibattuto nelle prossime settimane, ma è certo sin da ora che la situazione è complessa, tanto che persino gli esperti di manovre del Congresso che non fanno pronostici su cosa succederà dopo, anche perché nessun piano di emergenza è stato previsto. È estremamente improbabile che la situazione non venga risolta, ma considerata la divisione politica di parte negli Stati Uniti, il rischio che lo stallo diventi molto pericoloso come già successo nel 2011 e 2013 prima che venga trovata una soluzione, resta alto. Il Wall Street Journal si è persino preso la briga di pubblicare un articolo che discute uno scenario in cui gli Stati Uniti sono nominalmente inadempienti sul loro debito, ma è chiaro che la Fed interverrà per evitare le conseguenze tecniche di questo fatto. La banca centrale americana ha in cima al suo ordine del giorno anche il tema degli stimoli fiscali. Questa e le prossime, insomma, sono settimane critiche per i segnali che provengono dal Congresso degli Stati Uniti.

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Grafico: EURUSD pesante davanti al supporto chiave

Dal momento che l’esito delle elezioni tedesche non è chiaro, potremmo trovarci di fronte a un lungo e difficile processo di formazione di un governo. Qualsiasi combinazione delle opzioni esistenti significherà un debole mandato per il cambiamento, non il verdetto pro Ue che molti osservatori si aspettavano o in cui speravano. Questo lascia l’euro in una posizione piuttosto passiva rispetto alle altre valute e EURUSD si è diretto verso il basso, probabilmente molto più in funzione del nuovo aumento dei rendimenti del tesoro statunitense, dove il benchmark del tesoro a 10 anni ha rotto decisamente la resistenza la scorsa settimana superando l’1,4% e hanno sostenuto gli scambi al di sopra di questo livello per la prima volta da giugno. Si trovano in un’area veloce che sembra portarli rapidamente verso l’1,75%. Senza segnali politici più forti sulle prospettive di maggiori spese fiscali in Europa, è probabile che l’EUR rimanga sotto pressione e una rottura del minimo della resistenza 1,1664 potrebbe portare a un ulteriore sell-off verso 1,1500.

Tabella: FX Board del G10 e CNH evoluzione e forza del trend

Lo JPY continua a cadere come un sasso in termini di slancio, mentre la GBP sta tentando un’inversione (forse a causa delle elezioni tedesche e dei flussi EURGBP?). Il CAD si fa sentire grazie ai prezzi del petrolio che continuano a salire, mentre il NOK cavalca in alto per lo stesso motivo.

Tabella: FX Board Trend Scoreboard per le singole coppie

EURCHF rimane un po’ “troppo basso” rispetto alla direzione che i rendimenti degli Stati Uniti e dell’UE hanno assunto dalla fine della scorsa settimana – guardando per un aumento sopra 1,0900 lì per suggerire che questa coppia sta raccogliendo su sviluppi crescenti rendimenti in linea con i cross JPY, dove altri tre (AUDJPY, GBPJPY, CHFJPY) stanno cercando di girare in positivo. Il tentativo di EURGBP di virare in negativo richiederà un considerevole seguito, dato l’intervallo molto stretto.

Articolo redatto da John Hardy, Head of FX Strategy per BG Saxo. Altre informazioni su www.bgsaxo.it

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