
Con una capitalizzazione superiore ai 2.310 miliardi di dollari, Alphabet (GOOGL) continua a essere una delle aziende più analizzate del panorama tech globale. Nonostante l’indice Nasdaq si trovi in prossimità dei massimi storici, l'azione Google appare ancora sottovalutata secondo molti analisti, specialmente in confronto ai multipli di altri titoli tecnologici di punta.
La prossima trimestrale, attesa per domani 23 luglio dopo la chiusura dei mercati, potrebbe rappresentare un punto di svolta per la narrazione attorno al titolo, grazie a tre fattori chiave: la crescita del business cloud, il posizionamento nell’intelligenza artificiale e la sorprendente profittabilità.
- 1. Valutazioni e fondamentali: Alphabet è davvero ancora conveniente?
- 2. Google Cloud: crescita a doppia cifra ma margini ancora da scalare
- 3. L’intelligenza artificiale come nuovo motore di crescita
- 4. Oltre la Search: i segmenti “dimenticati” di Google che crescono a doppia cifra
- 5. Proiezioni future: il free cash flow è destinato a esplodere
- 6. Nuove abitudini digitali: Google resiste anche tra i giovani
- 7. Gemini e la strategia AI: il vero vantaggio competitivo
- 8. Prospettive post-trimestrale: target a 215$ e potenziale breakout
- 9. Considerazioni finali
Valutazioni e fondamentali: Alphabet è davvero ancora conveniente?
Il titolo Alphabet si muove intorno a 190 dollari, con un P/E forward inferiore a 20 – un multiplo che, su un’azienda con margini solidi e prospettive di crescita, appare molto attraente rispetto ad altri big tech più costosi.
Le stime degli analisti prevedono per il trimestre in arrivo:
- Fatturato atteso: 90,23 miliardi di dollari
- EPS stimato: 2,81 dollari
- Free Cash Flow: poco sotto i 19 miliardi
Sebbene ci si aspetti un risultato solido, sarà il commento del management durante la conference call a fare la vera differenza, soprattutto su segmenti strategici come il Google Cloud e i prodotti AI-driven come Gemini.
Google Cloud: crescita a doppia cifra ma margini ancora da scalare
Il segmento Google Cloud ha registrato una crescita del 28,1% su base annua, leggermente in rallentamento rispetto al 35% di due trimestri fa. Tuttavia, la crescita resta robusta e influenzata da limiti di capacità più che da domanda debole.
Anche i margini operativi del cloud sono in miglioramento:
- Q3: 17,1%
- Q4: 17,5%
- Ultimo trimestre: 17,8%
Il confronto con AWS (Amazon) e Microsoft Azure è ancora impietoso (rispettivamente al 39,5% e 41,5%), ma la traiettoria è chiara: Google punta a chiudere il gap nel medio termine.
L’intelligenza artificiale come nuovo motore di crescita
Il lancio di Gemini e l’integrazione dell’AI Mode nei prodotti core rappresentano il tentativo di Google di dominare la nuova era dell’intelligenza artificiale generativa.
Dati recenti mostrano che:
- Gemini ha registrato un aumento di 13 milioni di utenti da aprile a maggio
- La crescita dei visitatori sulle piattaforme AI di Google è stata superiore a quella di ChatGPT
- Il traffico su YouTube, spinto da chatbot AI, continua ad aumentare
Secondo un sondaggio di Oppenheimer, 60% degli utenti preferisce AI Mode di Google rispetto a ChatGPT, anche tra chi paga per quest’ultimo. Questo dato è cruciale perché conferma la validità del modello freemium di Google, alimentato dal suo enorme free cash flow.
Oltre la Search: i segmenti “dimenticati” di Google che crescono a doppia cifra
Sebbene il core business della ricerca generi ancora circa 50 miliardi a trimestre, anche gli altri segmenti meritano attenzione:
- YouTube Ads: 9 miliardi di dollari a trimestre, crescita +10%
- Google Cloud: in forte espansione
- Dispositivi e abbonamenti: circa 40 miliardi negli ultimi 12 mesi, crescita +18,8%
Nel complesso, le attività non legate alla search hanno prodotto 157 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi. Una diversificazione sempre più rilevante, che rende Alphabet più simile a un conglomerato tech che a un semplice motore di ricerca.
Proiezioni future: il free cash flow è destinato a esplodere
Le stime di crescita del free cash flow di Alphabet per i prossimi anni sono impressionanti:
- 2025: +5,1%
- 2026: +18,4%
- 2027: +20,5% (109,1 miliardi previsti)
Questo significa che Alphabet potrà continuare a investire, acquisire, sviluppare e – soprattutto – restare gratuita per l’utente finale, mettendo in difficoltà le startup AI in fase di burn-rate elevatissimo.
Nuove abitudini digitali: Google resiste anche tra i giovani
Nonostante i cambiamenti nel modo in cui le persone cercano informazioni online, Google mantiene una posizione dominante:
- Il 95% degli utenti ChatGPT visita anche Google
- Tra i 16-24 anni, la quota di utenti che inizia le ricerche su Google è cresciuta di 500 punti base
La preferenza di Google nel funnel e-commerce è in crescita, a discapito di Amazon
Il dato più interessante? Google ha 9 volte il traffico di ChatGPT. Anche nel contesto dell’AI, la scala e l’infrastruttura restano un vantaggio competitivo ineguagliabile.
Gemini e la strategia AI: il vero vantaggio competitivo
L'accelerazione di Gemini è stata notevole nel secondo trimestre 2025:
- Crescita utenti attivi giornalieri: +3.128%
- Crescita App Store download: sopra la media del settore
- Migrazione utenti dalle AI minori verso l’ecosistema Google
Con OpenAI che inizia a usare Google Cloud per ChatGPT, si conferma un’inversione di tendenza: il vero vincitore dell’infrastruttura AI potrebbe essere proprio Alphabet, nonostante la narrativa dominante sugli sfidanti.
Prospettive post-trimestrale: target a 215$ e potenziale breakout
KeyBank ha recentemente alzato il target price di Alphabet a 215 dollari, stimando:
- Ricavi trimestrali a 94,6 miliardi
- Acceleration su AI, YouTube, Search e Cloud
- Efficientamento sui costi e margini in espansione
A livello tecnico, il titolo ha superato la soglia dei 150 dollari e sta costruendo una solida base per un breakout verso i 200$. Se la trimestrale dovesse confermare i numeri attesi e la narrativa AI si rafforzasse, Alphabet potrebbe aprire una nuova gamba rialzista.
Considerazioni finali
Alphabet è molto più che un motore di ricerca; è una macchina da profitti, un laboratorio di innovazione e, sempre più, un attore dominante nel futuro dell’intelligenza artificiale. Con una valutazione ancora moderata, margini in crescita e segmenti alternativi in pieno sviluppo, Google si presenta al prossimo earnings con tutte le carte in regola per stupire.
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