
Howard Marks, tra le voci più autorevoli della finanza mondiale, ha posto una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: perché i prezzi degli asset continuano a salire nonostante lo scenario macroeconomico resti fragile?
Inflazione ancora sopra gli obiettivi, tassi d’interesse elevati e segnali di crescita incerta non sembrano intaccare la spinta rialzista delle Borse. Secondo Marks, il vero pericolo nasce dall’illusione che le condizioni attuali possano durare per sempre. È proprio questo eccesso di ottimismo a gonfiare le bolle speculative.
L’investitore non prevede un crollo immediato, ma evidenzia una sorta di “zona di comfort” che ha reso i mercati compiacenti. Dopo oltre un decennio di rendimenti straordinari, senza correzioni significative, la psicologia degli investitori è cambiata: sempre più capitale confluisce sulle azioni, anche a valutazioni elevate.
Lo scenario ricorda la fine degli anni ’90, quando il rally sembrava inarrestabile prima dello scoppio della bolla. Da qui il monito di Marks: non inseguire acriticamente il momentum, ma puntare su società capaci di durare nel tempo, grazie a scala globale, innovazione reale e solidità finanziaria.
Qui di seguito i 3 titoli che, secondo Howard Marks, possono resistere nel tempo.
Microsoft: il colosso che plasma la rivoluzione dell’IA

La prima azienda che risponde al profilo individuato da Marks è Microsoft (MSFT). Da sempre pilastro del software enterprise, negli ultimi due anni il gruppo guidato da Satya Nadella ha compiuto un passo decisivo: integrare l’Intelligenza Artificiale generativa in ogni area del proprio ecosistema.
Dalla suite Microsoft 365 a Copilot, fino ad Azure, l’IA non è più un semplice accessorio, ma la base del modo in cui le imprese operano. I numeri lo confermano: i ricavi Azure sono cresciuti di circa il 40% anno su anno, superando le stime degli analisti e dimostrando l’efficacia della strategia.
Ciò che rende Microsoft unica è la combinazione di innovazione e stabilità. Molte società tech cavalcano l’hype, mentre il gigante di Redmond conquista adozione reale: i clienti scelgono Azure non solo per l’IA, ma anche per sicurezza e affidabilità della sua infrastruttura cloud.
Con un bilancio quasi inattaccabile e 100 miliardi di dollari di liquidità, Microsoft rappresenta l’opposto dell’“overpriced mediocrity” denunciata da Marks. Le prospettive restano enormi: l’IA è ancora agli inizi, il cloud continua a espandersi e la capacità del gruppo di scalare a livello globale rafforza il suo ruolo di leader.
Analisi Tecnica del Titolo Microsoft (MSFT)
Il titolo Microsoft ha registrato negli ultimi mesi un trend rialzista ben definito, sostenuto dalla crescita del cloud e dall’integrazione dell’IA nei suoi prodotti.
- Supporti chiave: area $390–400, coincidente con la media mobile a 100 giorni. Una rottura sotto questi livelli potrebbe aprire spazio a ulteriori ribassi fino a $365.
- Resistenze: la soglia psicologica di $450 rappresenta il primo target rialzista, con possibile estensione verso $475 in caso di break-out deciso.
- Trend: positivo nel medio termine, con volumi in aumento durante le fasi di accumulo, segnale di forte interesse istituzionale.
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Alphabet: il gigante sottovalutato che continua a sorprendere

Il secondo nome è Alphabet (GOOGL), spesso sottostimato dagli investitori nonostante la sua forza diversificata.
Molti temevano che i chatbot potessero erodere il dominio di Google nella ricerca. I dati raccontano un’altra storia: i ricavi da search sono cresciuti a doppia cifra, segno che utenti e inserzionisti riconoscono ancora un valore unico alla piattaforma.
Parallelamente, YouTube si conferma un colosso: pubblicità in forte espansione e abbonati Premium in costante crescita hanno portato i ricavi pubblicitari della piattaforma a rivaleggiare con Netflix, con un dominio indiscusso nello streaming.
Ma la vera sorpresa è Google Cloud, cresciuta di oltre il 30% anno su anno, con un backlog da 108 miliardi già contrattualizzati e una redditività in rapido miglioramento. Alphabet, in questo segmento, non vende solo potenza di calcolo: fornisce l’infrastruttura indispensabile a tutte le aziende che vogliono sfruttare l’IA, diventando l’equivalente del “vendere pale in una corsa all’oro”.
Tra progetti futuristici come Waymo e gli enormi investimenti in data center e chip proprietari, Alphabet si conferma un titolo capace di unire solidi flussi di cassa a potenziale trasformativo.
Analisi Tecnica del Titolo Alphabet (GOOGL)
Alphabet mostra un andamento solido, con il business cloud e YouTube come principali driver di crescita.
- Supporti chiave: zona $165–170, corrispondente ai minimi recenti e al supporto dinamico della media mobile a 200 giorni.
- Resistenze: area $190–195, livello che in passato ha respinto più volte i prezzi. Un superamento confermato potrebbe aprire la strada a $210.
- Trend: neutrale-rialzista. I volumi mostrano rotazioni settoriali, ma la struttura rimane costruttiva fintanto che il prezzo resta sopra i $165.
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Amazon: dalla logistica all’assalto al settore grocery

Il terzo protagonista è Amazon (AMZN), società che ha costruito il suo successo reinventando interi settori. Oggi il gruppo punta su un mercato da 940 miliardi di dollari, ancora poco digitalizzato: il grocery.
Con l’espansione della consegna gratuita in giornata di prodotti alimentari freschi in oltre 2.300 città, Amazon rafforza l’ecosistema Prime, dove i membri spendono già più del doppio rispetto ai non abbonati. I primi test dimostrano che i clienti grocery interagiscono con la piattaforma con frequenza doppia, alimentando non solo le vendite retail ma anche il business pubblicitario, tra i più redditizi del gruppo.
La strategia è chiara: sfruttare la verticale integrazione che differenzia Amazon dai concorrenti. Walmart utilizza i negozi fisici come hub, Instacart si affida a partnership esterne, mentre Amazon controlla end-to-end tecnologia, logistica e customer experience.
L’impegno è massiccio: oltre 4 miliardi di dollari di investimenti per estendere la copertura nelle aree rurali, con l’obiettivo di triplicarla entro il 2026. Una mossa che sembra meno un azzardo e più il naturale proseguimento di una storia fatta di disruption trasformata in leadership.
Analisi Tecnica del Titolo Amazon (AMZN)
Amazon si trova in una fase di consolidamento dopo un forte rally, con grande attenzione al business pubblicitario e all’espansione nel grocery.
- Supporti chiave: area $160–165, supporto tecnico e psicologico di medio periodo. Una rottura sotto tale livello porterebbe i prezzi verso $145.
- Resistenze: la zona di $185–190 è il primo ostacolo da superare per riprendere il trend rialzista. Sopra i $190 il titolo potrebbe puntare verso $210.
- Trend: laterale con bias rialzista. La forza relativa rispetto al Nasdaq rimane positiva, confermando la buona resilienza del titolo rispetto ad altri big tech.
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Conclusione: tre colossi contro la bolla
Le parole di Howard Marks rappresentano un invito a guardare oltre l’euforia e a distinguere ciò che ha basi concrete da ciò che è puro entusiasmo di mercato. La sua analisi mette in evidenza che non tutte le valutazioni elevate sono giustificate, ma che esistono aziende capaci di trasformare la crescita in valore reale e duraturo.
Microsoft, Alphabet e Amazon non sono soltanto tre colossi tecnologici: incarnano modelli di business resilienti, innovazione continua e una forza finanziaria che permette di affrontare con sicurezza anche fasi di volatilità. Chi decide di concentrare la propria attenzione su titoli di questa qualità non si limita a inseguire mode passeggere, ma costruisce le basi per un portafoglio più solido e proiettato verso il futuro.
Il messaggio è chiaro: quando il mercato mostra segni di euforia, il vero vantaggio competitivo appartiene a chi sa selezionare realtà con fondamentali indiscutibili. E questo è il momento giusto per cogliere l’opportunità di seguire con convinzione i segnali più forti, trasformando il rischio percepito in un’occasione di crescita concreta.
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