
Quando i mercati crollano, la maggior parte degli investitori fugge. Eppure, secondo il gestore di fondi americano Bill Ackman, proprio quei momenti rappresentano le fasi più favorevoli per costruire ricchezza solida e duratura.
In questo approfondimento scopriremo come le crisi possano trasformarsi in straordinarie opportunità, se affrontate con la giusta strategia e disciplina.
- 1. Perché i crolli di mercato non vanno temuti
- 2. La regola dell’incertezza: perché il caos genera valore
- 3. La strategia di Ackman: 3 principi per accumulare ricchezza
- 4. Esempi concreti: quando il coraggio paga
- 5. Il fattore psicologico: investire controcorrente
- 6. L’importanza dell’analisi tecnica e dei dati storici
- 7. Come applicare la strategia nella vita reale
- 8. Perché costruire ricchezza è diverso da speculare
- 9. Conclusione
Perché i crolli di mercato non vanno temuti
Ogni investitore, principiante o esperto, teme il giorno in cui la borsa crolla. Notizie di recessioni, crisi finanziarie o eventi geopolitici scatenano ondate di panico. In quei frangenti i listini possono perdere anche il 30-40% in poche settimane.
Eppure, la storia dimostra che le crisi non sono mai permanenti. Dal secondo dopoguerra a oggi, l’indice S&P 500 ha affrontato più di dieci recessioni, diverse crisi energetiche, bolle speculative e shock geopolitici. Nonostante questo, chi ha mantenuto la rotta e continuato a investire ha visto il capitale crescere di oltre 200 volte.
Ackman sottolinea che la paura collettiva genera svalutazioni eccessive. Le azioni vengono vendute indiscriminatamente, anche quelle di aziende solide. È in quei momenti che si aprono le migliori occasioni per chi sa riconoscerle.
La regola dell’incertezza: perché il caos genera valore
Secondo Ackman, il miglior momento per investire non è quando tutto appare sicuro e lineare, bensì quando regna l’incertezza.
Durante la pandemia del 2020, i mercati persero in un mese oltre il 30%. Chi ebbe il coraggio di comprare in quelle settimane ha visto i propri investimenti salire del 60% nel giro di un anno.
Situazioni simili si sono ripetute nel 2008 e nel 2001: dopo i crolli, i mercati hanno sempre registrato recuperi spettacolari. Il motivo è semplice: i prezzi tornano rapidamente a riflettere il valore intrinseco delle aziende una volta svanito il panico.
La strategia di Ackman: 3 principi per accumulare ricchezza

Ackman non invita a speculare, ma a seguire una disciplina d’investimento strutturata. La sua formula si regge su tre pilastri fondamentali.
1. Preparazione e liquidità disponibile
Un investitore non può farsi trovare impreparato. Occorre avere sempre una riserva di liquidità pronta per intervenire durante i momenti di panico. Questo significa non essere completamente investiti, ma mantenere una quota “dry powder” da utilizzare in caso di crisi.
2. Puntare solo su aziende con vantaggi competitivi duraturi
Non tutte le azioni in saldo meritano attenzione. Ackman consiglia di concentrare gli acquisti su società che godono di un vantaggio competitivo sostenibile (il cosiddetto economic moat di Warren Buffett).
Esempi di aziende con queste caratteristiche:
- Amazon, che controlla circa il 40% dell’e-commerce statunitense.
- Costco, con un modello di abbonamento che fidelizza milioni di clienti.
- Hilton, leader globale nel settore alberghiero.
- Uber, che beneficia di forti effetti di rete.
Il test di Ackman è diretto: “Se domani questa azienda sparisse, la vita di milioni di persone cambierebbe davvero?”. Se la risposta è sì, significa che l’azienda è essenziale e difficilmente sostituibile.
3. Solidità finanziaria e bilanci robusti
Un altro aspetto cruciale è la capacità di resistere nelle fasi di crisi. Aziende con bassi livelli di debito, flussi di cassa costanti e accesso a capitali possono affrontare le recessioni senza sacrificare gli investimenti a lungo termine.
Nel 2020, società come Lowe’s e Chipotle non solo superarono la crisi, ma uscirono più forti perché avevano bilanci in ordine.
Esempi concreti: quando il coraggio paga
Il caso General Growth Properties (2009)
Durante la Grande Recessione, Ackman investì in General Growth Properties (GGP), una delle più grandi società immobiliari statunitensi. In quel momento l’azienda era in bancarotta, ma Ackman vide il valore nascosto nei centri commerciali di qualità.
Comprò azioni a prezzi stracciati e, qualche anno dopo, il suo investimento da 60 milioni di dollari si trasformò in oltre 1,6 miliardi. Un ritorno superiore a 26 volte il capitale.
La scommessa sul 2020
Allo scoppio della pandemia, Ackman fece una scommessa da 27 milioni di dollari prevedendo il crollo del mercato. In meno di un mese incassò 2,6 miliardi. Ma non si fermò: reinvestì parte della liquidità acquistando titoli “blue chip” in saldo, come Hilton e Lowe’s, moltiplicando ulteriormente i guadagni.
Il fattore psicologico: investire controcorrente

Uno degli aspetti più complessi della strategia di Ackman non riguarda l’analisi dei bilanci o la scelta dei titoli, ma la gestione delle emozioni. I mercati finanziari sono guidati in gran parte dalla psicologia collettiva, e quando la paura domina, gli investitori tendono a comportarsi in modo irrazionale.
Comprare durante i ribassi richiede la capacità di andare contro la massa. Mentre i telegiornali diffondono titoli catastrofici e gli indici scivolano di giorno in giorno, la tentazione naturale è vendere per “limitare le perdite”. Ackman, al contrario, sottolinea che proprio in quei momenti si nascono le occasioni più redditizie.
Per riuscire a investire in queste fasi servono tre qualità essenziali:
- Pazienza: i mercati possono rimanere depressi per settimane o mesi. Chi ha fretta di rivedere i rialzi rischia di abbandonare la posizione troppo presto.
- Coraggio: quando tutto intorno suggerisce di vendere, bisogna avere la forza di comprare, accettando la possibilità di sembrare “in torto” nel breve termine.
- Disciplina: la preparazione deve essere fatta prima della crisi. Avere già pronta una lista di aziende solide da acquistare elimina l’incertezza del momento e riduce l’impatto delle emozioni.
Un aspetto spesso sottovalutato è che la solitudine è parte integrante dell’investimento controcorrente. Chi compra durante un crollo lo fa in un contesto in cui la maggioranza vende. Ciò significa tollerare critiche, incomprensioni e la sensazione di “remare controvento”. Tuttavia, la storia dimostra che è proprio chi ha il coraggio di prendere decisioni impopolari a costruire i patrimoni più consistenti nel lungo periodo.
L’importanza dell’analisi tecnica e dei dati storici
Accanto alla valutazione fondamentale delle aziende, Ackman invita a osservare anche i dati storici e l’analisi tecnica per comprendere i pattern ricorrenti dei mercati.
I grandi ribassi non avvengono casualmente, ma seguono schemi simili:
- Fase di euforia: i prezzi raggiungono valutazioni estreme, spesso scollegate dai fondamentali.
- Shock o evento esogeno: un fattore esterno (crisi finanziaria, pandemia, guerra commerciale) innesca il panico.
- Vendite indiscriminate: la paura porta a liquidare posizioni senza distinguere tra aziende solide e fragili.
- Rimbalzo: una volta dissipato il panico, i mercati recuperano rapidamente terreno.
L’analisi dei dati storici aiuta a capire che ogni crisi passata ha lasciato spazio a nuove fasi di crescita.
- Nel 2008, l’S&P 500 perse il 50% del suo valore, toccando minimi che sembravano irreversibili. Eppure, nei successivi 18 mesi, l’indice recuperò oltre il 150%.
- Nel 2020, il crollo del 34% fece pensare a una depressione globale. Eppure, grazie alla resilienza delle aziende e agli stimoli fiscali e monetari, il mercato recuperò in tempi record.
Dal punto di vista tecnico, i momenti di “iper-venduto” sugli indici (misurati con indicatori come RSI o MACD) coincidono spesso con le migliori opportunità d’acquisto. Non si tratta di strumenti infallibili, ma forniscono un supporto utile per riconoscere i livelli in cui il panico è eccessivo.
Come applicare la strategia nella vita reale
Applicare il metodo di Ackman non significa replicare operazioni miliardarie, ma adottare i principi fondamentali nella propria strategia personale. Anche un piccolo risparmiatore può trarne beneficio se agisce con metodo.
Ecco alcuni approcci concreti per gli investitori:
- Creare un fondo di liquidità: destinare una percentuale (ad esempio il 10-20%) del portafoglio a capitale disponibile, da utilizzare solo durante i ribassi più marcati.
- Diversificare con ETF: strumenti come ETF sull’S&P 500 o sull’MSCI World permettono di acquistare l’intero mercato globale quando i prezzi sono in saldo. Questo riduce il rischio di scegliere singoli titoli sbagliati.
- Identificare aziende target: stilare una lista di società con brand forti, vantaggi competitivi e bilanci solidi, da monitorare in attesa di un prezzo favorevole.
- Analizzare la propria tolleranza al rischio: non tutti gli investitori reagiscono allo stesso modo davanti alla volatilità. Capire quanto si è disposti a sopportare in termini di oscillazioni evita decisioni impulsive.
Un esempio pratico: durante il crollo del 2020, molte aziende italiane come Enel, Intesa Sanpaolo o Ferrari scesero di oltre il 30%. Chi aveva liquidità pronta e fiducia nei fondamentali ha potuto acquistare a prezzi che non si sono più ripetuti, beneficiando della ripresa nei mesi successivi.
Perché costruire ricchezza è diverso da speculare
La filosofia di Ackman non è basata sulla speculazione a breve termine, ma sulla costruzione graduale di ricchezza. La differenza è sostanziale:
- Speculare significa cercare guadagni rapidi, spesso scommettendo su movimenti di prezzo a breve termine. È un approccio ad alto rischio che raramente porta risultati duraturi.
- Costruire ricchezza implica investire in aziende solide, reinvestire i dividendi e lasciare che il tempo e l’interesse composto facciano il loro lavoro.
Un portafoglio costruito con logica Ackman punta a crescere negli anni, non nei giorni. La chiave è acquistare società con fondamentali robusti a prezzi scontati e mantenerle nel lungo periodo.
Un esempio illuminante è quello degli investitori che hanno comprato Apple o Amazon nei primi anni 2000. Nonostante forti oscillazioni di mercato, chi ha mantenuto le azioni per 15-20 anni ha visto crescere il proprio capitale di decine di volte.
Costruire ricchezza significa dunque accumulare asset di qualità, ridurre i rischi legati all’emotività e sfruttare il potere della capitalizzazione nel tempo.
Conclusione
La lezione di Bill Ackman è chiara: le crisi non sono da temere, ma da preparare. Ogni crollo di mercato è un’occasione straordinaria per chi sa mantenere lucidità, pazienza e disciplina.
Costruire ricchezza non è questione di fortuna o di tempismo perfetto, ma di:
- Prepararsi in anticipo con una strategia chiara.
- Riconoscere i momenti di massimo panico come opportunità.
- Investire solo in aziende resilienti con vantaggi competitivi e bilanci solidi.
- Avere la forza di andare controcorrente, anche quando sembra che il mondo stia crollando.
In definitiva, non si tratta di evitare le tempeste finanziarie, ma di imparare a sfruttarle come vento a favore. La vera ricchezza si costruisce nei momenti in cui la maggioranza si arrende: chi sa restare saldo in quelle circostanze getta le basi per un futuro finanziario stabile e prospero.
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