Analisi dei mercatiNessuna nazione vuole accedere al MES. Ecco perché

Nessuna nazione vuole accedere al MES. Ecco perché

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) è un meccanismo ormai obsoleto e mette a rischio la sovranità dei membri dell’Unione Europea. Il rischio di diluizione, l’aumento dei costi di rifinanziamento del governo e la stigmatizzazione sono alcune delle minacce che si troverebbero ad affrontare i Paesi che ne fanno ricorso per ottenere fondi a un tasso di interesse minore. Alle nazioni europee conviene raccogliere fondi sul mercato dei capitali piuttosto che chiedere un prestito al MES.

Il MES ha separato le opinioni dei cittadini. Da una parte, in molti si domandano perché una nazione europea non debba approfittare dell’opportunità di finanziarsi a basso costo con il MES. Dall’altra, va specificato che questa non è un’attività di beneficenza a sostegno dei più bisognosi, ma svolge un attività profittevole, come una normale banca e concede prestiti a basso costo in cambio di tasse ed impegni economici.

Come funziona il MES

Per capire perché le nazioni europee stanno decidendo di non accedere al MES è necessario capire come funziona nel dettaglio.

Come prima cosa, il MES concede fondi solo per le spese legate al Covid-19 che sono già state sostenute, il che significa che una nazione deve prima aumentare il proprio deficit fiscale per poter chiedere un prestito.

A seguire, l’ammontare massimo che una nazione può richiedere è pari al 2% del Pil del 2019[1]. Nel caso dell’Italia, dato che il Pil del 2019 era di circa 1.8 trilioni di euro, potrebbe chiedere un prestito al MES per circa 36 miliardi di euro. In più, non è possibile ricevere l’intera somma direttamente all’inizio, ma il MES prevede più tranche per la durata di circa 7 mesi, in quanto è possibile ricevere solo fino al 15% del’ ammontare del prestito alla volta.

L’Italia non potrebbe chiedere 36 miliardi di euro di fondi in quanto non ha speso tale ammontare per fronteggiare l’emergenza Covid. Fino ad ora, in base ai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Italia ha stanziato 9,5 miliardi di euro[2] per investimenti nel sistema sanitario. Inoltre, le spese riconducibili ai servizi sanitari nazionali nel 2019 ammontano a circa 114 miliardi di euro[3], ciò rende difficile per l’Italia dimostrare che il 30% del budget sanitario sia destinato esclusivamente alle spese relative al Covid-19.

Perché non ha senso accedere al MES quando un Paese può finanziarsi sul mercato dei capitali

I fondi del MES non possono essere messi a confronto con il debito sovrano per la stessa logica per cui non si potrebbero paragonare i costi di un mutuo per la casa con quelli del finanziamento per l’acquisto di una macchina. A seguire, una spiegazione delle principali differenze e del motivo per cui alle nazioni europee conviene raccogliere i fondi sul mercato dei capitali.

  • I fondi del MES sono senior rispetto ai crediti sovrani[4]. Questo porta ad un rischio di diluizione, che può influire negativamente sulla struttura del debito della nazione che ne fa ricorso. In pratica, questo significa che per ricevere 9 miliardi di euro di fondi, l’Italia deve cambiare la struttura del rimborso del debito, concedendo la priorità al MES a discapito dei creditori sovrani, i quali richiederebbero maggiori rendimenti sui titoli dato l’ingresso di nuovi creditori da dover essere rimborsati prima di loro. Quindi, il compromesso di ricevere 9 miliardi di euro a basso tasso di interesse, causando un repricing di 2 trilioni di euro di titoli di stato italiano, oltre che essere dispendioso è anche svantaggioso.
  • Il MES impone condizionalità, il debito sovrano no. Al contrario di quel che avviene sul mercato dei capitali, accedendo al MES, una nazione viene messa sotto sorveglianza speciale per garantire che il debito sia ripagato. Questo implica l’applicazione di una serie di condizioni economiche e fiscali che ne assicurano il rimborso alla scadenza.
  • I tassi di interesse sul MES sono variabili e dipendono dallo schema di finanziamento del programma. Ad esempio, la Spagna aveva fatto ricorso ai prestiti del MES nel 2013 ad un tasso di 40bps ma è arrivata a pagare fino a 100bps nel 2014 perché la strategia di finanziamento del MES è passata dall’emissione di titoli a breve termine a quelli a lungo termine[5]. Quando l’Italia emette i BTP può scegliere una scadenza conveniente e il costo del finanziamento, cosa che non potrebbe fare con il MES.
  • Il ricorso al MES potrebbe far sembrare che la nazione è finanziariamente instabile, fornendo un quadro distorto rispetto alla situazione italiana. L’Italia può accedere al mercato dei capitali senza problemi e non ha problemi di rifinanziamento.

Anche per questo i costi delle due tipologie di finanziamento non sono facilmente confrontabili. L’unico modo per valutare la convenienza del MES sarebbe metterlo a confronto con titoli con lo stesso grado di rischio. Quindi, in conclusione, un Paese sarebbe disposto a pagare di più il suo debito piuttosto che pagare il prezzo della stigmatizzazione.

Al momento, l’Italia può raccogliere fondi al tasso più basso mai visto nella storia: tassi di interesse negativi per i titoli con scadenza a 3 anni e 12bps per i titoli con scadenza a 5 anni. Nella giornata del 22 Ottobre (giorno precedente alla scrittura dell’articolo) il Paese ha emesso 8 miliardi di euro di BTP con scadenza a 30 anni a fronte dei quali ha ricevuto ordini per 90 miliardi di euro. Non sta decisamente dimostrando instabilità finanziaria e sta raccogliendo molta liquidità.

In questo contesto, i fondi del MES somigliano molto alla mela di Biancaneve: dalla forma e dal colore perfetto ma avvelenata. Dal nostro punto di vista, è chiaro che il MES si tratti di uno strumento obsoleto creato per le nazioni in difficoltà finanziaria durante la crisi bancaria del 2012.

Supponiamo che le controparti europee vogliano davvero fornire finanziamenti vantaggiosi a sostegno dei paesi più colpiti dal Covid-19. In questo caso dovrebbero riformulare la struttura del MES, come ad esempio, accettare lo stesso grado di subordinazione dei titoli in circolazione. Tuttavia, le questioni relative alla stigmatizzazione rimarrebbero uno dei problemi per le spese di finanziamento di un paese, rendendo il MES ancora impraticabile.

Con la nuova ondata di coronavirus che sta colpendo l'Europa, l'UE potrebbe non avere alternative piuttosto che emettere strumenti di debito congiunti e sbarazzarsi di un tale strumento obsoleto.

Note a supporto

[1] https://www.consilium.europa.eu/media/44011/20200508-pcs-term-sheet-final.pdf

[2] https://www.mef.gov.it/covid-19/Sanita-e-Protezione-Civile/

[3] https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=4752&area=programmazioneSanitariaLea&menu=d

[4] Paragraph 6.2.1,b.: https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/general_terms_15122015_clean.pdf

[5] https://www.esm.europa.eu/financial-assistance/lending-rates

Analisi curata da Althea Spinozzi per BG SAXO. Altre informazioni su www.bgsaxo.it

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Amministratore e CEO del portale www.doveinvestire.com, Simone Mordenti è anche analista finanziario e trader con oltre 25 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, con particolare attenzione agli investimenti su indici di borsa e azioni, grazie al confronto diretto con professionisti del settore. Animato da una solida passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica applicata ai mercati finanziari, da diversi anni è attivo nel giornalismo finanziario su numerosi portali specializzati, dove opera come analista tecnico e trading advisor.
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