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Spread: Italia più sicura della Spagna

Il sorpasso degli ultimi mesi della Spagna in termini di affidabilità ci aveva fatto male. Lo spread italiano sembrava fuori controllo mentre quello spagnolo, seppur molto alto, sembrava potesse tenere meglio. Il giudizio dei mercati era inequivocabile: la Spagna è un paese più sicuro (dal punto di vista finanziario) dell’Italia. Chi nutriva dei dubbi allora è stato prontamente accontentato perchè, finalmente, sono venuti fuori i veri valori in campo che permettono di non prendere in considerazione il solo debito pubblico, ma un insieme di fattori che ci vedono favoriti rispetto alla Spagna.

Nelle ultimissime settimane oltre a ridurre ampiamente lo spread nei confronti del bund tedesco siamo riuscito a ricoprire la distanza che ci separava dalla Spagna. Anche oggi, in un contesto di mercato nervosissimo a causa della scadenza relativa agli investitori privati in possesso di titoli greci (in pratica gli investitori privati hanno tempo fino ad oggi per decidere se accettare una perdita del 74% oppure rifiutare l’accordo… in quel caso Atene potrebbe rischiare il default incontrollato) lo spread italiano sta performando molto meglio di quello spagnolo che è aumentato di quasi il 4% a quota 327 punti base contro i nostri 320 punti.

C’è poi da aggiungere che il premier Mariano Rajoy ha annunciato che non rispetterà il tetto del deficit di bilancio fissato dall’unione europea a quota 4,4% e che la Spagna farà registrare, per il 2012, un deficit del 5,8% (in calo rispetto all’8,5% dell’anno precedente ma molto più alto del target del 4,4% fissato dall’UE).

Si tratta della prima volta che accade una cosa del genere, ossia che un paese membro, importante come la Spagna, si rifiuta di rispettare i parametri imposti dall’Unione Europea e impone i propri. Ovviamente c’è anche da considerare il fatto che ci troviamo ad attraversare un contesto difficilissimo, pertanto misure eccezionali servono per affrontare le problematiche così particolari.

Anche analizzando gli ultimi dati relativi all’economia dei due paesi, diffusi nelle ultime settimane, si possono spiegare molte cose. Tanto per fare un esempio il debito pubblico dei 2 paesi è pari, rispettivamente, al 120% del pil per l’Italia e al 71% del pil per la Spagna. Tuttavia se consideriamo anche il debito privato (come andrebbe fatto per calcolare l’indebitamento totale di un singolo stato) il risultato si ribalta con l’Italia che si ferma ad un valore prossimo del 330% del pil contro il 390 della Spagna.

Inoltre il deficit della Spagna è decisamente più alto di quello italiano tant’è che, come abbiamo detto sopra, il premier spagnolo ha annunciato che non riuscirà a rispettare il tetto fissato dall’Ue. Insomma sembra che i valori in campo si siano ristabiliti ma sarebbe nell’interesse di tutti che entrambi i paesi riuscissero a migliorare velocemente i propri conti per scongiurare il pericolo di un eventuale contagio che, purtroppo, non è ancora possibile escludere del tutto.

Articolo realizzato da: Stefano Schirru di Economyonline.it


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