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Gli investitori italiani rinunciano ai propri legittimi profitti

Un nuovo rapporto stilato dal GOAL Group, lo specialista leader nei servizi di recupero fiscale, rivela che 17,39 miliardi di dollari (12,24 miliardi di euro) dei legittimi profitti degli investitori globali derivanti da azioni e obbligazioni transfrontaliere andranno probabilmente a mancare dagli utili dello scorso anno a causa del mancato corretto recupero della ritenuta d’acconto sui dividendi e sui redditi.

Si tratta circa di un quarto di tutte le imposte recuperabili sui titoli transfrontalieri. Gli investitori statunitensi hanno sofferto le perdite maggiori, con la rinuncia a 3,16 miliardi di dollari (2,22 miliardi di euro), seguiti dal Regno Unito (1,65 miliardi di dollari/1,16 miliardi di euro) e dal Giappone (1,33 miliardi di dollari/936 milioni di euro). Anche gli investitori italiani hanno rinunciato a 424 milioni di dollari (298 milioni di euro) dei propri legittimi profitti.

Dal momento che le partecipazioni azionarie transfrontaliere sono divenute sempre più frequenti, le perdite di profitto dovute a imposte non recuperate hanno vissuto un tasso significativo di aumento a partire dal 2005, anno in cui era stata effettuata da GOAL l’ultima analisi della situazione.

Secondo quanto riportato dalle statistiche del Fondo Monetario Internazionale e dalle borse valori globali, la capitalizzazione del mercato dei titoli azionari globali ha visto un aumento del 79% tra il 2001 e il 2009, mentre il valore degli investimenti in azioni transfrontaliere è aumentato del 163% durante lo stesso periodo. Le partecipazioni azionarie transfrontaliere sono pertanto aumentate a un tasso pari all’incirca al doppio di quello di mercato.

Il 2010 ha visto inoltre una rivitalizzazione dei pagamenti dei dividendi azionari dovuta alla crescita dei mercati, una tendenza che continuerà probabilmente nel 2011 in un clima di maggiore fiducia da parte delle aziende e di ripresa economica. Contemporaneamente, il valore delle obbligazioni quotate sui mercati globali è aumentato nel corso del decennio. Alla luce della crescente popolarità acquisita dai pagamenti dei dividendi e dai titoli transfrontalieri, le imposte non recuperate continueranno ad aumentare a meno che i livelli di recupero non migliorino.

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Il reddito derivante dai titoli transfrontalieri è soggetto a una ritenuta d’acconto nel Paese di origine, ma una parte di tale imposta può essere recuperata dai depositari per conto dei clienti. Molti dei principali depositari hanno già riconosciuto l’apertura del mercato rappresentata dai servizi di recupero fiscale, sia per i clienti FM sia come opportunità di servizi interbancari. Ma con circa il 25% di ritenute d’acconto recuperabili, ma mai recuperate ogni anno all’interno dei sistemi fiscali stranieri, ai depositari è stata offerta un’evidente opportunità di incrementare la portata e l’efficienza dei servizi di recupero.

Stephen Everard, CEO presso GOAL Group, commenta: “Visto che l’economia globale continua ad assumere maggior forza, le società sono impazienti di dimostrare agli investitori, tramite i pagamenti dei dividendi, di essersi lasciate alle spalle la crisi finanziaria e di trovarsi in piena ripresa nel 2011. Gli investitori più abili stanno adottando sempre più una strategia di investimento globale per ottimizzare i propri profitti derivanti dai titoli, sia azioni che obbligazioni. Ma una parte sostanziale dei loro legittimi profitti rischia di languire all’interno di regimi fiscali esteri se il recupero della ritenuta d’acconto non verrà trattato con la dovuta attenzione”.

“Tutti gli attori nella comunità dei gestori di fondi dovrebbero considerare seriamente il problema e fare tutto il possibile per migliorare i rendimenti degli investitori. La tecnologia, ampiamente disponibile ai giorni nostri, è in grado di espletare in maniera automatica il compito altamente complesso del recupero delle ritenute d’acconto, un processo che dovrà incorporare dati, formati e procedure di tipo variabile provenienti da una molteplicità di legislazioni a livello mondiale. Pertanto non sussiste alcuna scusa per i gestori del fondo e i depositari per non sfruttare questi servizi tecnologici a beneficio dei loro clienti investitori”.

Metodologia
Il GOAL Group ha combinato le proprie informazioni proprietarie sulle aliquote di recupero delle ritenute d’acconto con un’ampia gamma di fonti globali relative agli investimenti in portafoglio estero e ai pagamenti dei dividendi su diversi mercati in tutto il mondo. Queste informazioni sono state quindi utilizzate, insieme a informazioni aggiornate sul quadro complesso delle aliquote sulle ritenute d’acconto/recuperabili di ogni Paese, per calcolare gli importi attuali rimasti non recuperati, sia globalmente sia nei singoli Paesi dove si trovano le maggiori comunità di investitori.


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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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