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Le reazione dei mercati finanziari nelle giornate dopo l’attentato terroristico di Parigi

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La reazione fortemente rialzista dei mercati azionari nella seduta di ieri non deve stupire coloro che hanno esperienza operativa di giornate di borsa successive ad atti terroristici (con esclusione di quello sulle torri gemelle), che spesso subito dopo l’apertura hanno generato importanti movimenti di recupero.

La motivazione psicologica, e non solo tecnica, consiste nel fatto che sul panico eccessivo entrano sempre sistemi tecnici a tutela di determinati livelli, soprattutto su un trend borsistico che aveva già un po’ fatto vedere delle prese di profitto degli eccessi di volatilità (sul VIX‬ in primo luogo, salito in tre sedute della scorsa settimana di oltre 25% del sui minimi).

Come dicevamo ieri c’era, è vero, timore di vedere rifugio sull’oro‬ e sui titoli di Stato; ma questi ultimi rendono poco, e ci paiono a prezzi molto tirati, mentre per loro la debolezza intrinseca dell’‪Euro‬ non ne ha favorito più di tanto il recupero.

In pre-apertura borse europee, si è cominciato a vedere un recupero delle principali valute verso yen‬; era intuibile il desiderio dei professionisti di attingere risorse da carry trade per dare un sostegno mercato azionario e infastidire nuovamente i piccoli operatori emotivi, che magari avranno sicuramente aperto molti short sul panico. Questa conferma del fatto che in ogni caso l’operatività sui principali indici non può essere scevra da un’osservazione attenta di movimenti sui cambi correlati all’azionario.
La reazione dei mercati è stata robusta e degna di nota, ma giova ricordare comunque che se da un lato il VIX ha toccato un massimo molto importante (dal quale si sono visti visibili vendite di protezione in cambio di acquisto di rischio) dall’altro lato i temi dominanti, che fino alla scorsa settimana erano quelli dei Qe europeo e della restrizione monetaria prossima ventura degli Stati Uniti, si arricchiscono ancora una volta di una variabile veramente difficile da quantificare per la sua incidenza sui prezzi di tutti mercati.

La seduta odierna pare improntata all’evidenza di fenomeni di ricopertura (i volumi ieri, e anche in queste prime due ore di contrattazione, non sono eccessivi).
Il trend di consolidamento rialzista andrebbe ad interrompersi sotto quota 10.810/10817 di Dax‬, 3395/3398 di ‪Eurostoxx‬ e 21.925/21950 di ‪Fib‬. La forza del rialzo mercati europei è superiore a quella che stiamo osservando sui futures USA: qui è molto probabile che giochi a sfavore dei mercati americani la forza del dollaro, alimentato tecnicamente dalla rottura di area 1,0700 sul cross euro/dollaro dove sono saltati molti stop.
Questo deve indurre a necessaria accortezza perché, al di là del quadro preoccupante e comunque incerto sul piano geopolitico, nel pomeriggio escono trimestrali americane come ‪WalMart‬ e HomeDepot‬. Sono aziende che misurano la temperatura dei consumatori, e quindi i loro numeri saranno poi dei buoni proxy per la politica sui tassi che la ‪#‎Fed‬ dovrà adottare da qui a qualche settimana.
Le zone di 10.900/10.935, 3428/3434, 22.100/22.170 rispettivamente per Ger30, Euro50, Ita40 sono da monitorare come livelli di resistenza.

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Giovanni Lapidari per ActivTrades

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