Cosa dice la legge sugli immobili situati all’estero, quanto sono le tasse da pagare

Dopo aver intraprese l’argomento IMU, tabelle e strumenti di calcolo, oggi facciamo chiarezza sulle novità introdotte nel decreto sulle semplificazioni fiscali per quanto riguarda l’imposta sugli immobili situati all’estero.

L’articolo 19, comma 13, del d.l. 201/2011, dice che l’imposta unica è applicata anche al valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche che risiedano nel territorio dello Stato.

L’imposta sarà dovuta in maniera proporzionale alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, con misura di 0,76 punti percentuali sul valore degli immobili costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e in base al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

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Tale decreto prevede che l’imposta sugli immobili all’estero non sia dovuta se l’importo complessiva della stessa imposta non supera i 200 euro, la stessa franchigia di imposta prevista per l’imposta municipale unica.

E’ prevista una disposizione per la determinazione della base imponibile degli immobili ubicati in Paesi appartenenti all’Unione Europea e in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europea che garantiscono un adeguato scambio di informazioni. Per questi immobili il valore da adottare è quello utilizzato nel Paese estero ai fini dell’assolvimento di eventuali imposte sul patrimonio.

Il decreto prevede infine la possibilità di poter scomputare un credito d’imposta pari alle eventuali imposte di natura patrimoniale o reddituale che gravano sullo stesso immobile, che non sia stato già detratto ai sensi della procedura prevista dal Testo Unico sulle Imposte sul Reddito, per evitare una doppia imposizione internazionale sul bene immobile collocato oltre confine.
Fonte: iocomprocasa.com


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