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Giusta tassazione Forex

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Dopo aver chiarito in termini di legge quale sia la tassazione su Opzioni binarie, prendiamo oggi in esame la tassazione Forex.

Le tasse nel forex, come per le opzioni binarie, sono state fino a qualche anno fa un questione poco chiara. C’è chi riteneva che nel forex le tasse non dovessero essere pagate, inoltre affidandosi ad un broker forex estero, nessuno si prendeva la preoccupazione sul fattore tasse. In questo modo, il broker essendo estero e non avendo alcuna responsabilità verso i clienti e lo stato in cui risiedono, non aveva alcun interesse a fornire le informazioni riguardanti fisco e alle tasse. L’unica informazione data dal broker è che ogni cliente dovrà pagare le tasse nel proprio paese informandosi dal proprio commercialista.

Tutto questo oggi cambiato, o comunque in parte. L’Agenzia delle Entrate ha decretando a riguardo alla tassazione Forex, che paga in egual misura a tutti gli altri strumenti finanziari, cioè il 20% sui profitti.

Rimane il fatto che prima di preoccuparsi della tassazione Forex è necessario prima guadagnare soldi, che nel forex, come per gli altri strumenti finanziari, non è sempre così semplice. Bisogna prima di tutto dedicare tempo, impegno, studio come qualsiasi altro lavoro. Solo dopo aver raggiunto una buona preparazione e studiato delle valide strategie di trading potrai pensare di fare soldi con il forex.

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Ritornando al discorso iniziale sulla tassazione Forex e i broker forex, bisogna precisare che ultimamente alcuni di questi si prendono il compito di fare sostituta d’imposta. Questo vuol dire che il trader non si deve preoccupare delle tasse, ma sarà proprio il broker a pagare il dovuto sui profitti. Da un lato c’è la comodità di non aver alcuna preoccupazione verso il fisco, dall’altra invece può essere sconveniente in quanto i profitti vengono tassati mano a mano e nel conto a fine anno, che si traduce in un capitale inferiore per poter investire. Inoltre il vantaggio di pagare le tasse forex a fine dell’anno, è quello di fare una somma di tutte le operazioni chiuse in profitto e in perdita togliendo commissioni, ed eventuali altri costi avuti e pagando solamente il 20% sui profitti netti.

Visto questo è vostra scelta se optare su un broker forex con o meno sostituta d’imposta. Inoltre se la scelta è rivolta ad un broker estero, non vi è alcun problema, è solamente necessario compilare gli appositi quadri RW e RT nella dichiarazione dei redditi se i capitali movimentati (somma tra capitale in entrata e in uscita superano una certa soglia 10.000€ nell’anno solare). In qualsiasi caso queste sono informazioni che possono dare qualsiasi commercialista.

Se sei alle prime armi sul forex, non devi farti spaventare dalle tasse o dal fisco nel riguardo dei broker esteri; il forex è il mercato più grande al mondo sia per quanto riguarda transazioni che trader. Il consiglio più importante che posso darti è quello di scegliere un buon broker e di usare sempre un strategia di trading di buona qualità.

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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L’amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza.
Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore.
Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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