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CPE Trader e la certificazione trader professionale

Chi è il trader online? Un trader è quella persona che fa il trading online, cioè cerca di ottenere un guadagno in base alle oscillazioni dei mercati finanziari. Spesso lo fa come un day trader o uno scalper usando una piattaforma di trading e l’analisi tecnica.

Come si diventa trader professionista? Il trader è un investitore? I clienti dei broker sono investitori o trader? In linea di massima gli investitori investono capitali, hanno un portafoglio, hanno una visione di lungo periodo, mentre un trader che fa scalping o swing trading fa piccole operazioni e spesso molto veloci, mentre alcuni trader usano uno o più trading system.

Una nuova associazione di categoria per i trader pro, CPE Trader, sta per raggiungere importanti obiettivi: la certificazione, UNI CEI EN ISO/IE, il riconoscimento del Ministero ed un nuovo codice Ateco.

Il Mise non ha ancora riconosciuto questa CPE come associazione di categoria, ma i termini sono scaduti da mesi ed è un silenzio assenso; gli avvocati tuttavia stanno per portare in tribunale il ministro Pattuanelli ( Mise) per poter avere un riconoscimento ufficiale.

Le norme Esma come trader professionale

L’Allegato 3 del Regolamento Intermediari CONSOB, riprendendo la disciplina della MiFID2 obbliga gli intermediari e Broker a verificare il rispetto dei requisiti di legge per aprire un conto cliente professionale. Per poter concedere un conto di trading professionale un Broker con regolamentazione Europea, deve verificare che il cliente soddisfi almeno 2 dei 3 requisiti ESMA introdotti nel 2018 con la MIFID II. Questi i requisiti che il broker deve verificare:

  • Avere eseguito almeno 10 ordini con size totale di almeno 500.000 euro in ognuno degli ultimi quattro trimestri
  • Avere un portafoglio di investimenti (compresi risparmi liquidi e strumenti finanziari) che supera i 500.000 euro
  • Esperienza lavorativa di almeno un anno nel settore finanziario, in un ruolo che richiede la conoscenza dei CFD e/o del Forex

Quindi per aprire un conto professionale gli intermediari hanno l’obbligo di verificare che ci sia un portafoglio di investimento, esperienza lavorativa e volumi consistenti. Ma stiamo parlando di un trader o di un investitore professionale?

Se c’è un robusto portafoglio di investimenti e alti volumi verrebbe da pensare all’investitore; il trader infatti gestisce operazioni corte e frequenti rimanendo spesso alla fine sempre liquido. L’esperienza? Sembra valere solo quella da dipendente bancario, tuttavia ci sono anche i trader con partita Iva ed esperienza decennale. La nuova associazione professionale potrebbe portare alcune novità importanti.

CPE Trader

CPE trader è una nuova associazione professionale di categoria pronta ad arrivare alla certificazione del trader professionista; non un investitore, ma un lavoratore autonomo professionista. Una figura professionale prevista dalla legge 4/2013 e presto riconosciuta dal ministero per lo sviluppo economico ( Mise) che svolge attività di controllo e vigilanza sulle attività svolte.

Se sarà riconosciuta la nuova Associazione di Categoria, iscriverà aspiranti ed esperti Professionisti in apposite categorie; i Professionisti Certificati UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Ma qual’è la definizione di Professionista? Un ottimo riferimento arriva dal Dlgs 22 dicembre 1986 n 917, Art. 53 che così recita: “Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale”; pertanto si richiederà l’apertura di Partita Iva per svolgere l’attività di Trader Finanziario come richiesto dall’art.53. Il lavoratore sarà a sua volta identificato non come dipendente, ma Professionista autonomo con codice Ateco 74.90.99 in descrizione di: altre attività professionali NCA.

Come si vede si tratterà di un lavoratore professionista sulla base di normativa diversa dalla Mifid II.

Al fine di consolidare tale posizione professionale due strade sono concretamente evidenti: una sta nell’ottenimento della Certificazione di qualità Professionale e l’altra sta nell’appartenenza ad un’Associazione di Categoria costituita a norma di legge (4/2013). CPE Trader ha entrambe.

CPE Trader, procedura e requisiti

Il Trader per essere iscritto dovrà aver fatto per almeno un anno il Trader, e comprovarlo attraverso autocertificazione e copia dell’attività svolta in un conto presso un Broker (minimo 1 anno).

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A questo punto è iscritto quale aspirante; per accedere alla Categoria dei Trader Professionali deve frequentare un percorso formativo che dura circa 6 mesi presso una società terza (e-KingTeam LLC), la quale rilascia attestato di frequenza che permette di accedere all’esame di certificazione a tre livelli:

  • Trader Finanziario Primario,
  • Trader Finanziario Secondario
  • Trader Finanziario Professionale

La Certificazione

Q-AID organismo che rilascia la certificazione (terzo quindi, rispetto al CPE Trader e alla e-KingTeam llc che fornisce la formazione) chiede il possesso di tutti i prerequisiti necessari, titolo di studio, documenti vari, compreso quelli attinenti la frequenza al percorso formativo.

Così come stabilito dallo schema a norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, superato l’esame il Trader riceve la Certificazione, che ha durata quadriennale e rinnovo biennale. Solo a termine di tale procedura il Trader viene iscritto nell’apposita categoria del CPE Trader quale Trader Professionale Esperto, e gli viene rilasciata dal CPE Trader l’attestazione della qualità dei servizi.

Valore della certificazione

Q-AID è accreditata presso Accredia (Ente unico Italiano di Accreditamento) che è stata istituita dopo il regolamento n.765/2008 del parlamento europeo. Pertanto la Certificazione rilasciata da Q-AID in base allo schema per la certificazione dei professionisti che operano nel trading finanziario in riferimento alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012, ha valore a livello Mondiale perché è riferita a norme riconosciute da tutti gli Stati europee ed internazionali.

Buco normativo nelle direttiva

La direttiva 2014/65/UE del parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (rifusione) (Testo rilevante ai fini del SEE) (MIFID), rivolge la Direttiva stessa verso soggetti che identifica come “Investitori” al punto (12) e recita: “La presente direttiva è destinata a disciplinare le imprese la cui abituale attività consiste nello svolgere servizi e/o attività di investimento a titolo professionale. È pertanto opportuno escludere dal suo ambito d’applicazione chiunque eserciti altre attività professionali.”

Inoltre, la Direttiva e l’Allegato II, non contemplando il caso dei liberi Professionisti che nello svolgere la loro attività fanno un lavoro autonomo e non un investimento, fa emergere un “buco” normativo derivante dal fatto che il Trading online nella Direttiva è considerato un sistema per fare investimenti e non un sistema per esercitare una Professione.

La Direttiva quindi attualmente non è applicabile a Trader Finanziari Certificati, in quanto non sono investitori, ma lavoratori autonomi professionisti nel Trading Finanziario.

I Broker secondo la direttiva dovranno accertare le competenze dei Clienti ai fini dell’apertura di conti con tutele ridotte; la direttiva demanda al Broker la scelta di quale sistema utilizzare per l’accertamento, indicando infatti quale possibile, ma non obbligatorio l’uso di un test.

Le imprese di investimento saranno pertanto autorizzate a trattare tali clienti come clienti professionali purché siano rispettati i criteri e le procedure pertinenti. Tuttavia esse non presumono che tali clienti possiedano conoscenze ed esperienze di mercato comparabili a quelle delle categorie elencate alla sezione I.

La scelta del Broker

Per aprire un conto professionale presso un Broker, quest’ultimo deve accertare le competenze del richiedente. Non esista tuttavia un modo migliore della Certificazione rilasciata da un terzo rispetto al Broker cioè un Organismo accreditato per il rilascio delle certificazioni. Se il Broker decide di adottare in via esclusiva il test, proposto (non obbligatorio) nella Direttiva UE e non accettare la Certificazione UNI CEI EN ISO/IEC 17024 per valutare i Clienti è una sua scelta, non un suo obbligo.

Il Broker nello specifico può affidarsi al test proposto in Direttiva assumendosi la responsabilità diretta, oppure riconoscere quale documento valido la Certificazione rilasciata dall’Organismo di Certificazione e quindi avere una responsabilità “indiretta”. La Certificazione UNI CEI EN ISO/IEC 17024 è rilasciata da soggetto terzo accreditato è quindi solleva chiaramente il Broker da eventuali responsabilità che con il test potrebbero invece esserci circa l’apertura di conti con protezioni ridotte.

Da considerare infine ad onor del vero che in tutti i settori del tessuto sociale a livello italiano, europeo ed internazionali le Certificazioni sono riconosciute valide; per alcuni settori addirittura obbligatorie per esercitare la professione, in quanto come già detto le norme valide UNI/CEI/EN/ISO e IEC sono norme condivise e validate dagli Enti Unici di Accreditamento (Autorità) degli Stati in ambito europeo ed extraeuropeo. Tanto è vero che molti broker hanno richiesto la certificazione.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti su indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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