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Come Investire sugli Indici

Ecco una delucidazione su come investire sugli indici, anziché sulle singole azioni, come ad esempio avviene con il future sul nostro S&P MIB (spesso chiamato ancora col vecchio nome Fib).

Cerchiamo quindi di dare una spiegazione che sia il più possibile semplificata di questi strumenti, non mancando di richiamare la vostra attenzione sull’importanza di una piena comprensione degli stessi, per evitare di incappare negli enormi rischi legati alla loro compravendita.

Il problema coi derivati e la loro rischiosità sta nel fatto che si può arrivare a perdere molto più del capitale investito. Ciò rende talvolta anche difficile la comprensione del funzionamento degli stessi, anche nelle versioni più semplici (i cosiddetti plain vanilla), per non parlare poi delle complessità dei derivati strutturati e personalizzati

La cosa più importante da capire è quindi l’elevata rischiosità di questi strumenti e le ragioni della stessa, che permettono poi di controllare il rischio stesso. Tra i diversi strumenti derivati offerti dai mercati finanziari ci concentreremo sui futures, che sono poi quelli da prevalentemente utilizzati per il trading.

I futures sono contratti standard e quindi negoziabili, a differenza di quelli personalizzati (over the counter) che per la loro eterogeneità non sono scambiabili sul mercato. I futures vengono negoziati nei mercati regolamentati, nella prassi finanziaria esistono delle regole nella negoziazione e nella creazione di questi strumenti finanziari. Ad esempio, la Borsa crea dei futures e solo quelli vengono negoziati, cioè non si possono creare future aggiuntivi (cosa che invece è possibile per i forwards).

Sono strumenti molto standardizzati: ogni elemento del contratto è definito in un contratto standard e le controparti non possono modificarlo. Acquistare futures significa impegnarsi ad acquistare alla scadenza ed al prezzo prefissati l’attività sottostante. Questa può essere sia un’attività reale, ad esempio una commodity (grano, oro, metalli, caffè, ecc.) sia un’attività finanziaria. In quest’ultimo caso si parla di financial futures i cui sottostanti possono essere ad esempio una valuta (currency futures), un indice borsistico, ecc.

In estrema sintesi, questi contratti standard chiamati appunto futures, ci permettono di acquistare o vendere un indice di Borsa, esattamente come si fa con un titolo azionario. In modo analogo, si possono acquistare a vendere contratti futures sull’oro, sulle valute, sulle materie prime e così via. Aiutiamoci con un esempio. Chi volesse investire sull’indice S&P MIB, può acquistare o vendere un contratto future che ha come sottostante l’S&PMIB appunto. In particolare, presso il mercato dei derivati di borsa italiana, chiamato IDEM, sono quotati due tipologie di contratti future basati sull’indice SP MIB.
Il contratto standard e il Mini. La differenza tra i due sta nella dimensione e quindi nel valore del contratto.

Iniziamo con il Mini, più semplice da comprendere poiché assegna il valore di un euro ad ogni punto dell’S&P MIB (moltiplicatore=1). Se quindi oggi l’indice è a 20.000, il contratto mini S&P MIB avrà un valore di € 20.000. Per acquistarlo, grazie al meccanismo del margine di garanzia, non è tuttavia necessario versare per intero la somma, ma solo una parte della stessa detta appunto margine di garanzia. Se per esempio si opera in intraday, bastano circa € 1500 come margine depositato. Quindi, a patto che si chiuda la posizione entro i 30 min precedenti la chiusura delle contrattazioni, si riescono a manovrare € 20.000 disponendo soltanto di € 1500. Se invece si vuol tenere aperta la posizione anche dopo la chiusura delle contrattazioni (overnight) quindi per due o più giorni è necessario versare un margine più elevato, pari a circa il 7,5% del valore del contratto. In realtà, le richieste dei margini variano a seconda del broker tramite il quale si acquistano e vendono i futures, ma le cifre sono abbastanza standardizzate.

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La pericolosità dei future sta proprio in questo meccanismo del margine di garanzia, che spesso trae in inganno gli investitori incauti e scarsamente informati. In pratica, il valore di ciò che si è acquistato o venduto è proprio di € 20.000, non di € 1500 come alcuni sono portati a pensare. E’ questa la causa del fatto che si possono perdere molti più soldi di quelli investiti. Se ipotizziamo di aver acquistato un contratto a 20.000, che ha quindi il valore di € 20.000 anche se ne abbiamo messi solo € 1500, se l’indice scende a 18.000, nel momento in cui rivendiamo il contratto questo avrà un valore di € 18.000 e la nostra perdita sarà pari a € 2000, anche se il margine di garanzia depositato era solo pari a € 1500.

I contratti future permettono di investire al rialzo od al ribasso indifferentemente. Se, quindi, ho venduto il contratto a 20.000, che ha quindi il valore di € 20.000 anche se il margine di garanzia rimane pari a € 1500 e l’indice sale a 22.000, nel momento in cui lo riacquisteremo per chiudere la nostra posizione al ribasso la nostra perdita sarà di nuovo pari a € 2000, anche se il margine di garanzia depositato era solo pari a € 1500.

Chiaramente l’intermediario finanziario non aspetta che il valore della perdita potenziale superi quello del margine depositato e ci chiamerà per reintegrare lo stesso, con la cosiddetta margin call, nel momento in cui questo è stato eroso dalle perdite potenziali. In quel momento, si potrà decidere di reintegrare i margini garanzia con un altro versamento in contanti o liquidare la posizione prima che lo stesso margine sia completamente esaurito. Talvolta, come immaginerete, i movimenti dei mercati sono così rapidi e repentini da non permettere che si abbia nemmeno il tempo di liquidare la posizione in perdita oppure reintegrare il margine di garanzia, portando le posizioni aperte ad avere perdite ben superiore agli stessi in pochi istanti. Ciò è tanto più probabile, quanto più esigui sono i margini depositati a garanzia rispetto al valore del contratto.

E’ intuitivo che questo effetto di amplificazione possa anche giocare a nostro favore, nel caso in cui le nostre posizioni si muovano nella direzione sperata. E’ per questo che i derivati offrono potenzialità di guadagno molto elevate ma anche possibilità di perdite con conseguenze molto gravi.

Un modo per avere ben presente il tipo di transazione che si sta facendo e quello di non farsi confondere dal margine di garanzia. È quindi importante avere ben presente che si stanno investendo, per seguire l’esempio di prima, € 20.000 e non € 1500, come potrebbe sembrare. Questo elemento da solo dovrebbe aiutare il trader a comprendere e meglio valutare i rischi che sta assumendo. Purtroppo molto spesso è facile dimenticare tutto ciò e ritrovarsi a pensare di rischiare soltanto il margine di garanzia che si è versato, ma non è così.

I trader professionisti evitano di eccedere nell’utilizzo di questo strumento, cercando sempre di avere una disponibilità liquida rapportata al valore del contratto, anche se quella che viene versata con margini di garanzia è chiaramente minore. Questo metodo di money management permette di avere ben presente la reale entità dell’investimento che si sta attuando, senza farsi ingannare dall’apparente esiguità dello stesso.

Si consiglia, per chi decide di operare con i contratti future, di avere una disponibilità liquida sufficientemente rapportata al valore del contratto. Se quindi decidete di acquistare un vendere un contratto Mini legato al nostro indice S&P MIB, sarà opportuno avere una disponibilità liquida superiore a quella del margine di garanzia.

Veniamo ora al contratto standard, che ha un moltiplicatore pari a cinque. Ciò significa che ogni punto dell’indice S&P MIB vale cinque euro. Quindi se oggi l’indice è a 20.000 punti, il valore del contratto sarà pari a € 100.000 e i margini di garanzia richiesti sono € 5.000 per l’intraday e il solito 7,5% circa per le posizioni tenute oltre la chiusura. In questo caso sarà importante non dimenticare che si stanno investendo € 100.000 è non € 5.000, cosa che potrebbe essere altamente fuorviante e fonte di rischi enormi.

Chiarito tutto questo è importante comprendere come gli strumenti siano effettivamente molto comodi, proprio per il fatto che permettono di investire ad esempio su un intero indice, senza bisogno di acquistare i singoli titoli che lo compongono.

Un altro vantaggio sta negli esigui costi di intermediazione, poiché le commissioni sui future sono solitamente inferiori a quelle praticate dagli intermediari sulle azioni.

La cosa importante da considerare resta comunque la piena comprensione dell’effetto leva, ossia del meccanismo del margine di garanzia, che abbiamo cercato di spiegare e dei rischi ad esso legati. Per questo è importante capire pienamente le caratteristiche di ogni contratto future prima di decidere di investire in questi strumenti.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L’amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza.
Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore.
Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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