Nel caso in cui avessimo scelto di accendere un mutuo variabile negli ultimi anni, sicuramente attratti dalla vantaggiosissima congiuntura economica che ha permessi di mantenere bassissimi i tassi d’interesse, sarebbe utile sapere come difendersi da un eventuale rialzo dei tassi. Continua a leggere
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Con tutto quello che sta passando la nostra economia negli ultimi tempi, il mercato immobiliare in Italia sembra essere fermo, e fa fatica a rialzarsi. E di conseguenza per acquistare casa, non avendo tutti i soldi a disposizione per chiudere la transazione, sempre più famiglie fanno ricorso ad un mutuo. Continua a leggere
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Quando un consumatore sceglie il mutuo, deve scegliere anche la durata, cosa molto importante, importantissima. Continua a leggere
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Marzo all’insegna dell’aumento dei tassi di interesse per chi ha già o si appresta a sottoscrivere un mutuo a tasso variabile per l’acquisto di un immobile.
In media, infatti, si registra un aumento dei tassi di interesse di o,08 – 0,10 punti percentuali che seppur possano sembrare pochi nel lungo periodo, cioè nel periodo di riferimento di un mutuo, possono rappresentare un aumento consistente. Continua a leggere
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Il mutuo con cap è un mutuo a tasso variabile che prevede un tetto massimo oltre il quale il tasso di interesse non può salire.
Il mutuo con cap, sempre più diffuso in vista degli attesi aumenti dei tassi di interesse variabili, viene proposta da molte banche (tra cui Barcleys, Monte dei Paschi di Siena, Webank e molte altre) e sta riscontrando un discreto successo tra i consumatori. Continua a leggere
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Ecco una nuova domanda che qualche inventore ci ha posto; Dove Investire? Obbligazioni o bond?
Le aziende private e gli enti pubblici che necessitano di fondi per le proprie attività possono chiedere finanziamenti presso istituti di credito, ma anche rivolgersi al mercato dei risparmiatori, emettendo obbligazioni (spesso chiamati con il termine inglese bond). Pertanto, i risparmiatori, acquistando un titolo obbligazionario, diventano creditori dell’ente emittente, il quale, a sua volta, si obbliga a pagare interessi (anche periodici) ed a rimborsare il capitale ad una scadenza prefissata.
All’emissione, l’azienda debitrice definisce il tasso al quale il prestito è regolato, la periodicità del pagamento degli interessi e la data di scadenza per il rimborso. Continua a leggere
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Diversamente dai tempi in cui l’Italia si “arrangiava” svalutando la lira, oggi la moneta “forte”, il supereuro, ha cambiato lo scenario rendendo molto difficile investire in obbligazioni in valute estere più deboli della nostra. In pratica, scommettere in valuta estera non garantisce una rivalutazione certa, tanto che, riuscire ad annullare il rischio di cambio, è diventato difficile anche per un esperto. Continua a leggere
Scritto in Didattica di Borsa
Calano i tassi dei mutui. Raggiungono i minimi storici, ed ecco che diviene improvvisamente vantaggioso sottoscrivere un mutuo per l’acquisto di un’abitazione. Il mercato immobiliare italiano prova così a riprendersi, ed investire nel mattone continua a rappresentare un movimento sicuro.
Analizziamo, quindi, 5 motivi secondo i quali entrare oggi nel mercato immobiliare rappresenta una mossa vincente, sia per i potenziali mutuatari, che per gli investitori. Continua a leggere
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La domanda che sorge spontanea quando si è di fronte alla scelta di un nuovo mutuo è: tasso fisso o tasso variabile?
La scelta del tasso è una delle prime riflessioni di chi è alla ricerca di un mutuo per la casa. L’andamento del mercato finanziario e l’indebitamento pubblico dei principali paesi mondiali fa pensare che il tasso variabile resti più conveniente del tasso fisso. Continua a leggere
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Prezzi più bassi, tassi d’interesse ai minimi storici, istituti di credito che riaprono i rubinetti dei finanziamenti, per quanto ancora con una certa prudenza, e rinnovano la gamma dell’offerta.
Come muoversi in questo scenario? Quali sono gli elementi da tenere in considerazione? Ne abbiamo parlato con Egidio Vacchini, amministratore delegato di Progetica.
La crisi che ha attanagliato il settore immobiliare negli ultimi due anni sembra ormai aver attenuato i suoi effetti. I dati Istat sulla compravendita immobiliare nel quarto trimestre 2009, per esempio, pur esprimendo percentuali ancora negative, segnalano un calo nettamente inferiore rispetto a quello dei tre trimestri precedenti. Continua a leggere
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