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Uno degli investimenti più interessanti del momento

Le economie mondiali sono in crescita. La crisi economica non è ancora passata ma alcuni stati si stanno distinguendo per i loro progressi.

Secondo gli analisti di HSBC, la Turchia è oggi uno degli stati che gode di un ottimo stato di salute del sistema finanziario, oltre a un indebitamento pubblico e privato entrambi sotto controllo.

Un trend demografico favorevole, una forte stabilità del quadro politico e un sistema finanziario solido, una politica monetaria cautamente espansiva, una valuta che si sta apprezzando in modo lento ma continuo, e un mercato azionario che comprende società con utili attesi in crescita a doppia cifra e che attualmente sono scambiate a sconto rispetto agli altri mercati emergenti: sono numerosi i motivi che rendono la Turchia uno degli investimenti più interessanti del momento, secondo un report di HSBC.

Breve storia economica della Turchia negli ultimi due decenni Durante gli anni Novanta, l’economia turca si è dovuta confrontare con dei cicli economici molto violenti, sia al rialzo sia al ribasso, per effetto di un’inflazione fuori controllo (nel 1994 il tasso d’inflazione annuo è stato del 120%) e di un quadro politico instabile, che impediva l’attuazione d’importanti riforme strutturali. Alla drammatica crisi vissuta dalla Turchia nel 2001 ha fatto seguito una ripresa sostenuta, che ha prodotto nel periodo 2001-2008 un tasso di crescita medio del Pii pari al 6%. Anche dopo lo shock finanziario del 2008, la situazione sembra ritornata incoraggiante, poiché nel biennio 2010-2011 la crescita è rimasta sostenuta (9,2% e 8,5%, rispettivamente), mentre nel 2012 le autorità politiche e monetarie sono riuscite a effettuare un soft landing in grado di
porre le basi per una risalita più rapida nei prossimi anni.

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L’attuale livello di indebitamento delle famiglie e delle imprese è ancora basso, per effetto soprattutto degli elevati tassi d’interesse che hanno contraddistinto il recente passato turco.
L’indebitamento delle famiglie, ad esempio, è attorno al 19% del Pii, valore nettamente inferiore rispetto alla media europea che supera il 60%.
Anche il debito pubblico è molto più contenuto rispetto ai maggiori paesi europei, in quanto nel 2011 si assestava al 39% del Pii, comportando un rialzo del rating della Turchia fino alla soglia dell’investment grade. Secondo gli esperti di HSBC, anche nel 2013 la politica monetaria della Banca Centrale Turca rimarrà cautamente accomodante al fine di promuovere la crescita, restando tuttavia sempre pronta a un cambio di rotta nel caso si verifichino eventi imprevisti.
Solidità del sistema bancario e incremento delle esportazioni Uno dei punti di forza della Turchia è l’ottimo stato di salute del suo sistema finanziario.
Infatti, la stringente regolamentazione ha impedito che le banche si assumessero rischi eccessivi tramite l’utilizzo di derivati, l’acquisto di debito pubblico estero e l’impossibilità di creare veicoli fuori bilancio. Inoltre, i rapporti prestiti/depositi e asset bancari/Pil sono ancora su livelli contenuti. Infine, a partire dallo scoppio della crisi, le imprese turche hanno deciso di differenziare maggiormente i propri mercati di sbocco ed è per questo che la quota delle esportazioni verso l’area Mena è salita dal 18% del 2007 al 34% del 2012, rendendo il paese meno fragile ai cali nella domanda europea.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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