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La ripresa economica economica spinge al rialzo i prezzi del rame

La volatilità in questo inizio d’anno dimostra che i prezzi del rame, e di altre commodity, sono indissolubilmente legati all’aumento della domanda proveniente dai paesi emergenti. Questo a causato forti oscillazioni sul prezzo del rame.

All’inizio del 2013, si è verificata una risalita delle quotazioni del rame per effetto delle buone prospettive economiche previste nella seconda metà dell’anno, cui ha fatto seguito prima una brusca correzione a seguito della riduzione delle stime di crescita, e poi, nei primi giorni di maggio, una nuova correzione al rialzo, quando è stato reso noto il buono stato di salute dell’economia cinese nel mese di aprile.

La volatilità registrata in questo inizio d’anno dimostra in modo molto chiaro che i prezzi del rame, come quelli delle altre materie prime, sono indissolubilmente legati all’aumento della domanda di commodity proveniente dai paesi emergenti, sopratutto dalla Cina, considerato che da sola rappresenta il 40% del consumo annuo di “oro rosso”.
Tuttavia, è importante analizzare i fondamentali del rame guardando i dati sulla produzione. Aiuta alla comprensione, dal lato dell’offerta, il report mensile rilasciato dall’lnternational CopperStudy Group (Icsg),
contenente i dati della produzione di rame e del tasso di utilizzo delle miniere nel 2012.
Lo scorso anno, l’utilizzo di rame raffinato è arrivato a 608 mila tonnellate, in crescita di circa il 3,1 % rispetto al 2011. Ciò è avvenuto, come detto, per merito della trainante domanda proveniente dal mercato cinese, che è riuscita a compensare il calo proveniente dalle altre aree economiche principali, come Giappone, Europa e Stati Uniti.

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Nel 2012, la produzione mineraria di rame è salita del 4,5% su base annua, arrivando a 715 milatonnellate. Tuttavia, anche in questo caso, la differenza a livello di area geografica è stata marcata: se in paesi come Cina, Congo e Messico la crescita nell’estrazione di rame è stata sostenuta, in altre zone, come Australia e Indonesia, si sono verificati dei cali. Inoltre, il tasso di utilizzo delle miniere è salito nel corso dell’anno scorso, raggiungendo 1*82,1 % rispetto all’80,8% del 2011.

La produzione mondiale di rame raffinato ha riportato una crescita nel 2012, pari al 2,3% per quella primaria e al 3,3% in quella secondaria. A determinare questo risultato sono stati in positivo la Cina (aumentando la capacità produttiva) e il Giappone (ancora in fase di recupero dopo il terremoto del 2011), mentre in negativo gli Stati Uniti (a causa della chiusura per manutenzione di alcune fonderie) e le Filippine (dove l’incendio di un’unica raffineria ha prodotto una contrazione della produzione di quasi la metà). Il tasso di utilizzo delle raffinerie è, invece, diminuito leggermente su base annua, calando dall’80,6% al 79% del 2012.
I primi dati relativi a gennaio 2013 sembrano indicare che la produzione di rame continuerà a salire anche quest’anno, e non sembra, quindi, di vedere all’orizzonte un aumento dei prezzi dovuto a una contrazione dell’offerta.

Per farne impennare le quotazioni del rame, sarà necessaria una forte ripresa economica nella seconda metà dell’anno, tale da spingere al rialzo la domanda del metallo rosso.


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L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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