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Focus sui mercati finanziari

Per dare alcune previsioni mercati finanziari è necessario esaminare la diverse situazioni tra Europa, Paesi emergenti e le Valute.

A seguito delle sempre maggiori ingerenze politiche nell’area euro, negli Stati Uniti ed in Giappone e del contesto di crescita economica debole, l’asset allocation attiva e la diversificazione a livello internazionale assumono un rilievo crescente.
Il diffuso ottimismo nel sentiment di mercato e le notizie provenienti dal fronte politico potrebbero portare a battute d’arresto degli asset rischiosi, come le azioni e le obbligazioni con un premio per il rischio. Qualora ciò si verificasse, potrebbe rappresentare un’occasione per incrementare le posizioni, poiché nel medio/lungo periodo la liquidità dovrebbe favorire le forme di investimento più rischiose.

In Europa la fiducia dei consumatori è migliorata, ma alcuni indicatori anticipatori suggeriscono un trend ancora recessionistico nell’area euro, soprattutto negli Stati periferici.
Nonostante il surplus nella bilancia dei pagamenti di Eurolandia nel mese di febbraio, il debito pubblico (in % del PIL nominale) è cresciuto ancora ed in alcuni casi i dati sui livelli del deficit sono stati rivisti significativamente verso l’alto. In diversi Paesi periferici nel corso dell’anno la pressione fiscale dovrebbe diminuire e la politica monetaria dovrebbe continuare a fornire un sostegno.
Le valutazioni relativamente moderate (sia in base ai dati storici che a livello di area geografica) sembrano già scontare buona parte del rischio politico.

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Tra i Paesi emergenti, l’economia cinese recentemente ha evidenziato un rallentamento, anche se l’aumento della massa monetaria reale indica un’accelerazione imminente della crescita.
Mentre le previsioni per la congiuntura mondiale restano contenute, i Paesi emergenti si confermano i motori della crescita (espansione del ceto medio, aumento della popolazione) e potrebbero quindi rivelarsi interessanti in un’ottica di lungo periodo in vista di una rivalutazione.
Nonostante le politiche monetarie e fiscali accomodanti, le imprese hanno subito una contrazione dei margini legata all’aumento dei costi per i forti incrementi salariali.
L’America Latina soffre della debolezza delle commodity, mentre l’Europa orientale è più debole di altri Paesi in via di sviluppo e pertanto più vulnerabile al rischio di contagio e ad eventuali shock (aumento dei livelli di indebitamento, rallentamento della crescita della produttività).
La ripresa del Giappone dovrebbe favorire anzitutto i Paesi emergenti dell’Asia (fra cui Indonesia, Filippine e Thailandia).
Per la Corea, invece, il Giappone rappresenta un forte concorrente nell’ambito delle esportazioni, a seguito del deprezzamento dello yen.

Per quanto riguarda alle valute. gli investitori puntano sulla maggiore solidità degli USA; il dollaro è inoltre favorito dalle incertezze nell’area euro, lo yen appare ipercomprato. I mercati valutari evidentemente hanno anticipato la Banca del Giappone, scontando l’espansione monetaria e l’indebolimento dello yen.
Permane la tendenza strutturale al rialzo per le valute dei Paesi emergenti, in particolare per il Renminbi cinese (RMB).


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