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Cosa cambia sulla tassazione delle rendite finanziarie

Dopo un anno pieno di difficoltà per gli investimenti in borsa, ci mancava pure il fisco a funestare un anno finanziario già assai difficile per l’investitore. Tra qualche giorno cambierà la tassazione delle rendite finanziarie e saranno tassati più di quanto avviene ora gli interessi sulle obbligazioni, i dividendi e le plusvalenze su azioni e fondi di investimento quotati in Borsa.

Fino al 31 dicembre il regime finanziario prevede due aliquote fiscali. Sugli interessi sui conti correnti, conti di deposito e obbligazioni con scadenze inferiori ai 18 mesi si paga il 27%.
Sono invece tassati al 12,5% gli interessi sulle obbligazioni con scadenze superiori ai 18 mesi, gli interessi sui titoli di Stato, i dividendi e le plusvalenza su azioni e fondi di investimento quotati in Borsa.

Sul fronte bolli, fino a luglio di quest’anno sul deposito titoli pagavamo tutti, indipendentemente dalla taglia del nostro patrimonio, un’imposta di 34,2 euro.

Da luglio 2011 il Fisco ha deciso di mettere le mani e pesantemente nelle tasche degli italiani, aumentando il costo del deposito titoli e dal prossimo anno ci sarà l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie.
Il costo del deposito titoli aumenta e non di poco. Chi ha di più pagherà di più in valore assoluto ma non in valore percentuale. E sul fronte delle nuove aliquote fiscali gli unici strumenti che saranno graziati sono i titoli di stato emessi da Tesoro italiano e da altri Stati inclusi nella White List, i titoli di risparmio per l’economia meridionale, le forme di previdenza complementare e i buoni fruttiferi postali.

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Dal 1 gennaio 2012 il Fisco apporterà sostanziosi rincari sulle tasse che dovranno pagare i possessori di molti strumenti finanziari nel momento in cui questi genereranno interessi o guadagni in conto capitale. Con questa manovra il Fisco ha deciso di modificare le aliquote di tassazione delle rendite finanziarie. Vale a dire dei proventi realizzati dalle persone fisiche per interessi su titoli, depositi e conti correnti, per dividendi da azioni e partecipazioni sociali “non qualificate” e da capital gain su partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, anche attraverso gestioni individuali e collettive.
Le nuove aliquote fiscali entreranno in vigore con l’anno nuovo e prevedono per molte attività finanziarie sostanziosi rincari.

Tra quelle detenute dalle famiglie italiane le azioni, le obbligazioni e i fondi subiranno i maggiori rincari. Mentre le altre forme di investimento tra cui i titoli di stato, i certificati di deposito, i depositi bancari , i fondi pensione, e forse le polizze vita e beneficeranno di una minore aliquota fiscale o manterranno invariata l’attuale aliquota fiscale.


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