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Bolla speculativa e gli Hedge fund

Vi ricordate solo un paio di anni fa quando è cominciato a scricchiolare tutto il mondo finanziario? Si parlava di Hedge Fund. Ma che cosa erano? Una definizione appropriata di Hedge Fund potrebbe essere: “Qualsiasi fondo speculativo che non sia un convenzionale fondo d’investimento”.

In altri termini qualsiasi fondo che utilizzi una strategia o una serie di strategie diverse dal semplice acquisto di obbligazioni, azioni (fondi comuni d’investimento a capitale variabile – mutual funds) e titoli di credito (money market funds) e il cui scopo è il raggiungimento di un rendimento assoluto e non in relazione ad un benchmark; ed i Bad loan? Sono i prestiti non restituiti alla scadenza.

In breve sono i toxic asset: termine generico per indicare, titoli mobiliari garantiti da mutui immobiliari (i primi) o i titoli mobiliari costruiti da gruppi di Rmbs (i secondi), con lo scopo illusorio di eliminare il rischio di default del mutuatario attraverso la diversificazione.

Quale è stata la fine di questi titoli tossici? Quella di far scoppiare la famosa bolla speculativa che ha dato il la all’ultima crisi, con diversi Stati della federazione americana e dell’Unione Europea sull’orlo della bancarotta, banche in sofferenza, ristagno dei mercati e così via.

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Circa 18 mesi da quando il mercato di questi prodotti era dato per defunto, la Société Générale ha sottolineato come il recupero nel mercato dei mutui statunitensi che ha permesso, nel quarto trimestre 2010, alla business unit sugli “toxic asset” di tornare all’utile». La stessa Credit Suisse, ha sottolineato come la propria divisione di investment banking abbia beneficiato di una ripresa del mercato dei Residential mortgage backed securities. I cambiamenti in atto porterebbero più alte commissioni oltre a più stringenti credit guidelines. Questo potrebbe trasformarsi in più alti costi di rifinanziamento per i proprietari di case, causando di fatto un apprezzamento delle quotazioni del titoli legati all’immobiliare.

E’ anche vero però che con le nuove regole imposte per la salvaguardia della finanza da parte degli stati e delle banche centrali il rischio di una nuova ‘infezione’ potrebbe essere almeno rimandato.

Attenzione quindi a gestire i propri risparmi e, se si fa, muoversi con un consulente di fiducia al proprio fianco!

Errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Fonte: Vittorio Carlini Finanza e Mercati


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