Per effetto del crollo dei consumi, dall’inizio dell’anno il carovita nel nostro Paese è tornato a correre al traino dei rincari dei prezzi energetici. Il peggiore degli scenari come quello attuale è dato dal fatto che a fronte dell’aumento generalizzato dei prezzi c’è una discesa dei redditi delle famiglie che l’Istat ha rilevato.
I consumatori hanno meno soldi in tasca per effetto delle minori entrate, ma a questo si va ad aggiungere anche la mazzata inflattiva che fa perdere ulteriore potere d’acquisto ed ulteriore capacità di spesa.
Per i prossimi mesi potrebbe esserci un’altra stangata a causa dei minori trasferimenti, decisi nell’ultima manovra economica, alle Regioni ed agli Enti locali.
Se Comuni e Regioni devono stringere la cinghia questo significa che a pagare saranno i cittadini con meno servizi e con una qualità che rischia di peggiorare. Certo, Regioni ed Enti locali potrebbero far fronte ai minori trasferimenti tagliando gli sprechi, ma sperare che ciò possa accadere potrebbe rivelarsi una mera illusione.











