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Tutto quello da sapere sul bollo sui buoni postali

Tutto quello da sapere sul bollo sui buoni postali  Tutto quello da sapere sul bollo sui buoni postali

Tra le tante tasse introdotte dal nuovo governo ce ne sono alcune che interessano e preoccupano le famiglie italiane. Si tratta del bollo sui buoni fruttiferi postali, in quanto è uno degli strumenti di investimento più comuni delle famiglie italiane.

Proprio qualche giorno fa, in un inserto del Sole 24 Ore, un articolo descriveva come calcolare il bollo sui buoni fruttiferi postali e metteva alla luce i diversi punti da chiarire. Vediamoli in seguito e chiariamo le cose;

Come si calcola il bollo sui buoni postali

Dal 2012 si pagherà ogni anno il bollo sui buoni fruttiferi postali:

  • 0,1% del valore nel 2012
  • 0,15% del valore dal 2013

con un minimo di 34,2 euro.

Solo per i buoni postali è prevista l’esenzione. Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000.

Per calcolare il valore del buono si deve considerare il valore di rimborso (non quello all’emissione). Il valore di rimborso in effetti è quello che più si avvicina al concetto di valore di mercato che verrà utilizzato per gli altri strumenti finanziari il bollo sarà applicato sul totale dei buoni posseduti per intestatario.
Oggi le banche considerano la cointestazione come un diverso intestatario, e penso che lo stesso faranno le Poste.
Che significa? Che se ho un buono intestato al marito, uno alla moglie e uno alla coppia, tutti di 5.000 euro, non pago il bollo perché le intestazioni sono diverse.

Ora occorre aspettare che il Ministero del Tesoro, l’Agenzia delle Entrate e le Poste chiariscano alcuni punti.
Non sarà sicuramente un lavoro facile e rapido per le Poste calcolare il totale dei buoni in capo ad una persona. Anche perché oltre ai buoni dematerializzati, ci sono quelli cartacei risalenti anche a 30 anni fa.

Come si pagherà il bollo

Dovrà poi esser chiarito quando e come si pagherà il bollo. Il Decreto stabilisce che questo si paghi al momento della comunicazione alla clientela (estratto conto o rendiconto) e in caso di mancata comunicazione va pagato almeno una volta ogni anno.
Saranno in questo caso le Poste a decidere la periodicità, presumo che questa avvenga solo una volta all’anno, il 31 dicembre.

Qua nasce il primo quesito. Non essendoci mai stato un bollo sui buoni dobbiamo confrontarci con quanto fanno le banche sul deposito titoli. Sul deposito titoli si paga un bollo in base alla periodicità del rendiconto, per esempio:

  • 8,55 se trimestrale
  • 17,1 se semestrale
  • 34,2 euro se annuale

Prendiamo il caso del bollo annuale, come potrebbe accadere per i buoni postali. Le banche applicano il bollo sul controvalore del deposito a fine periodo o al momento della chiusura del deposito. Con la differenza che per il deposito non c’è un valore di esenzione mentre per i buoni sì.

Su queste basi facciamo un esempio ipotizzando di possedere ora due buoni da 5.000 euro ciascuno.

- Caso 1: tengo i due buoni fino a fine 2012
Le Poste sommeranno i valori (10.000), calcoleranno il bollo: 0,1% quindi 10 con applicazione in questo caso del minimo di 34,2.
- Caso 2: chiudo a giugno uno dei buoni
Se le Poste utilizzeranno il sistema del deposito titoli bancario, il bollo sarà applicato solo a fine anno. Ma al 31 dicembre avrò un buono da 5.000, quindi esente.
In alternativa le Poste potrebbero calcolare ogni volta che chiudo un buono il controvalore al momento e farmi pagare il bollo del periodo. In tal caso pagherei fino a giugno il bollo su 10.000 (17,1 euro cioè la metà del bollo annuale) e a dicembre nulla.
- Caso 3: chiudo entrambi (tutti) i buoni a giugno
In questo caso, come per il deposito titoli delle banche, le Poste dovrebbero applicarmi il bollo solo per il periodo. Siccome fino a giugno ho avuto un controvalore di 10.000 pagherò 17,1 euro di bollo. Ovviamente non pagherò nulla in seguito.
Preciso che queste non possono che essere interpretazioni sulla base di quanto fanno oggi le banche. Il tema però è molto complesso e come detto dovrà esser chiarito dalle istituzioni competenti.

Altro aspetto da chiarire riguarda il pagamento del bollo. Il bollo sul deposito titoli bancario viene pagato sul conto corrente associato. I buoni dematerializzati hanno un libretto associato, ma lo stesso non vale per i cartacei.
Le ipotesi sono due:
- quando c’è un libretto associato il bollo viene prelevato dal saldo di questo. Altrimenti si decurta il valore del buono stesso
- il bollo viene sempre decurtato dal valore del buono.

Conto postale, libretti e buoni

Ultima considerazione: il conto corrente postale, il libretto di risparmio e i buoni fruttiferi sono tutti soggetti a bollo distinto con esenzione a 5.000 euro.
Se ho un conto con giacenza media non superiore a 5.000 euro, un libretto sempre con giacenza media non superiore a 5.000 e dei buoni la cui somma non supera i 5.000, non pagherò alcun bollo. In parole povere non devo sommare le somme presenti su questi tre prodotti.
Discorso diverso potrebbe valere per altri prodotti di investimento delle Poste. Per esempio il controvalore delle polizze vita potrebbe essere sommato a quello dei buoni per il calcolo del bollo. Questo considerando che anche le banche sommano tutte le diverse tipologie di investimento.
Fonte: http://banca-del-risparmio.blogspot.com

   

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