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Come ridurre il divario fra pensione e ultima retribuzione

Dopo aver parlato di come avere un vitalizio più alto per la pensione, ora spieghiamo che in semplici mosse è possibile ridurre il divario fra pensione e ultima retribuzione.
Una missione possibile anche con il sistema contributivo, basta ricordare questi semplici consigli.

Mossa numero uno: ritardare il pensionamento, quindi lavorare di più, in particolare quando i requisiti di anzianità sono maturati prima dei limiti di vecchiaia. Il tornaconto in termini di busta paga più pesante potrebbe essere notevole.

Mosse numero due: optare per fondi di previdenza integrativa in particolare quando si inizia a lavorare da giovanissimi. Mettere da parte l’eccessiva prudenza. Un profilo mediamente rischioso, per esempio, potrebbe alla fine ripagare chi ha saputo osare.

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Mossa tre: i lunghi anni di studio universitario possono tornare utili non solo per fare carriera ma anche alla fine della propria esperienza lavorativa, a patto che ci si ricordi di riscattarli. Anche se il sacrificio economico non è da sottovalutare a conti fatti si incasserà di più di quanto si spende. Il vantaggio è che si potrà andare in pensione qualche anno prima.

La quarta riguarda il Tfr, il trattamento di fine rapporto: destinare la liquidazione alla previdenza integrativa è, per i dipendenti, l’unico modo per consentire un montante finale adeguato.

L’ultima mossa: il fisco. I contributi sono deducibili sino a un massimo di 5.164,57 euro l’anno: per un reddito di 35mila euro e un versamento annuo di 2.500, questo significa un risparmio in termini di minor Irpef di 950 euro.


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