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Agevolazioni mutui per famiglie in difficoltà

Per chi è alle prese con un mutuo da pagare, il momento storico non è dei più favorevoli. L’incertezza del mercato del lavoro, unita a un’inflazione in continuo aumento e alla generale instabilità finanziaria generano difficoltà spesso insormontabili per le famiglie, che non riescono a far fronte alle scadenze mensili.

Per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori italiani, in attesa di tempi migliori, è stato introdotto per legge l’obbligo per le banche di rinegoziare i mutui dei clienti in difficoltà. La disposizione è contenuta nel Decreto Sviluppo recentemente convertito in legge. L’opportunità è rivolta alle famiglie con un Isee non superiore ai 35 mila euro e per i mutui acquisto o ristrutturazione a tasso variabile fino ai 200 mila euro: è indifferente che si tratti della prima o della seconda casa.

Il tasso del mutuo rinegoziato è stabilito dalla legge. Le banche devono infatti applicare un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene scegliendo il minore tra Irs in euro a 10 anni e Irs in euro di durata pari a quella residua del mutuo. A questo si aggiunge lo spread applicato dalla banca. Un’altra opportunità per i mutuatari che chiedono la rinegoziazione è stabilire se applicare il tasso fisso per tutta la durata residua del mutuo o solo per un periodo prestabilito; infine, è possibile chiedere l’allungamento del piano di rimborso per un massimo di cinque anni, a patto che in questo modo la durata residua del mutuo al momento della rinegoziazione non superi i 25 anni.

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Un ulteriore passo in direzione dei consumatori in difficoltà è stato compiuto dall’Abi, che d’accordo con 13 associazioni dei consumatori ha prorogato fino al 31 gennaio 2012 il termine per richiedere la sospensione delle rate del mutuo. Anche in questo caso, per poter usufruire dell’agevolazione, è necessario avere determinate caratteristiche: la possibilità di interrompere il pagamento del mutuo è rivolta a famiglie con un reddito non superiore ai 40 mila euro lordi annuali, che fino al 31 dicembre 2011 abbiano subito eventi negativi come la perdita del lavoro o la cassa integrazione. I finanziamenti coinvolti nel provvedimento sono i mutui acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa fino a 150 mila euro.

L’accordo tra l’Associazione bancaria e i consumatori, siglato nel gennaio scorso, fino ad oggi ha permesso a oltre 46 mila famiglie di sospendere il pagamento delle rate (dati al 31 maggio): i beneficiari hanno così ottenuto liquidità per 339 milioni complessivi.

Per le famiglie che non possiedono i requisiti per beneficiare della rinegoziazione obbligatoria o della sospensione delle rate, un’altra possibilità è richiedere la surroga del mutuo, cioè il trasferimento del proprio finanziamento presso un’altra banca che offra condizioni più vantaggiose. L’operazione è a costo zero e permette di modificare il tipo di tasso, la durata e lo spread.
Fonte: abcrisparmio.it


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