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Il caos IMU non si placa

Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento dell’ultima rata dell’IMU e ancora il caos non si placa, ma l’unica cosa certa è che il saldo finale sarà un salasso per molte famiglie.

Il 17 dicembre, al momento di versare la seconda rata dell’Imposta municipale sugli immobili, gli italiani si troveranno a pagare per la prima abitazione in media il 50% in più di quanto pagato in acconto. Va ancora peggio per chi ha immobili diversi dalla prima casa: in questo caso l’aumento medio sarà del 55%.

La stangata di fine anno è effetto delle delibere comunali che, nella maggior parte dei casi, hanno rivisto al rialzo le aliquote base previste dal decreto Salva Italia (lo 0,4% sulla prima casa e lo 0,76% sulle altre), quelle su cui, in pratica, è stato calcolato l’acconto.
Peccato che nel frattempo i Comuni, spesso per salvare bilanci disastrosi, siano dovuti intervenire sulle aliquote, per lo più alzandole. A conti fatti, secondo i calcoli realizzati dal “Sole 24 Ore”, l’aliquota media per l’abitazione principale si attesta ormai sullo 0,45% e quella ordinaria (valida per tutti gli altri fabbricati) sullo 0,97%.

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In ogni caso sono stati proprio i conti in rosso e la necessità di far quadrare i bilanci a spingere le amministrazioni ad alzare al massimo possibile l’asticella della tassazione.

Se per l’abitazione principale la metà dei sindaci non ha aumentato l’aliquota base, e addirittura sette capoluoghi (Biella, L’Aquila, Mantova, Nuoro, Trieste, Vercelli, Viterbo) l’hanno abbassata, va decisamente peggio per gli altri fabbricati: almeno 46 capoluoghi di provincia hanno deciso di applicare l’aliquota massima dell’1,06% sugli immobili che non siano prima casa.
Tra questi ci sono, ovviamente, i casi particolari dei Comuni commissariati alle prese con situazioni economiche difficilissime: Parma innanzitutto (entrambe aliquote al massimo) e Reggio Calabria, dove il commissario governativo ha lasciato allo 0,4% l’aliquota per la prima casa e ha alzato al top quella per le seconde abitazioni. Una scelta dettata dalla necessità di garantire la salvaguardia degli equilibri economici-finanziari del bilancio. Un bilancio richiesto di sistemare dai cittadini…


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