Home / Finanza Personale / Assicurazioni / Liquidare una Polizza Vita giunta a scadenza

Liquidare una Polizza Vita giunta a scadenza

Per rispondere alle domande dei lettori, oggi voglio continuare a trattare l’argomento delle polizza vita e di spiegare quello che succede quando è giunta l’ora di liquidarla e riscattare la somma promessa.
All’intermediario che liquida una polizza vita giunta a scadenza, sono in molti i clienti che hanno rivolto una lamentela del genere. Si aspettavano grandi guadagni e invece si ritrovano fra le mani un assegno modesto, lontano anni luce dalle ottimistiche previsioni del vicino di casa che una quindicina di anni prima gli aveva piazzato “la polizza per la pensione”.
Nove volte su dieci, di fronte a siparietti del genere, il casus belli è costituito dalle cosiddette “polizze miste”.
Si tratta di assicurazioni sulla vita che abbinano nello stesso contratto una prestazione caso vita e una caso morte. In altre parole, viene liquidata una prestazione sia che l’assicurato arrivi a scadenza sano e salvo sia che, in corso di contratto, muoia oppure incorra in altra fattispecie di sinistro prevista dalla polizza.
Questo tipo di assicurazione permette di coniugare risparmio e previdenza, garantendo un capitale in ogni caso.

Generazioni di intermediari hanno venduto le miste come la soluzione più completa per le esigenze complesse della famiglia e più di una Compagnia ne ha fatto a lungo il proprio core business. E qui veniamo al cuore del problema. “Mors tua vita mea”, dicevano i Latini: i costi onerosi (per i clienti) di queste polizze, trasferiti agli intermediari, si chiamano provvigioni. Più della completezza di coperture, al vicino di casa alle prese con la famigliola da assicurare interessava la prospettiva delle laute provvigioni.
La nuova fiscalità delle polizze vita – in vigore dal 2001 e meno conveniente del precedente regime – e la ridefinizione dei meccanismi provvigionali da parte delle Compagnie allo scopo di favorire la stabilità dei portafogli hanno ridotto sensibilmente lo charme commerciale delle miste, favorendo nella rete vendita un’offerta più diversificata. In realtà, non esistono prodotti assicurativi buoni o cattivi, ma solo scelte più o meno consapevoli.

FAI TRADING IN MODO FACILE

www.plus500.com

Forex, Azioni, Materie Prime, Crypto Valute, CFD in una unica piattaforma
Spread bassi, zero commissioni e leva finanziaria

Il risparmiatore che acquista una polizza mista deve sapere che la comodità di ottenere nello stesso prodotto e con un’unica spesa protezione e risparmio ha un costo e qualche punto di attenzione. La parte di premio accantonata per far fronte ai cosiddetti “rischi demografici” (morte, invalidità ecc.) non alimenta le riserve a copertura della prestazione a scadenza, cosicché non ci si può aspettare che tutto ciò che si versa debba fare cassa e maturare interesse.
Ecco perché, rispetto a polizze vita senza coperture assicurative in senso stretto, le miste a scadenza sono meno performanti; d’altra parte, per tutta la durata del contratto, è stata garantita una copertura per i rischi demografici, il che ha inevitabilmente un costo. Analoghe considerazioni vanno fatte per la fiscalità in uscita: maggiore è la parte di premio per i rischi demografici, più alte saranno le imposte sulla prestazione conclusiva.
Il risparmiatore edotto che volesse trarre il massimo vantaggio da una polizza mista, nella scelta del prodotto giusto fra quelli presenti sul mercato farebbe attenzione a tre cose: CPMA, tasso tecnico e bonus a scadenza.
Il Costo Percentuale Medio Annuo (CPMA) è un indicatore – messo a punto dall’Isvap e contenuto nel fascicolo informativo dei prodotti vita – che consente di valutare l’incidenza complessiva delle commissioni sul contratto.
Il tasso tecnico è una forma di rendimento minimo garantito che ha la peculiarità di essere riconosciuta in via anticipata.
Il bonus a scadenza, infine, è una previsione tariffaria che riconosce una maggiorazione percentuale sulla prestazione finale.

Costi non troppo alti, rendimento garantito anticipatamente e bonus finale permettono di poter contare da subito su capitali consistenti in caso di premorienza e, d’altra parte, di ammortizzare l’incidenza del premio di rischio, in modo da non togliere redditività al risparmio.
Per il resto, è buona norma valorizzare la fase precontrattuale, esigendo e prestando attenzione alla documentazione di corredo, persuasi che, negli affari come nella vita, molte “fregature” scaturiscono da un eccesso di fiducia ingiustificata.


Trai vantaggio dall’instabilità del mercato

Apri un conto di trading

Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

Ti potrebbe interessare:

Dove investire i propri risparmi?

Dove investire i risparmi oggi? Sono molti coloro che vorrebbero trovare una risposta a questa domanda. Purtroppo però una risposta certa e assoluta non c’è

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *