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Dove investire se i mercati continueranno a scendere

I mercati che in queste ultime settimane hanno preso la via del ribasso e, soprattutto, sono diventati più volatili, è chiaro che molti investitori stiano iniziando a preoccuparsi.

Oggi vediamo dove investire se i mercati dovessero continuare a scendere.

Prima però una premessa è necessaria. Personalmente, non credo che andremo incontro, almeno nell’immediato, ad un autentico crollo dei mercati. Non dimentichiamoci che è circa un anno che stiamo correndo molto e una correzione era ampiamente dovuta.

In fin dei conti, il calo di queste giornate si è mangiato non più del 5-6% in America e, in media, le stesse percentual in Europa. Il DAX, che è stato un treno negli ultimi mesi, è stato l’unico a perdere quasi il 10%.
Questo per dire che in fondo il calo non è stato così pesante. Rapido e violento sì, ma non eccessivamente pesante.
Ciò significa che potremo vedere altre giornate di debolezza e di difficoltà. Fino a che il ribasso sarà inferiore al 10-15%, saremo semplicemente nell’ambito di una dovuta correzione.

Motivi per continuare a crescere ce ne sono ancora molti.
Ma se le cose dovessero effettivamente peggiorare, allora diventerà importante, oltre a fissare e rispettare gli stop-loss, definire un’allocazione sicura e a scegliere settori azionari meno volatili e trovare classi di investimento capaci di fare bene durante i periodi di ribasso.

Vediamo quindi alcune buone idee su come investire in fasi di ribasso.

Shortare il mercato: una delle scelte più logiche, quando il mercato scende, è di andare short.
Oggi è possibile farlo oltre che con i classici short intraday e multiday offerti dai broker, anche con certificate e persino con ETF o nei Futures. Tuttavia, prima di shortare il mercato, consiglio di aspettare di avere un trend ribassista ben impostato e di lungo periodo. Molti hanno shortato il mercato a febbraio/marzo, ma la correzione è durata solo pochi giorni. E anche a maggio/giugno 2006, quando i mercati sembravano aver preso la via del ribasso (con i principali indici che si muovevano persino sotto la media mobile a 200 giorni), le quotazioni risalirono con una forza e costanza inaspettata.

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Oro: naturalmente, molti pensano all’oro come investimento rifugio durante i periodi difficili.
In parte è vero, ma non bisogna dimenticare che se il mercato azionario scende per via della restrizione della liquidità, anche l’Oro ne risente.
Questo è quanto è successo, ad esempio, lo scorso anno, quando praticamente tutti gli assets, compreso l’Oro, scesero violentemente in poco tempo. Io sono un grande fan dell’oro e ritengo importante tenere un po’ di metallo giallo sempre in portafoglio.
Ma se vi aspettate tranquillità e stabilità da questo investimento, resterete delusi.
L’oro è volatile. Nel lungo termine, comunque, ha un’enorme capacità di mantenere valore e diventa veramente bene rifugio se dovessero esserci sconvogimenti nel sistema finanziario. Infine, in caso di ribassi dei mercati, il meglio dell’oro lo si avrà se e quando le banche centrali decideranno di intervenire abbassando rapidamente i tassi.

Commodity e Petrolio: valgono in buona parte gli stessi discorsi fatti per l’oro.
Esse sono volatili ed instabili. Ma il loro pregio è di essere generalmente poco correlate con il mercato azionario, quindi possono effettivamente proteggere da una caduta dei mercati azionari.

Obbligazioni: le obbligazioni sono spesso viste come un investimento sicuro.
Tuttavia, se il ribasso dei mercati si accompagna ad un aumento dei tassi, anche le obbligazioni a tasso fisso e a lungo termine ne risentono. Se dovesse esserci una crisi nel credito però, sarebbero i titoli più rischiosi, cioè i così detti “high yield” a risentirne, mentre dovrebbe aumentare la domanda dei bond più sicuri per via dell’effetto “flight to quality”.
Anche la classe delle Obbligazioni ad elevato rating può essere un posto dove guardare nei periodi di difficoltà.

Cash: la liquidità è il mio investimento preferito durante i ribassi del mercato.
Quando i mercati scendono, è come se vivessimo in un ambiente “deflazionario”. Cioè, 1000 euro domani possono comprare molte più “cose” di oggi. Le “cose” in questo caso sono i business che stanno dietro le azioni: fabbriche, marchi, brevetti, risorse umane, miniere, riserve petrolifere, centrali elettriche. Questi business hanno un valore che non scende (e non sale) nel giro di un mese o due.
E’ il mercato che un giorno è euforico e valuta un business 1000 e un altro è depresso e lo valuta 800.
Se abbiamo liquidità durante i ribassi, avremo la possibilità di comprare quei business a prezzo più basso in futuro.

Ricapitolando, se il mercato continuerà a scendere siate sicuri di avere tanta liquidità, posizionatevi su qualche obbligazione sicura e tenete un po’ di oro e commodity che sono storicamente poco correlate alle azioni.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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