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Che tipo di Investitore sei? – Parte seconda

Eccoci alla seconda parte dell’articolo “Che tipo di Investitore sei?“. Se non hai ancora letto la prima parte dell’articolo, puoi farlo ora cliccando qui>>
Come già anticato in questo seguito dell’articolo parleremo della strategia del Broker, del Trader e dello Scalper.

La strategia del Broker
Il broker, è genericamente quel personaggio che in qualche modo sta sempre attaccato al monitor mentre le riunioni di Borsa sono in corso, e da ordini di acquisto e vendita in continuazione, ha normalmente una strategia piuttosto ben definita, la cui caratteristica saliente è comunque quella, come si dice, di vendere troppo presto (selling too soon).
Quando chiesero a uno dei tanti Barone de Rothschild come aveva fatto a mettere insieme la sua fortuna, rispose: “By selling too soon» (vendendo troppo presto). E aggiunse che era molto lieto di lasciare l’ultimo 20%, assieme al primo 20%, di un rialzo a qualcun altro, se lui era riuscito a prendersi il 60% di mezzo. Un altro miliardario leggendario, Bernard Baruch, diceva che la sua strategia era quella di vendere sempre troppo presto.
Il comandamento di questo tipo di approccio lo troviamo anche nella mitologia borsistica italiana. Un broker, Rod Fadem, ha codificato le regole di questa strategia, dandole in questo modo anche una sua maggiore dignità.

Ecco il sunto di queste regole, in parte adattate alla Borsa italiana:
1) Se hai comprato giovedì e le ragioni per le quali hai comprato dimostrano di essere false il venerdì, vendi. Esempi delle sorprese che ti dicono che hai sbagliato. annuncio di utili più bassi del previsto, manager dell’azienda che vendono pesantemente le azioni di loro proprietà personale, magazzini che aumentano rapidamente ecc.
2) Quando hai tenuto un titolo perché stava salendo con sicurezza, e di colpo si impenna, vendi. Probabilmente tutte le buone notizie sono già comprese nel prezzo.
3) Quando le tue azioni di colpo cominciano a salire su grossi volumi, stai attento alle notizie. Appena si sa qualcosa vendi immediatamente: il prezzo ne ha già tenuto conto.
4) Quando non riesci a trovare del valore nel mercato a causa degli alti P/E e dei bassi rendimenti in termini di dividendi, è come accadde nell’estate del 1987 (nell’ottobre, si ricorderà, ci fu uno dei grandi crolli borsistici della storia), vendi almeno parte delle tue azioni.
5) Attento a indebitarti per comperare azioni in un mercato toro; al contrario: approfitta del raggiungimento di nuovi massimi per prenderti qualche profitto e pagare i tuoi debiti; al primo scrollone le tue azioni perderanno di valore, ma i tuoi debiti no.
6) Quando sei coinvolto in un disastro (ad esempio, hai notizie certe che l’azienda è sull’orlo della bancarotta), vendi al mattino in apertura e al meglio, (cioè al prezzo che qualche compratore in quel momento è disposto a darti); non startene lì a sperare in una piccola ripresa; qualche volta, è vero , il primo prezzo segnato al mattino è realmente il punto più basso, ma questo è un rischio che si può correre per non perdere tutto.
7) Se possiedi azioni di una buona azienda in una industria (intesa come complesso di aziende: l’acciaio, l’automobile, la chimica ecc.) che ha dei problemi, la tua azione al massimo riuscirà a tenere il passo con il mercato. Vendi senza pietà, e investi in un’altra industria.
8) Se hai un’azione vincente, il massimo è spesso segnato su un volume di scambi fortissimo (il cosiddetto blow-off). A quel punto l’ultimo orso getta la spugna e chi ha venduto allo scoperto si ricopre affannosamente. Si generoso. dai a quella gente le azioni che desiderano tanto.
9) Quando si è verificato un crollo o un mini-crollo, considera seriamente di vendere le tue azioni di bassa qualità, sia che tu ci perda sia che ci guadagni, e muovi i tuoi soldi in azioni di aziende più solide.
10) Vendi pure prendendoti la tua perdita se la tua azione rompe il livello minimo dell’anno, anche se non hai avuto nessuna notizia. C’è qualcosa che sta andando storto, ed è meglio uscire prima che si sappia che cos’è.
Molte di queste regole sono assai sagge, e si possono applicare con successo. Sono spesso follia, per chi non ha la possibilità di stare tutta la mattina davanti al monitor, le regole sul vendere rapidamente, non importa a quale prezzo: quelle vanno bene solo se non si ha la minima idea di che cosa si è comperato (Fadem è un broker).
Credo effettivamente che questa sia la discriminante. Se vi comperate un titolo di cui non sapete nulla, applicate la strategia del broker: è la migliore possibile. Ma la migliore strategia possibile è quella di comperare azioni di cui sapete qualcosa!

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La strategia dello Scalper
Esiste una categoria molto particolare degli speculatori di Borsa e di vera speculazione si tratta. Difatti lo scalper generalmente segue di continuo i movimenti dei prezzi a breve scadenza (specialmente in intraday), cogliendo solo l’ultimo tratto di crescita prima di una inversione di tendenza. Ottenendo così tanti piccoli guadagni.
Il “trucco” sta nel fatto che un trend si può individuare in maniera definita solo quando è già avviato, lasciando però meno margine di guadagno prima della eventuale inversione. Questo comporta si un guadagno più certo rispetto a chi per esempio scommette su un trend ancora in formazione e quindi non chiaramente distinguibile, ma necessita di una attenzione continua alle variazioni di prezzo.
Lo scalper può effettuare operazioni della durata anche di pochi minuti, e predilige i momenti più “caldi” della giornata borsistica, ovvero l’apertura e la chiusura.
Oltre ad un grande tempismo sono necessari anche degli strumenti avanzati di compravendita in real time. Pensate se negli ultimi minuti di contrattazione della giornata il collegamento ad internet facesse i capricci o il TOL si congestionasse per troppi utenti collegati …

La strategia del Trader
Possiamo definire genericamente trader colui che opera in purezza, fidandosi solo dell’Analisi Tecnica.
A lui non importa quasi nulla di che cosa sta comperando. Lui crede fermamente che tutto quello che riuscirà a sapere lo saprà sempre troppo tardi e quindi si fida solo delle sue chart, dei suoi oscillatori ecc.
A causa dello stress emotivo che è insito in ogni situazione speculativa, il trader prepara un metodo di operazione, che include un insieme di regole con le quali opera, e al quale aderisce rigidamente, per proteggersi da se stesso. Molto spesso infatti, le emozioni ti fanno fare cose totalmente estranee o contrarie a ciò che ti farebbe fare il tuo programma di trading. E’ solo aderendo ad una formula precostituita che il trader può distaccarsi dalla frenesia delle emozioni, dal vortice dei consigli o dei rumors e resistere allo stress.


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Informazioni sull'amministratore di Dove Investire

L'amministratore e proprietario del portale www.doveinvestire.com è Simone Mordenti, analista finanziario, trader con oltre 10 anni di esperienza. Classe 1974, si avvicina al mondo del trading, ed in particolare agli investimenti sui indici di borsa e valute, grazie all’affiancamento di esperti del settore. Una forte passione per le scienze statistiche e l’analisi tecnica sui mercati finanziari, da diversi anni si occupa di giornalismo finanziario in diversi portali del settore, in veste di analista tecnico e trading advisor.

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