I Pronti contro termine sono operazioni finanziarie attraverso cui una banca cede ad un acquirente titoli a reddito fisso, con l’impegno di riacquistarli alla scadenza, ad un prezzo più alto. Per i risparmiatori i pronti contro termine costituiscono un’interessante possibilità: si tratta, di fatto, di un deposito vincolato a tempo fisso (in genere, da uno a sei mesi) per il quale però non esiste possibilità di estinzione anticipata.
Pronti contro termine 2011: i pregi e difetti dell’operazione
Ultimamente, i pronti contro termine stanno avendo un crescente successo: è possibile investire online importi relativamente bassi, a partire da 1000 euro, con spese ridotte.
Pur essendo tassati al 12,5% come i titoli di stato, i rendimenti dei Pronti contro termine sono maggiori di quelli dei Bot. Questo perché, specie negli ultimi tempi, i pronti contro termine hanno integrato, nei titoli inclusi nell’operazione, non solo i Titoli di Stato, ma anche obbligazioni della banca interessata nell’operazione. Maggior rendimento, però, è anche sinonimo di maggior livello di rischio: è sempre preferibile leggere con molta attenzione il contratto proposto, e ponderare con attenzione. Inoltre, ricordiamolo, permane il vincolo temporale.
Fonte: bancait.com











